La Vinotinto alla ricerca di un altro passo verso la storia

Pubblicato il 10 giugno 2013 da redazione

CARACAS – La Vinotinto torna in campo per scrivere una nuova pagina in questa ‘fiaba mundial’ nel capitolo che la vedrà impegnata a Puerto Ordaz contro l’Uruguay. Lo stadio Cachamay farà da cornice alla puntata di oggi che ha come nome ‘appuntamento con la storia’. La Storia con la ‘S’ maiuscola perchè in caso di vittoria la meta sarebbe sempre più vicina.

La Celesteé ormai anni luce da quella che ha vinto la Coppa America nel 2011; attualmente non vive un momento felice nelle qualificazioni: non vince da sei gare, incamerando appena due punti degli ultimi 18 disponibili. L’Uruguay nella gara con il Venezuela avrà due assenze di rilievo, il centrocampista Egidio Arévalo ed il bomber Luis Suarez, dovendo entrambi scontare un turno di squalifica. Mentre César Farías avrà nuovamente a disposizione Salomón Rondón, Miku e Franklin Lucena che hanno già scontato il loro turno di squalifica contro la Bolivia.

Da un tempo a questa parte tra Vinotintos e Celestes non scorre buon sangue: i ‘charrùas’ si presentano con il dente avvelenato, dovuto a uno score ampiamente negativo contro i criollos nelle ultime sei sfide: il bilancio è di 2 sussulti venezuelani e 4 pareggi.

La storia tra queste due nazionali è iniziata 59 anni fa con un periodo tra il 1954 ed il 2000 piena solo di capitoli tristi.

Il primo confronto tra queste due nazionali risale al 1954, allora sul prato dello stadio Olimpico della UCV si sfidarono le delegazioni Under 20 e il risultato finale fu di 3-1. Il gol vinotinto fue opera di Luis Bustamante all’89’. Quattro anni dopo, nella città di Santiago del Cile, s’incociarono nuovamente i destini di ‘charrúas’ e ‘criollos’, e questa volta sul tabellino il risultato fu di 2-2 con un gol all’ultimo respiro del venezuelano José Rivero.

Per quanto riguarda le qualificazioni per il mondiale, il primo match ufficiale è stato disputato nel ’65 e quella volta la Celeste s’impose per 5-0 in casa e 3-1 nello stadio Olimpico di Caracas (allora fortino della nazionale).

Il 1967 segna l’esordio del Venezuela nella Coppa America e anche in quell’occasione il destino pose sul cammino dei ‘criollos’ la nazionale ‘celeste’, e nuovamente arrivò una pesantissima vittoria (4-0) per i ‘charrúas’.

Nel ’77 il sorteggio della Fifa inserí nello stesso girone venezuelani ed uruguaiani, e quella volta nella gara d’andata i ‘criollos’ strapparono un preziossisimo pari (1-1) ma poi vennero messi ko nella trasferta a Montevideo. Quella volta, le qualificazioni ebbero un sapore dolce-amaro per i venezuelani, in quanto i ragazzi ‘criollos’ poterono vantarsi di aver buttato fuori dal mondiale del ’78 i ‘charrúas’ grazie a quel pareggio.

Cinque anni dopo, si affrontarono prima per la Coppa America (vittoria Uruguay 3-0) e poi nei Giochi Panamericani (1-0 per la celeste). Nel torneo più antico del mondo, la gara fu macchiata da un fallaccio di René Torres (giocatore venezuelano) che stroncó in maniera grave Fernando Morena. I ‘criollos’ furono scortati fino all’albergo per evitare aggressioni dai tifosi locali.

Con il cambio di secolo si volta pagina e il Venezuela ottiene risultati nettamente superiori, prima il ‘Pachechazo’ (vittoria vinotinto 2-0 con le reti di Ruberth Moran e Alexander Rondón), poi nel 2004 (qualificazioni per Germania 2006) arriva uno dei capitoli più belli, un secco 3-0 nello storico scenario del Centenario di Montevideo. Quella serata nello stadio che ospitò la prima finale di un mondiale è stata battezzata come ‘Centenariazo’.

