Buffon salva l’Italia a Praga

Pubblicato il 07 giugno 2013 da redazione

PRAGA – Ci voleva un praghese di adozione, Gigi Buffon, per tirar fuori l’Italia dai guai in casa della Repubblica Ceca ed evitarle una sconfitta che avrebbe riaperto i balli della qualificazione mondiale. Due parate del capitano, azzurro che a questa città è legato da moglie e affetti, sono l’unica nota positiva di una serata azzurra di gran sofferenza. Macchiata per altro dalla prima espulsione in nazionale di Mario Balotelli: severa sì, per il secondo giallo, ma figlia del nervosismo dell’attaccante che aveva già rischiato in precedenza prendendosela con l’arbitro. Alla fine comunque è uno 0-0 con tanta sofferenza ma che peraltro spezza una sequenza di quattro sconfitte consecutive della storia azzurra a Praga. Nessun tiro in porta degno del nome e un punto prezioso, e comunque più generoso dei meriti azzurri.

L’Italia mantiene il primato, con 4 punti sulla Bulgaria e 5 sui cechi, e rimanda a settembre il discorso qualificazione, dopo la Confederations oramai alle porte.

L’appuntamento determinante della stagione era però questo, e Prandelli vi si presenta con la formula più consolidata: difesa titolare più Chiellini terzino, centrocampo di palleggiatori dove Pirlo ha il comando, e la coppia d’attacco Balotelli-El Shaarawy.

Sono dieci undicesimi dell’Italia di Euro 2012, è il caso di andare sul sicuro. Bilek si affida a due uomini mediani davanti alla difesa e tre mezzepunte dietro Kozak. Il laziale è la sorpresa di formazione, centravanti boa per gli inserimenti altrui. La formula manda subito in difficoltà gli azzurri.

Prandelli aveva auspicato 90’ nella metà campo avversaria, è più di parola il suo collega Bilek che aveva annunciato la voglia di prendere l’Italia di infilata. De Rossi a sinistra si schiaccia troppo su Pirlo, Marchisio non è in serata e Montolivo non trova la posizione; davanti Balotelli è solo contro tutti, perché El Shaarawy non ha i metri giusti di campo davanti: dalla sua parte c’é Chiellini, troppo spinto in avanti per dar spazio al compagno d’attacco e per non farsi prendere lui stesso in controtempo dalla fase offensiva ceca.

Dopo una bella combinazione Balotelli-El Shaarawy in area, al 4’, presto i contropiedi cechi mettono in soggezione l’Italia, e minuto dopo minuto le tolgono iniziativa e fiducia. Colpa del brivido iniziale su colpo di testa sotto porta di Sivok, parato da Buffon e fermato comunque da un fischio di fuorigioco. Ma anche della crescita continua della Repubblica Ceca, che con Plasil e Rosicky palleggia sulla trequarti, guadagna metri e lancia dentro.

L’alternativa è il tiro da fuori: ci arrivano Darida al 10’, Plasil al 24’ e ancora al 27’, un minuto più tardi perfino Kozak. Buffon è attento, oppure lo salva l’imprecisione di Rosicky, lasciato solo al tiro su angolo (18’).

Altro brivido azzurro al 25’, quando in area il contatto Abate-Kozak provoca le proteste dei padroni di casa. Inascoltate. E l’Italia? Balotelli litiga con i difensori avversari e con i compagni che non l’assistono, e prova a prendersi la squadra sulle spalle. Ma sul cross dal fondo di El Shaarawy al 18’ è troppo avanti, e nel finale la sua azione di prepotenza in area é murata da tre difensori.

L’impotenza offensiva è certificata dal cambio di inizio ripresa: dentro Giovinco per El Shaarawy, che nel frattempo si è perso definitivamente.

La trama iniziale é la stessa: possesso palla azzurro, accelerazioni ceche. Si ripete anche il brivido con fuorigioco, all’8’ il gol di Jracek arriva quando già la bandierina del fuorigioco si è alzata sulla sponda di Kozak. Giovinco appare per la prima volta al 12’, gran slalom da centrocampo verso sinistra e cross sprecato sulla fascia opposta. E’ una prima vola anche il tentativo da fuori di Montolivo (14’), ma è largo sul palo. Subito dopo Buffon è provvidenziale: Kozak è pescato solo in area, lui di piede in uscita respinge. E mentre Balotelli comincia a mandare a quel paese anche l’arbitro, rischiando, il centravanti della Lazio rimette alla prova Buffon: destro da limite dopo buco di Barzagli, respinta di pugno.

Il minuto 27’ è quello del pasticcio Balotelli: la severità che non ha usato al momento del ‘vaffa’, l’arbitro Moen la sfodera con Balotelli su un contrasto in area con Gebre Sellasie. A suo avviso il braccio alto è da secondo giallo, il centravanti è costretto a uscire per la sua prima espulsione azzurra.

Prandelli corre ai ripari con Aquilani al posto di Pirlo stanco, Giovinco arretra a dare una mano.

L’Italia gestisce e rischia di capitolare al 39’: punizione tagliata di Rosick da destra, dalla parte opposta Jracek fa tremare il palo a Buffon battuto. Poi ancora Kolar da fuori sfiora il gol. Ma davvero non è aria di vittoria per i padroni di casa. Prandelli ringrazia e incassa il punto.

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