Nicolàs Maduro, delfino di Chàvez è il nuovo Presidente del Venezuela ma…

CARACAS:- Il candidato di governo Nicolàs Maduro è il nuovo Presidente del Venezuela. Secondo i dati del Consiglio Nazionale Elettorale dopo lo scrutinio del 99,17 per cento dei voti Nicolás Maduro avrebbe vinto con il 50,75 per cento delle preferenze a fronte del 48,98 di Enrique Capriles Radonsky.

Un risultato che dimostra chiaramente la spaccatura che esiste nella società venezuelana. La differenza è tanto esigua che il candidato Henrique Capriles Radonsky ha detto che non riconoscerà il risultato fino a che non verranno ricontati tutti i voti. “Questo risultato – ha detto Capriles – non riflette la volontà del nostro paese. Questa lotta non si è conclusa”. Poi rivolgendosi direttamente al Presidente eletto ha aggiunto: “Maduro tu sei Presidente… ma solo per il momento” e ha assicurato che continuerà a lottare per far conoscere la verità e affinchè il Venezuela diventi un paese diverso, con libertà, giustizia e istituzioni indipendenti.

Il voto elettronico che da anni si utilizza in Venezuela, prevede che ogni votante riceva anche una ricevuta che viene inserita in una apposita urna. Il riconteggio che chiede la coalizione dell’opposizione dovrebbe controllare l’esatta corrispondenza del voto elettronico con quello cartaceo contenuto nelle urne.

Il primo a suggerire la necessità di un riconteggio del 100 per cento dei voti e non di un campione, come si fa normalmente, è stato uno dei dirigenti del Consiglio Nazionale Elettorale. Vicente Dìaz, unico tra i quattro membri di questa istituzione, con simpatie verso l’opposizione, dopo la lettura dei risultati da parte della Presidentessa del CNE, ha dichiarato alla stampa che, a suo parere, solo un controllo di tutti i voti avrebbe permesso al Venezuela di accettare serenamente l’esito delle urne.

Parole subito riprese dal candidato dell’opposizione Capriles Radonsky che, dopo aver categoricamente smentito qualsiasi accordo telefonico con il neo eletto Presidente Maduro, ha detto che non accetterà i risultati finchè non sarà verificata l’esatta corrispondenza del voto elettronico e delle rispettive ricevute cartacee in tutti i seggi elettorali del paese.

Se la risposta del Presidente Nicolàs Maduro è stata di apertura verso questa richiesta ben diverso è stato l’atteggiamento degli altri dirigenti del chavismo.

Diosdato Cabello, Presidente dell’Assemblea Nazionale ha immediatamente accusato il membro del CNE Vicente Dìaz di essere parte di una cospirazione contro il popolo. “Sei un irresponsabile Vicente Dìaz – ha tuonato Cabello –  e se tutto questo sfocerà in violenza tu sarai il colpevole”.

Un deciso stop alla richiesta di Capriles è arrivato anche dal responsabile della campagna elettorale di Nicolás Maduro Jorge Rodríguez che ha considerato impossibile un riconteggio del cento per cento dei voti.

Ha inoltre accusato l’opposizione di star preparando già da giorni le denunce di frode per non accettare l’esito del voto.

Ma in queste ore si stanno accumulando accuse e prove di irregolarità più o meno gravi avvenute durante le votazioni e anche gli esperti internazionali, invitati dall’opposizione a seguire le elezioni, hanno espresso perplessità e considerano importante fare chiarezza al più presto con un riconteggio dei voti. In conferenza stampa lo spagnolo Gustavo Palomares e l’argentino Diego Sueiras hanno precisato che chiedere il riconteggio non significa mettere in dubbio i risultati delle elezioni ma risponde unicamente alla necessità di fare la massima chiarezza in una situazione tanto polarizzata come quella del Venezuela.

E il segretario generale dell’OSA José Miguel Insulza dopo aver dato il suo sostegno alla richiesta della revisione completa dei voti, ha offerto l’aiuto di questo organismo internazionale per facilitare l’operazione.

Ciò che è sicuro è che si apre ora una tappa di grande incertezza per il Venezuela. Se da una parte l’opposizione difficilmente mollerà l’osso del riconteggio delle schede e promuoverà azioni in tal senso, il chavismo dovrà confrontarsi con il vuoto che ha lasciato il Presidente Chàvez.

Come in ogni lutto, superato il momento dello choc iniziale, delle condoglianze degli amici, arriva il vero dolore della perdita e la necessità di sopravvivere ad essa.

Tanto più vale questo in un movimento come il chavismo che ha conosciuto durante quasi venti anni un solo leader, una persona carismatica che nessuno aveva il coraggio di mettere in discussione.

La campagna elettorale di Nicolàs Maduro ha mostrato più che mai quanto sia forte, anche dopo la sua morte, la presenza di Hugo Chàvez. Il suo ricordo è stato invocato in ogni meeting e usato in molteplici immagini, la sua voce che chiedeva al popolo di votare Maduro, è stata uno degli spot più toccanti usati dal neo Presidente per arrivare al cuore dei suoi elettori.

Si può dire che Chàvez ha lottato anche dopo la morte e ancora una volta ce l’ha fatta. Ora però non può fare altro. Ora tocca a chi é rimasto e deve raccogliere la sua ereditá.

Giuditta Tazzi