Oggi i giocatori di Óscar Washington Tabárez vorrebbero a tutti costi interrompere questa striscia negativa contro i criollos (l’ultima vittoria uruguaiana nella terra di Bolívar risale addirittura al 1996: vittoria 3-1), e quindi scenderanno in campo con quella motivazione in più che potrebbe svegliare la famosa ‘garra charrúa’, padroni di casa permettendo.

Dal canto suo la Vinotinto è obbligata a vincere, un ko contro l’Uruguay sarebbe una catastrofe perché in quel caso sarebbero le due squadre sarebbero appaiate a pari punti (16) ed il Venezuela scenderebbe dal quinto al sesto posto. Una situazione che lascerebbe i ‘criollos’ con un finale al cardiopalma, obbligati a vincere le tre gare restanti contro Cile (trasferta), Perù (in casa) e Paraguay (in casa).

I tifosi Vinotinto iniziano a sognare, ma una cosa è certa: il calcio è una fiction continua, che ci regala emozioni infinite fino ai titoli di coda.

Fioravante De Simone

 Fioravante De Simone

Ultima ora

07:14Lanciata molotov davanti a commissariato a Roma

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Una bottiglia molotov è stata lanciata nella serata di ieri davanti al commissariato Prati, nel centro di Roma. A tirarla una persona, con il volto coperto da casco, a bordo di uno scooter che arrivando in via Ruffini ha rallentato e, dopo aver tirato la bottiglia incendiaria, è scappato. Centrato un vecchio furgone della polizia parcheggiato nell'area di sosta davanti al commissariato che è rimasto danneggiato nella parte anteriore. Sulla vicenda sono in corso indagini dei poliziotti del commissariato Prati e della Digos per risalire al responsabile. Al vaglio le registrazioni delle telecamere. Al momento non si esclude nessuna ipotesi: dal gesto anarchico a un episodio legato ad ambienti della tifoseria. Il commissariato Prati, infatti, ha un ruolo centrale nell'organizzazione della sicurezza dello stadio Olimpico. L'episodio avviene a pochi giorni di distanza dall'esplosione di un ordigno rudimentale davanti alla stazione dei carabinieri San Giovanni.

01:11Calcio: Foggia-Venezia 2-2

(ANSA) - FOGGIA, 15 DIC - Il Foggia riesce ad acciuffare negli ultimi secondi del recupero il pareggio (2-2) insperato contro un Venezia ben organizzato che aveva mostrato per quasi tutta la partita di poter sovrastare e controllare facilmente gli avversari rossoneri. Una partita che poteva finire tranquillamente con tre o quattro gol di vantaggio per gli uomini di Pippo Inzaghi, ma che e' stata recuperata con la forza della disperazione da un Foggia molto confusionario ma comunque volitivo.

00:34India: Sonia Gandhi lascia presidenza partito Congresso

(ANSA) - NEW DELHI, 15 DIC - Con una cerimonia solenne nella sede del comitato centrale a New Delhi, l'italo-indiana Sonia Gandhi lascerà la presidenza del partito del Congresso trasmettendola al figlio Rahul, designato all'unanimità quale successore. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pti. Da tempo la Gandhi aveva avvertito che al compimento del 70/o compleanno avrebbe lasciato le sue responsabilità ai vertici del Congresso ed oggi il portavoce della storica formazione politica, Randeep Surjewala, ha sottolineato che "questo non significa affatto che lei abbandonerà la vita politica attiva". In un tweet Surjewala ha spiegato che "Sonia Gandhi ha abbandonato (dopo 19 anni) la presidenza del partito ma non la politica. La sua benedizione, saggezza e innato impegno nei confronti dell'ideologia del Congresso formeranno sempre la luce che ci orienterà".

