Lazzaro uno dei protagonisti del Zamora Campeón

CARACAS – Domenica lo Zamora ha superato con 110 e lode l’esame di maturità che doveva affrontare sul difficile campo del Deportivo Anzoátegui.

Adesso la squadra bianconera può vantarsi di aver appuntato sulla propria maglia la prima ‘estrella’ della sua storia e di aver frantumato il record di imbattibilità interna che ostentava la compagine orientale, 25 gare senza ko.
Questo sucesso è il più importante nella storia del calcio barinés nei suoi 36 anni, che in passato si chiamava Atlético Zamora. Uno dei protagonisti di questo successo è l’italo-venezuelano Maurizio Lazzaro, assistente del mister Noel Sanvicente.

“Fin da bambino volevo sempre vincere, anche quando giocavo con mio fratello. Dal momento che ho accettato l’impegno con lo Zamora avevo in mente come unico obiettivo quello di vincere il titolo” commenta Lazzaro.

Ai nastri di partenza la squadra bianconera non appariva tra le favorite, davanti avevano squadre più quotate: Mineros, Deportivo Táchira, Caracas e Deportivo Lara (campioni dello scorso campionato). Alla fine il lavoro sodo svolto da Noel Sanvicente e dal suo staff ha dato i risultati sperati, realizzare il sogno della ‘primera estrella’.

“Veramente noi, con una squadra che non schierava campioni, abbiamo preparato ogni partita come se fosse una finale. La nostra squadra è molto religiosa, prima di ogni match pregavamo ed avevamo molta fede che le cose sarebbero andate per il verso giusto”.

Vincere uno Scudetto per la prima volta é come scalare l’Everest, una cosa non da tutti i giorni. Prepararla non è una cosa facile, ti giochi tutta la stagione in novanta minuti.

“Abbiamo preparato la gara di ritorno facendo dei ritocchi in difesa.

Dovevamo essere pronti per le ripartenze e pressare i nostri avversari e poi anche per saperli attendere al loro ritorno. Il mister (Sanvicente ndr) durante la preparazione sosteneva che non dovevamo stancarci psicologicamente e non dovevamo inventare tattiche strane. Per far scendere la tensione ai nostri giocatori,abbiamo inventato dei giochi didattici durante gli allenamenti, cosí per distrarsi un po’”.

Lo Zamora nell’arco di tutto il torneo ha dimostrato di avere fame di vittorie e di lottare fino in fondo per ottenerle.

“Le partite vanno affrontate sempre in questo modo, volevamo a tutti i costi questa ‘estrella’. Domenica è stata la dimostrazione che la squadra si allena sempre bene e lo ha confermato non solo a Puerto La Cruz, ma anche durante tutto il campionato. Avevamo questa ambizione e ci siamo riusciti”.

La gara di domenica si è subito messa in discesa quando Juan Falcón ha segnato il 2-0 dopo appena 23’ di gioco. “Non pensavamo che l’incontro si sarebbe deciso così in fretta, sapevamo di avere due attaccanti fenomenali: Torres e Falcón (quando segnano entrambi lo Zamora non perde mai, ndr) ed un gruppo che aveva in mente solo lo scudetto. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo durante il quale abbiamo segnato le due reti e provocato diverse azioni da gol. Nel secondo il nostro ritmo è calato un po’ e abbiamo subito di più il nostro avversario”.

Per un lungo tempo, lo Zamora è stata una delle squadre che facevano da comparsa nella Primera División, ma ultimamente è diventata una delle belle realtà del campionato.

“Grazie ad un’ottima pianificazione e molto lavoro, tanto in campo come dietro le scrivanie, questo é il segreto della vitorie. Lo staff tecnico, composto dalla nutrizionista Mariana Iglesias che ha elaborato le diete dei nostri calciatori e dallo psicologo Alexis Gonzalez, è stato fondamentale; senza dimenticare il nostro preparatore fisico Javier Milán.Lo Zamora era una delle squadre che correva di più in questo campionato. Siamo stata la squada con meno gol subiti e più gol segnati. La nostra preparazione è iniziata due mesi e mezzo prima dell’inizio del campionato, questo ci ha aiutato a gestire bene le nostre forze durante tutta la durata del torneo”.

“Io credo che non c’è stato un giocatore chiave. Tutti hanno apportato il proprio granellino di sabbia utile ad ottenere il successo finale. Ogni atleta ha lavorato duro in campo e fuori dal campo con un unico obiettivo: vincere il titolo. E non dobbiamo dimenticare l’apporto fondamentale di Juan Falcón e Gabriel Torres, in due hanno segnato 40 reti”.

La direttiva dello Zamora è già al lavoro per mantenere tutti i suoi pezzi pregiati per la prossima stagione e per trovarne altri che permettano di far tirare un po’ il fiato alla rosa dei titolari.

Fioravante De Simone

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