Stati Uniti, spiate milioni di telefonate

NEW YORK. – Le telefonate di milioni di americani sono segretamente controllate: avviene da anni, ma la cosa è emersa solo ora, e le associazioni per la difesa dei diritti civili gridano allo scandalo, parlando di un’azione che va oltre il Grande Fratello di Orwell, mentre l’amministrazione Obama cerca di gettare acqua sul fuoco affermando che si tratta di ”uno strumento fondamentale” nella lotta al terrorismo.

Dopo lo scandalo Apgate, ovvero le intercettazioni dei telefoni di giornalisti dell’agenzia AP, la nuova grossa grana perla Casa Biancaarriva con uno scoop del Guardian, che ha ottenuto la copia di un documento con cui un tribunale segreto concede l’autorizzazione alla National Security Agency (NSA) a raccogliere, ”su base quotidiana”, i tabulati delle telefonate degli Usa con l’estero e anche all’interno dell’intero Paese. Si tratta di un documento ‘Top Secret’, emesso in base al controverso Patriot Act voluto da George W. Bush all’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001.

Riguarda in particolarela Verizon, che ha circa 100 milioni di utenti e a cui ordina di rivelare i numeri dei telefoni da cui partono le chiamate e anche quelli a cui arrivano, la durata delle conversazioni e, per ciò che riguarda i cellulari, possibilmente anche da dove sono state effettuate. L’ordine è stato emesso il 25 aprile e scade il 19 luglio, ma a quanto pare è solo un rinnovo di routine, e con ogni probabilità non riguarda solo Verizon.

– Il Congresso è informato di questi controlli…E’ tutto legale – hanno detto i leader della Commissione Intelligence del Senato, Dianne Feinstein, democratica, e Saxby Chambliss, repubblicano, aggiungendo che ”sono controlli che vengono rinnovati ogni tre mesi, da oltre sette anni”.

Tuttavia, come riferisce il New York Times, da anni due senatori democratici della stessa commissione, Ron Wyden e Mark Udall, rumoreggiavano sull’argomento e avevano anche scritto una lettera al ministro della giustizia Eric Holder, dicendo che ”molti americani sarebbero sbalorditi” se sapessero come i tribunali segreti che danno le autorizzazioni per intercettazioni del genere interpretano parti del Patriot Act. Holder, già nella bufera per l’Apgate, era in Congresso per un’audizione e ha subito messo in chiaro che non intendeva parlare ”del caso Verizon in pubblico”.

Il ministro ha però parlato della vicenda AP, ribadendo che rientra nelle ”indagini sui casi di fughe di notizie, per rintracciare funzionari che hanno messo in crisi la sicurezza nazionale”, e che nessun giornalista sarà indagato per aver fatto il suo lavoro. E anche le fonti del Guardian potrebbero ora finire al centro di un’indagine.

– Mi hanno detto che ci sarà una inchiesta sulla fuga di notizie – ha affermato il corrispondente della rete tv Nbc dal Dipartimento della Giustizia, Pete Williams. La questione è di certo delicata.La Casa Biancaha infatti riconosciuto che è necessario trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà civili, ma al tempo stesso ha ribadito che i dati sono uno ”strumento fondamentale” per proteggerela Nazionedalle minacce terroristiche. Le organizzazioni per la difesa dei diritti civili però non ci stanno. La vicenda ”e” più che orwelliana e è una nuova prova di quanto i diritti democratici di base vengono sacrificati” su richiesta delle agenzie di intelligence, ha affermato il Centro per i diritti Costituzionali. E un’aspra critica all’amministrazione Obama è arrivata anche dall’ex vicepresidente Usa al Gore.

– Nell’era digitale – ha affermato via Twitter l’ex braccio destro del presidente Bill Clinton, – la privacy deve essere una priorità. Sono solo io a pensarlo, o la sorveglianza segreta a tappeto è oscenamente oltraggiosa?.

Condividi: