G8, Accordo storico a Londra: stupro crimine di guerra

Pubblicato il 11 aprile 2013 da redazione

LONDRA – Fermi, uniti e duri nella condanna contro le minacce della Corea del Nord. Divisi, sebbene ”atterriti” dal numero dei morti e dall’emergenza umanitaria in Siria. I ministri degli Esteri del G8 hanno concluso così, l’incontro a Londra preparativo per il vertice dei capi di Stato dei Grandi a giugno, e che ha visto sul tavolo dossier complicati e urgenti, Siria e Corea del Nord innanzitutto. E il raggiungimento di un ”accordo storico” che considera lo stupro un vero e proprio crimine di guerra. Con una testimonial d’eccezione: l’attrice Angelina Jolie, in veste di inviato speciale dell’Onu per i rifugiati.

Unanime, ferma e nei termini più duri la condanna per l’escalation delle minacce di Pyongyang espressa dai capi delle diplomazie di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia riuniti a Lancaster House, non lontano da Buckingham Palace, per la seconda e conclusiva giornata di lavori. Hanno chiesto che si fermino le provocazioni e hanno inviato un messaggio chiaro a Kim Jong-un.

– Un altro lancio di missile o test nucleare e siamo pronti a ulteriori e significative misure – ha dichiarato William Hague, ministro degli Esteri britannico che ha presieduto l’incontro. L’intenzione al momento resta quella di far lavorare la diplomazia ”per stemperare le tensioni”, come ha spiegato il premier Mario Monti che alla riunione londinese ha preso parte in veste di ministro degli Esteri ad interim.

Le provocazioni del regime di Pyongyang e le minacce al ricorso della forza sono una escalation inaccettabile e devono cessare, ha detto Monti che ha sottolineato la necessità di ”coesione, fermezza e unità di intenti” affinchè ciò accada. Anche perchè: ”la condotta di Pyongyang rischia di minacciare il principio di non proliferazione nucleare e aprire la strada a inquietanti scenari di corsa agli armamenti”.

La posizione risoluta e coesa sulla Corea del Nord, non trova tuttavia lo stesso riscontro sul caldissimo e centrale dossier siriano: la Siria rimane la spina nel fianco della diplomazia che non riesce ancora a ‘sbloccare’ l’impasse facendo un passo avanti verso una soluzione della crisi. Unanime la preoccupazione per l’emergenza umanitaria nel Paese, quello sì, ma ”permangono le divisioni”, ha ammesso Hague. Il riferimento è evidentemente alla posizione della Russia, rappresentata ieri a Londra dal ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.

Ancora una volta, nella conferenza stampa conclusiva, si è dovuto ammettere il fallimento.

– Fino ad ora, il mondo ha fallito nel tentativo di porre fine al conflitto in Siria – ha detto Hague.

Parlando con i cronisti in margine alla riunione, il premier Monti ha sottolineato da parte sua che ”è necessario mantenere lo spirito positivo della riunione di Roma, affinchè si creino le condizioni per una soluzione politica, con l’uscita di Assad e per una transizione democratica”.

Il G8 ha invece messo a segno un risultato importante per la lotta alle violenze sessuali nei conflitti, con l’intenzione che vengano riconosciuti come crimini dei guerra. Il tema è stato portato all’attenzione dei colleghi dalla presidenza britannica, ma a Lancaster House ha trovato tutti gli otto d’accordo, con la decisione storica di sbloccare fondi pari a 27,5 milioni di euro destinati proprio alla lotta contro queste violenze. Una causa subito abbracciata da un ‘ospite a sorpresa’: testimonial d’eccezione per il G8 è giunta a Londra l’attrice Angelina Jolie, in veste di inviato speciale dell’Onu per i rifugiati.

– Lo stupro in situazioni di guerra non deve essere considerato inevitabile – è l’appello dell’attrice e inviata dell’Onu -. Puo’ essere prevenuto e deve essere affrontato.

La Jolie ha quindi rilevato l’importanza dell’accordo raggiunto:

– Finalmente si dà una speranza alle vittime.

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