Lavoro: la disoccupazione uccide la classe media

ROMA. – Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri e una classe media in constante declino. E’ la fotografia scattata dall’Ilo nel suo rapporto sul lavoro, dove analizza la situazione socio-economica dei paesi avanzati. Tra il 2010 e il2011 in14 economie avanzate su 26, Italia compresa, sono aumentate le diseguaglianze di reddito. I salari dei top manager, dopo un breve rallentamento all’inizio della crisi mondiale, negli ultimi anni hanno ripreso a crescere, mentre la classe media è sempre meno numerosa. Il tramonto della media borghesia – rileva il rapporto – è dovuta anche ”al deterioramento della qualità del lavoro e dall’uscita dei lavoratori dal mercato”, con un trend negativo che porterà nel2015 a208 milioni di disoccupati nel mondo. L’ampliarsi delle diseguaglianze economiche non coinvolge solo i salariati ma anche le Pmi, colpite in modo”sproporzionato dalle condizioni per la concessione di crediti bancari”. ”La riduzione della classe media nelle economie avanzate” preoccupa gli economisti dell’Ilo, ”non solo per la tenuta dell’inclusione sociale in queste società, ma anche per ragioni economiche”. Gli investimenti a lungo termine da parte delle imprese vengono infatti decisi in funzione dell’esistenza di una ampia e stabile classe media propensa al consumo. Inoltre la classe media favorisce anche le persone a minore reddito attraverso una serie di strumenti (legali, sanitari, pensionistici) con benefici per tutti, rappresentando di fatto, sottolinea l’organizzazione, il tradizionale supporto della democrazia. L’Ilo cita dei dati in diversi paesi. I più impressionanti quelli degli Stati Uniti, dove il 7% più ricco ha registrato un incremento di reddito netto medio dal 56% nel 2009 al 63% nel 2011, mentre il rimanente 93% ha registrato una diminuzione del reddito netto.