00:07L’Spd apre a grande coalizione,sì a colloqui con Merkel

(ANSA) - BERLINO, 15 DIC - I socialdemocratici tedeschi hanno preso la loro decisione: affronteranno i colloqui per una possibile coalizione di governo con Angela Merkel all'inizio di gennaio, e nel giro di due settimane presenteranno i risultati a un congresso straordinario di partito, fissato il 14, per stabilire se sedersi al tavolo dei veri e propri negoziati per una nuova edizione della Grosse Koalition. "Colloqui dall'esito comunque aperto", ha ribadito il leader fresco di conferma, senza rinunciare all'ipotesi di nuove forme di collaborazione. La cancelliera ha apprezzato pubblicamente gli sforzi compiuti da un partito costretto ad una evidente, complicata retromarcia, e ha espresso "grande rispetto" per il percorso decisionale degli alleati-avversari, sottolineando poi però che all'Europa serve una Germania stabile. "Ce lo chiedono tutti", è il monito arrivato dopo il vertice di Bruxelles, a Norimberga, dove era ospite dei cristiano-sociali.

23:58Austria: chiuse trattative. Kurz, c’è accordo governo

(ANSA) - BERLINO, 15 DIC - In Austria, le trattative fra l'Oevp del conservatore Sebastian Kurz e il Fpoe del populista di destra Heinz Christian Strache sono concluse, e i due partiti sono pronti a governare. "C'è un accordo turchese-blu", ha affermato Kurz. "Alle elezioni del 15 ottobre si è deciso per il cambiamento, e insieme vogliamo mettere al sicuro questo cambiamento", ha affermato Kurz, che ha annunciato di voler stabilire un "nuovo stile". "La nuova coalizione si impegna per una politica che risparmia nel sistema, e non a carico della gente", ha continuato il cancelliere designato che ha promesso l'abbassamento delle tasse agli austriaci. A soli 31 anni, sarà lui il cancelliere più giovane della storia del suo Paese e dell'Europa. E questo è l'esito di uno stile politico spregiudicato, con cui il giovanissimo ex ministro degli Esteri ha conquistato la leadership del partito popolare e lo ha portato progressivamente più a destra, strappando il possibile successo elettorale dei populisti di destra del Fpoe.

23:57Gerusalemme: fonti Casa Bianca, Muro parte di Israele

(ANSA) - WASHINGTON, 15 DIC - La Casa Bianca manda segnali per far sapere che vede il Muro occidentale di Gerusalemme (il Muro del pianto) come parte di Israele, alla vigilia della visita del vicepresidente Usa Mike Pence nella regione. Benche' precisino che i confini definitivi della citta' santa devono essere definiti dai negoziati israelo-palestinesi, i dirigenti della Casa Bianca contattati dall'Ap escludono fondamentalmente qualsiasi scenario che non mantenga il controllo di Israele sui luoghi sacri dell'ebraismo.

23:55Basket: Eurolega, Panathinaikos-Milano 80-72

(ANSA) - MILANO, 15 DIC - L'Olimpia ad Atene fa come Penelope ad Itaca: contro il Panathinakos tesse la tela per 15' e si costruisce un vantaggio di 13 punti (37-24), poi la disfa perdendo fluidità in attacco e consistenza in difesa fino al 80-72 che sancisce la quarta sconfitta consecutiva in Eurolega (3-9). Delusione e rimpianti si mischiano alla rabbia per un arbitraggio discusso e discutibile: con la gara in equilibrio a metà del terzo periodo viene fischiato un fallo tecnico per una simulazione molto dubbia a Theodore che costa al playmaker l'espulsione. In quel momento il Panathinaikos piazza un parziale di 7-0 che spacca in due l'incontro. Le triple di Rivers (20 punti, 6/9 da 3) e Lojeski (14, 2/4 dall'arco) e il predomino a rimbalzo di Gost (11 e 7) fanno il resto, lasciando l'AX Milano con il cerino in mano e con tanto amaro in bocca.

Archivio Ultima ora