Corea del Nord: “Preparatevi ad evacuare le ambasciate”

SEUL – Sale la tensione internazionale per le minacce incalzanti che arrivano dalla Corea del Nord. Dopo l’annuncio arrivato da fonti militari sud-coreane secondo cui Pyongyang avrebbe caricato due missili su rampe di lancio mobili già nascoste in strutture segrete della costa orientale, a rafforzare le minacce è arrivato un messaggio inquietante dalla Corea del Nord che avvertiva tutte le ambasciate straniere a prepararsi a evacuare non potendo garantire l’incolumità del personale diplomatico straniero e neanche quello delle organizzazioni internazionali.

La preoccupazione cresce a livello internazionale e secondo i servizi di Usa e Corea del Sud le azioni intraprese da Pyongyang non sarebbero solo ‘di avvertimento’, ma potrebbero rivelarsi preparative per un’azione militare a sorpresa che – secondo osservatori nazionali – potrebbe arrivare il 15 aprile, data di nascita di Kim Il-sung, fondatore della nazione e nonno di Kim Jong-un. Un atto simbolico che rafforzerebbe ulteriormente il potere dell’attuale leadership.

Secondo l’agenzia Yonhap i missili che sarebbero pronti a partire sono i Musudan, missili a medio raggio, su cui Pyongyang non ha mai realizzato alcun test e che hanno una gittata di 3-4 mila miglia. Sarebbero dunque in grado di puntare sull’isola di Guam, territorio non incorporato degli Stati Uniti d’America dove è attiva una delle basi a stelle e strisce più importanti del Pacifico.

In totale sono 24 le ambasciate presenti nella capitale nordcoreana. L’Italia non ha sedi diplomatiche nel Paese perché fa riferimento alla missione a Seul ma è presente un ufficio della Cooperazione allo sviluppo inaugurato nel2001 aseguito della riapertura delle relazioni diplomatiche. Gli interventi della Cooperazione italiana in Corea del Nord sono concentrati nei settori della sicurezza alimentare, del sostegno all’agricoltura e alla sanità di base, prevalentemente nell’ambito degli appelli consolidati delle Nazioni Unite.

Un test importante sulle reali intenzioni di Pyongyang si avrà lunedì 8, giorno in cui dovrebbero tornare a consentire l’accesso ai lavoratori sudcoreani alla zona industriale di Kaesong, bloccato per la prima volta.

La Corea del Nord ha chiesto alle 123 aziende di Seul presenti nel distretto a sviluppo congiunto l’elenco delle persone che avrebbero dovuto lasciato l’area proprio entro il 10 aprile.

L’avvertimento alle rappresentanze diplomatiche compresa la Cina, che al momento è il suo alleato più stretto, e a Cuba ha suscitato un’ondata di proteste in tutto il mondo.

La Germania ha convocato l’ambasciatore nordcoreano a Berlino per manifestargli la sua “profonda preoccupazione”. La Russia si è messa in contatto con le altre potenze, Usa e Cina, oltreché con la Corea del Sud per rispondere alla richiesta di evacuazione e il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, ha espresso preoccupazione per “la tensione, anche se solo a parole” e il Foreign Office britannico, ha definito la richiesta come ”retorica anti-Usa”.

A Cuba, lo stesso ex “lider maximo” Fidel Castro, in una delle sue ‘riflessioni’ pubblicate dal sito internet Cubadebate, ha esortato la Corea del Nord ad ”evitare una guerra” che non produrrebbe ”alcun beneficio” ai due Paesi della penisola coreana e ”causerebbe danni a oltre il 70% della popolazione del pianeta”.

In Italia l’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini, usando un twitter, ha detto che il mondo deve agire subito per scongiurare la escalation nordocoreana e una disastrosa guerra nucleare “Solo il negoziato unitario e paziente può fermare la crisi e la dittatura nordcoreana. Anche l’Europa dica la sua! L’Ue è e sarà sempre attore per la pace. Ma perché si fermi la minaccia bellica deve parlare con una sola voce!”.

Intanto Amnesty International dopo aver studiato alcune immagini satellitari dalle quali si può vedere che il governo della Corea del Nord sta annullando la differenza tra i campi di prigionia politica e la popolazione circostante, ha rinnovato la richiesta alle Nazioni Unite di istituire una commissione indipendente d’inchiesta sulle gravi, sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani, compresi crimini contro l’umanità, in corso nel paese.

Giuditta Tazzi

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