Letta cerca la sponda Washington

Pubblicato il 20 maggio 2013 da redazione

ROMA  – La partita è molto simile a quella giocata un anno fa da Mario Monti; alleati ed avversari, del resto, sono quasi gli stessi. E visto come è andata a finire è facile capire perchè Enrico Letta non intenda cambiare strategia. La telefonata con Barack Obama, durante la quale il presidente Usa si schiera a fianco del premier italiano nel chiedere che l’Europa dia priorità a crescita e occupazione, va letta in questo contesto. Lo scorso anno, quando la crisi era prettamente finanziaria e ad allarmare era il debito sovrano, Monti volò al di là dell’Atlantico per chiedere aiuto nel tentativo di piegare le resistenze di Frau Merkel.

Ad una anno di distanza lo schema si ripete: stavolta a giocare di sponda con Obama è Enrico Letta che senza isolare Berlino (sarebbe ”controproducente” continua a ripetere) tenta di riproporre quell’asse Roma-Parigi-Washington che permise alla Bce di Mario Draghi di forzare la mano, rafforzando il debole scudo anti-spread europeo e schierando quel bazooka rivelatosi alla fine decisivo, visto che lo spread è sceso fino ai livelli attuali (252 punti base). Non è perciò un caso che Letta preannunci su Twitter, con una certa enfasi, la telefonata con Obama. Precedendo persino il comunicato ufficiale di palazzo Chigi. In cui, ovviamente, si sottolinea con particolare soddisfazione proprio il passaggio in cui il presidente Usa dice di condividere la linea italiana.

Durante i venti minuti di ”cordiale” conversazione, si legge nella nota, l’inquilino della Casa Bianca ribadisce il ”fortissimo legame” fra Stati Uniti e Italia e si ”rallegra” per la formazione del nuovo esecutivo. Ma in chiave europea a contare è l’endorsment successivo. Letta indica ”le priorità del governo relativamente all’agenda di riforme politiche ed economiche” in vista dei due vertici Ue di fine maggio e fine giugno. E il presidente Obama si dice ”pienamente d’accordo circa l’esigenza di prestare attenzione prioritaria alle politiche volte a fronteggiare la disoccupazione giovanile”, confermando l’impegno dell’Amministrazione a collaborare con l’Europa per superare la crisi economica e favorire ”iniziative volte a stimolare la crescita in un quadro di mantenimento della stabilità fiscale”.

I due leader si danno infine appuntamento al G8 di metà giugno in Irlanda per conoscersi di persona e ”sviluppare quanto prima una personale collaborazione”. La parole di Obama sono un importante sostegno alla difficile partita europea di Letta. Il fronte ‘pro-crescita’ si sta ingrossando (oltre a Italia e Francia ne fanno parte Paesi come Spagna, Belgio e persino l’ex rigorista Olanda); la stessa cancelliera tedesca ha in parte ammorbidito le sue posizioni. Ma le distanze restano. In particolare su quali misure adottare per favorire l’occupazione e rilanciare il Pil.

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