I narcos messicani guardano all’Europa

BRUXELLES. – Corpi squartati. Decapitati. Impiccati ai cavalcavia cittadini. Il terrore dei narcos messicani cerca casa in Europa e punta a creare qui uno dei suoi quartier generali per muovere montagne di capitali illeciti. L’allarme lanciato da Europol agli stati membri è chiaro: occorre il massimo sforzo per contrastare il fenomeno. I tentativi di insediamento dei gruppi di Sinaloa e Los Zetas per diventare protagonisti diretti nella gestione dei mercati della droga nel club dei 27 si stanno facendo preoccupanti. In particolare, un tentativo di infiltrazione del cartello di Sinaloa è stato scongiurato di recente (sull’episodio dall’Aja mantengono il massimo riserbo), ma l’attesa è che i tentativi si intensifichino. Preoccupa ”la loro cultura operativa estremamente violenta”, anche se al momento in Ue solo un numero isolato di episodi di violenza sono stati attribuiti a questi gruppi. ”Non vogliamo che il livello di violenza e brutalitá che vediamo in Messico si ripeta in Europa”, spiega il direttore di Europol Rob Wainwright.

Los Zetas, il gruppo fondato da disertori delle forze speciali dell’esercito messicano e dai militari degli squadroni della morte guatemaltechi, sono noti per la loro estrema ferocia e altrettanto lo sono i loro piú acerrimi avversari, il cartello di Sinaloa, guidato da Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, uno degli uomini piú potenti al mondo (tra i primi 60 Paperoni del globo, stando alla classifica della rivista Forbes). Il rischio è quello di una rottura degli equilibri tra i gruppi della malavita, che approfittando anche della crisi economica-finanziaria si sono moltiplicati a dismisura in Ue, fino a raggiungere quota 3600. E laddove – a fronte di questo sovraffollamento – non saranno piú possibili le alleanze (in Italia è forte quella dei narcos con la ‘ndrangheta), il pericolo è lo scatenarsi di guerre.

Un conflitto tra cartelli e polizia che in Messico, in cinque anni di governo dell’ex presidente Felipe Calderón, ha provocato oltre 50mila vittime. E l’allerta di Europol segue solo di una decina di giorni una simile diffusa dalla Dea, l’agenzia federale antidroga Usa, che ha definito la minaccia una delle piú serie per gli Stati Uniti in tema di criminalitá organizzata. Secondo gli 007 Ue, negli ultimi dieci anni i cartelli messicani hanno conquistato un ruolo centrale nel panorama internazionale, coordinando il traffico di cocaina e la produzione e il commercio di droghe sintetiche per i mercati europei e nord americani. Comprano armi nel sud-est Ue e le forniscono a gruppi narco-terroristici come le Farc in Colombia, ottenendone in cambio cocaina. Ma le distribuiscono anche alle gang centroamericane, come la salvadoregna Mara Salvatrucha, per assicurarsi corridoi di passaggio per i loro commerci. Tra i loro principali collaboratori nel club dei 27, le mafie italiane.

 

 

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