La crisi delle regioni, Governatori: “Basta con le politiche di austerity”

ROMA  – Regioni allo stremo, condannate a morte dal Patto di Stabilità, ”il cappio che ci sta spezzando l’osso del collo, la cura che uccide il paziente, che non arriverà al 2014”: i governatori delle Regioni Puglia, Nichi Vendola (Sel), Lazio, Nicola Zingaretti (Pd), Lombardia, Roberto Maroni (Lega) e Veneto, Luca Zaia (Lega) – questi ultimi due non presenti alla conferenza stampa convocata nella sede della Regione Puglia – sono concordi nel lanciare un forte allarme.

– Il Patto di stabilità è demenziale e cieco, è un feticcio inutile che ha portato ad una situazione delirante; vanno riviste le politiche di austerità che stanno portando alla dissoluzione l’intera Europa. E tutto questo mentre a Roma non hanno orecchie per ascoltare.

I governatori, insomma, anche se hanno tessere di diverso colore politico, sono tutti oltremodo preoccupati per la grave crisi economica e sociale, e snocciolano dati e considerazioni sugli effetti devastanti delle politiche assunte negli ultimi anni dall’Ue, ”che stanno minacciando la democrazia e peggiorando la crisi, un vero male oscuro”.

– Sono stufo di avere ragione – si è sfogato Vendola – tutti mi danno ragione su questo argomento ma io non voglio avere ragione, voglio la nettizzazione del Patto di stabilità: la disperazione della gente è figlia dell’austerity.

Per il governatore e leader di Sel, ”il Governo non può scodellare la minestra, non può inventare risorse che non ci sono. C’è difficoltà nel trovare i fondi per la Cig e l’Imu e sono scomparse, negli ultimi giorni, le parole ‘esodati’ e blocco dell’aumento dell’Iva”. Con Zingaretti, parla della volontà di allargare il fronte di mobilitazione, per tenere alta l’attenzione della gente e vuole costruire un ‘movimento istituzionale’. E aggiunge anche che, sebbene sia ”evidente che ci sono una serie di capitoli che vanno affrontati con l’accetta, come quello sulle spese militari, perchè è in atto uno scandalo sugli F-35, è naif l’idea che, tagliando le spese militari e gli stipendi ai parlamentari, si inverta la rotta dell’economia”.

Insomma, ”è ora di cambiare le politiche in Europa”. Più cauto nei toni, ma sulla stessa linea, il governatore del Lazio, secondo il quale ”si potrebbe partire escludendo dagli obiettivi del Patto di stabilità le spese per i cofinanziamenti ai fondi Ue”. Ieri mattina il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della seduta convocata a Roma, aveva detto che la conferenza stampa sul Patto di stabilità nella sede della Regione Puglia si inquadra ”nella nostra posizione sul Patto di stabilità e rientra tra le altre iniziative che si stanno portando avanti”.