La CEI eleggerá il suo Presidente

ROMA. – Tra le riforme del nuovo pontificato potrebbe esserci, oltre a quelle della curia e dello Ior, anche quella che fará sí che la Conferenza Episcopale Italiana – unica al mondo il cui capo viene ora nominato direttamente dal Papa – possa eleggere il proprio presidente. ‘’Credo che come le conferenze episcopali degli altri Paesi anche quella italiana possa eleggere il suo presidente: penso sia giusto che anche la Cei abbia la sua autonomia elettiva’’, ha detto il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e tra i ‘’padri’’ delle riforme cui papa Bergoglio sta mettendo in cantiere e che ‘’potrebbero essere varate in tempi rapidi’’. Intervistato da Paolo Mieli per la puntata di ‘’Eco della storia’’ che andrá in onda questa sera alle 23.00 su RaiStoria il card. Coccopalmerio nel parlare dei progetti di riforma della Curia romana cui papa Francesco ha dato l’avvio con la nomina degli otto cardinali suoi consiglieri, si è soffermato anche sulla possibilitá che la Conferenza dei vescovi italiani conquisti la sua autonomia elettiva per la presidenza.

‘’Lasciare l’elezione del presidente della Cei’’ all’assemblea, ha spiegato, ‘’potrebbe essere un segno di stima e di fiducia’’, mentre ‘’la comunione con il Papa va sempre garantita’’. Coccopalmerio, apprezzato giurista, ha un ruolo-chiave in questa fase riformatrice avviata col pontificato di Bergoglio, avendo presentato nelle Congregazioni generali pre-Conclave un progetto di riforma della Segreteria di Stato in tre o quattro sezioni, molto applaudito dagli altri porporati e divenuto poi, di fatto, il canovaccio della prossima ristrutturazione della Curia romana. Il porporato ha sottolineato: ‘’il segretario di Stato potrebbe rimanere quello che è ora, con la sua identitá e individualitá e con un piccolo collegio di persone, due, tre o quattro persone, che lo circondi coadiuvandolo in modo piú stabile’’. Ha anche puntualizzato la necessitá di una ‘’collegialitá costante dell’attivitá dei capidicastero della curia: come in una sorta di Consiglio dei Ministri dovrebbero stare accanto al Papa e assieme confrontarsi e dare pareri al Pontefice’’.

Sulla Curia, ha infine aggiunto il cardinale con riferimento alla costituzione apostolica del 1988 di Giovanni Paolo II, occorre ‘’emendare la Pastor bonus, serve integrare e cambiare’’. La riforma della Curia che si va avviando ha un nesso con il Concilio Vaticano II? ‘’Sí, è talmente ricco che non è stato capito e attuato fino in fondo. Ogni nostra attivitá deve essere sempre in riflessione e applicazione del Concilio’’. Importante inoltre il fatto che nelle ‘’valutazioni’’ per la riforma della curia ‘’può rientrare tutto, anche lo Ior e il mio dicastero’’. Per non dire che Coccopalmerio si attende ‘’delle riforme e decisioni in tempi rapidi. Questo Papa non perde tempo’’, ha aggiunto. A proposito poi della commissione di consiglieri che ora affianca il Papa nel governo della Chiesa e nel progetto di riforma della Curia, Coccopalmerio ha confermato che ‘’una delle istanze emerse dalle congregazioni generali era affiancare al Papa persone spiritualmente e tecnicamente molto valide che venissero da tutti e cinque i continenti’’. Il gruppo di otto cardinali, quindi, ‘’dovrá consigliare il Papa portando le istanze da tutte le parti del mondo’’.

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