Antonella Pinto: FEGIV, per riscoprire le nostre origini

CARACAS – Raggiunta telefonicamente nella giornata di lunedì, la dr.ssa Antonella Pinto, presidente della Federazione Giovani Italo Venezuelani con sede a Valencia, ha tracciato con grande disponibilità e schiettezza un bilancio delle attività svolte sotto la sua guida, evidenziando i traguardi raggiunti senza tralasciare le difficoltà incontrate.

“Dopo il deposito dell’atto che ha permesso alla FEGIV di costituirsi formalmente come associazione civile a livello nazionale nel 2010 – ha esordito la presidente Pinto – la Federazione si è attivata propositivamente per raggiungere quanti più giovani possibili nel vastissimo panorama venezuelano. A tal fine abbiamo visitato i più disparati centri di aggregazione disseminati nel Paese, incoraggiando i giovani italo-venezuelani a riscoprire le loro origini italiane”.

La FEGIV si è infatti resa protagonista, congiuntamente a FAIV, FEDECIV ed alle numerose associazioni regionali, della “organizzazione di numerosi eventi a livello nazionale e regionale”, mirati al raggiungimento di una maggiore integrazione e coesione tra le comunità ed associazioni italiane dislocate nel paese, “promovuendo in particolar modo l’integrazione giovanile”.

La Pinto ha orgogliosamente sottolineato l’importantissimo riscontro avuto nel 2011 dal Primo Congresso di Giovani Italo-Venezuelani “Jovenes de hoy, Imprenditori di Domani”; congresso incentrato su temi di carattere linguistico-culturale, economico-commerciale, educativo e poltico;  nonché il “costruttivo dialogo che la Federazione ha allacciato con i rappresentanti delle istituzioni italiane in Venezuela”: Console Generale Giovanni Davoli, On. Fabio Porta, direttrice dell’IIC Luigina Peddi, per poi soffermarsi sul principale ostacolo incontrato dalla Federazione.

“Il cammino percorso dal direttorio della Federazione ha infatti dovuto fare i conti – ha ammesso la pres. Pinto – principalmente con il problema rappresentato dalla scarsità d’informazione. È perciò che una significativa parte delle attività è diretta a colmare questo gap informativo che spesso impedisce un maggiore e più diretto coinvolgimento dei giovani nella comunitá italo-venezuelana”.

Ciò che ci riproponiamo è di costituire un filo diretto, un ponte tra cittadinanza ed istituzioni preposte – ribadisce la Pinto.

Le attività organizzate e promosse dalla Federazione, lungi dall’esaurirsi con tematiche prettamente culturali ed economiche, spaziano anche tra temi di carattere ludico come il “1er. Torneo Futbol Sala Copa FEGIV Barquisimeto 2012” – con la partecipazione di associazioni sportive provenienti da città dove l’azione FEGIV ha riscontrato una forte presa: Valencia, Maracay, Calabozo, Carabobo, Barquisimeto, Guanare – prestando sempre particolare attenzione al sociale, come dimostrato dall’impegno profuso a sostegno del centro Comassemi tramite l’istituzione di coinvolgenti “sagre volte alla raccolta fondi per gli anziani emigranti italiani più bisognosi”.

Visto il “grande numero di adesioni ricevute”, nonché i risultati raggiunti insieme a FAIV e FEDECIV – triadico emblematicamente conosciuto come “Movimiento Federativo Italo Venezolano” – la Presidente uscente mira a “ricandidarsi sicuramente in vista delle prossime elezioni,  congiuntamente alle altre tre figure principali della giunta direttiva – Geraldine De Luca, Antonio Calicchio, Marystella Francischiello – al fine di proseguire l’importante processo aggregativo ed integrativo intrapreso”.

La giovane Presidente non indugia nel definire ”un’esperienza bellissima” la fondazione ed il lavoro portato avanti alla conduzione della FEGIV: “arrivare ai giovani, far rivivere le nostre origini, conoscere e toccare con mano la storia di noi discendenti di migranti ci da l’opportunità inanzitutto di capire e poi di trovare il modo di risolvere i problemi relativi alla nostra grande comunità”.

“Ho tratto giovamento in questa attività anche dall’esperienza che mi ha vista come candidata per la circoscrizione estero nelle file del PD” – ha poi concluso – “poiché mi ha permesso di avvicinarmi e di conoscere ancora più in profondità le problematiche dei giovani italo-venezuelani”.

Lorenzo Di Muro