Basilicata

La Basilicata o anche comunemente Lucania (quest’ultima fu la denominazione ufficiale dal 1932 al 1947) è una regione dell’Italia meridionale di 587.517 abitanti ed ha come capoluogo Potenza. Comprende la provincia di Potenza e la provincia di Matera. Le altre città principali, oltre ai due capoluoghi, Potenza e Matera, sono Melfi, Pisticci e Policoro.

Confina a nord e ad est con la Puglia, ad ovest con la Campania, a sud con la Calabria, a sud-ovest è bagnata dal mar Tirreno e a sud-est è bagnata dal Mar Ionio. La Basilicata conta 99 piccoli comuni pari al 75,6% dei 131 comuni lucani. I residenti nei p.c. sono 196.006, pari al 33,3% della popolazione regionale.

Satriano di Lucania (PZ)
Il centro abitato si trova nell’Appennino Meridionale, in una posizione geografica che nel passato determinò l’importanza della sua storia. Ad Ovest è collegata, tramite il valico verso Brianza, al vallo di Diano, alla Campania, mediante la valle del Melandro, a Potenza tramite la valle del Basento. Satriano raggiunge i 957 m. sul livello del mare, confina a Sud con le colline che circondano monte Arioso, ad Ovest è delimitato dal fiume Melandro, ad Est dal fiume Noce, a Nord con il fiume Platano.

Satriano di Lucania si presenta come un’unica opera d’arte che attrae e accompagna il viaggiatore attraverso i vicoli e gli slarghi del suo nucleo antico.

Lo sguardo è catturato dai numerosi murales che raccontano la storia, la leggenda e le tradizioni del luogo. La pittura e l’arte nel destino di un borgo che più di 400 anni fa ha dato i natali a Giovanni de Gregorio, detto il “ Pietrafesa”, considerato il maggiore pittore lucano del XVII° sec.

L’insediamento antico che si estende tra il pianoro dell’altura occupata dalla Torre e le sue scoscese pendici, è inserito in un suggestivo ambiente naturale a dominio di un vasto comprensorio territoriale.

In posizione strategica lungo il percorso che metteva in collegamento la costa ionica con quella tirrenica è stata per secoli un crocevia di popoli e culture. I fenomeni di antropizzazione, riscontrati nell’area, riportano all’Età del Bronzo con una continuità di occupazione del sito che arriva fino al Basso Medioevo.

Sono state rinvenute alcune aree di sepoltura connesse con la presenza di un abitato che risale al VI – V sec. a.C. Poco più a valle, lungo le pendici sud-orientali dell’altura, è stato rinvenuto un santuario risalente al periodo lucano.

Nel XII secolo Satrianum vive una fase di grande importanza collegabile verosimilmente alla presenza di una prestigiosa sede vescovile. Le ultime indagini di scavo hanno rilevato, nel complesso posto a sud della torre, alcuni ruderi di una cattedrale che potrebbe risalire al periodo medievale. L’abbandono dell’abitato di Satrianum è riportato da una leggenda locale che narra della distruzione della città avvenuta tra il 1420/30, per ordine della regina Giovanna II di Napoli, la quale si sarebbe vendicata sugli abitanti di Satrianum a causa di un affronto subito. Gli abitanti, a seguito della distruzione , si rifugiarono nelle zone circostanti tra cui il vicino centro di Pietrafesa.

In epoca medievale era chiamato Petrafixa, divenne in seguito Pietrafesa. Fu dominio della famiglia Pietrafesa che ne assunse il nome e lo rese autonomo dalla contea di Satriano. Nel 1268 partecipò alla rivolta ghibellina contro gli Angioini e nel 1420 diede rifugio agli abitanti della distrutta Satriano. Il nome Pietrafesa (pietra spaccata) deriva probabilmente dalle caratteristiche geomorfologiche del luogo su cui sorge. Nel 1887 l’amministrazione comunale deliberò il cambio del toponimo in Satriano, antica città lucana i cui ruderi sono situati poco distante, per rinsaldarne i legami storici. Fu aggiunto inoltre “di Lucania”, per distinguerla da comuni omonimi a seguito dell’Unità d’Italia.

La Chiesa della Madonna Assunta è la più antica del paese risalente al XII –XIII sec. Risulta caratterizzata da una torre medievale a base quadrata. Per molto tempo fu adibita a luogo di sepoltura e fu sede della Confraternita dei Morti addetta al suffragio delle anime dei defunti. All’interno, sulla parete destra, si trova un sarcofago con uno stemma gentilizio che contiene le spoglie di uno dei principi che governarono il paese intorno al XIII sec. Le tele, presenti nella chiesa, raffigurano la Madonna del Rosario, la Madonna delle Grazie e l’Immacolata. L’ingresso secondario conserva una colonna di marmo montata su un basso pilastro in pietra su cui è incisa la data AD. 1585 ed uno scudo sul quale si leggono le lettere PF.

I tipici primi piatti locali sono i ‘cavatelli’ fatti a mano, ma anche le orecchiette e fusilli con salsiccia del luogo.

Altre pietanze sono le tagliatelle ‘laaned’ e fagioli o ceci; patate e baccalà; minestra di cavoli con l’osso di prosciutto; patate bollite e condite con lardo, aglio e peperoncino: le ‘patat hrell’. Molto usati i peperoni ripieni di mollica, aglio e acciughe. Caratteristiche sono le ‘pizze chien’ (pizze ripiene), sono pizze rustiche con ripieno di formaggio, uova e salame. Come secondi piatti oltre all’agnello e capretto, la specialità è il coniglio ripieno ‘lepre chin’.

Tra i dolci tipici: le nocche, i rospi, i ravioli dolci “b’cnott” e le pizze rustiche.

Il Carnevale Satrianese, con le sue maschere tipiche, ha da tempo varcato i confini locali ed è stato inserito nei Carnevali della tradizione lucana. Le maschere più comuni si collegano alle tradizioni del luogo, ma sono anche ricche di antichi simbolismi non facilmente riconducibili ad una interpretazione univoca.

Festività patronali dal 13 a16 Agosto: S. Lucia, S. Donato, Madonna Assunta e S. Rocco.

“Per le antiche vie del Pietrafesa” è un cammino all’insegna dell’arte che si svolge nel mese di agosto, dove ogni visitatore è invitato a scoprire le antiche vie del centro storico passeggiando tra i “murales”, degustando i sapori del luogo, ascoltando musica e osservando le opere del Pietrafesa, riprodotte per questa occasione in grandi dimensioni ed esposte sulle pareti delle abitazioni.

Interessante è il “Lucaniaentofolkfestival” incentrato sulla valorizzazione della musica folk, con la quale si indica la musica popolare che insieme al canto tradizionale appartengono ad un determinato ambito geografico e culturale. Si svolge a fine febbraio.

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