Usa, il Dipartimento di Stato coprì inchieste: coinvolti funzionari e membri della sicurezza

Pubblicato il 10 giugno 2013 da redazione

NEW YORK. – Lo spettro di un nuovo e imbarazzante scandalo si allunga sull’amministrazione Obama. Stavolta niente a che vedere con spionaggio o fisco, ma con casi legati alla prostituzione e alla droga. A finire nella bufera potrebbe essere il Dipartimento di Stato che – secondo un documento ottenuto dall’emittente televisiva Cbs – avrebbe coperto negli ultimi anni alcuni gravi episodi che vedono coinvolti funzionari e diplomatici in giro per il mondo – compreso un ambasciatore di primo piano – e membri della sicurezza dell’ex segretario di Stato, Hillary Clinton. Tutti accusati di ‘’comportamenti illegali e inappropriati’’. Peccato che queste accuse siano state insabbiate e le persone coinvolte mai perseguite. Nulla è mai venuto alla luce. Come emerge dal memo dell’ispettorato generale del Dipartimento di Stato scoperto dalla Cbs, in cui si parla di indagini interne ‘’influenzate, manipolate o semplicemente cancellate’’. Insomma, si voleva evitare quello scandalo che ora rischia di esplodere ancor più clamoroso. Ed a pagarne le conseguenze potrebbe essere proprio l’ex segretario di Stato che tutti danno in pole position in un’eventuale discesa in campo per la Casa Bianca nel 2016.
Nel dettaglio sono otto gli episodi citati nel documento. Il più grave quello che riguarda un funzionario della sicurezza del Dipartimento di Stato, coinvolto a Beirut in un caso di violenza sessuale. Abusi che sarebbero stati compiuti su una persona di nazionalità libanese assunta sul posto e addetta alla sicurezza dell’ambasciata Usa. Un’altra vicenda, invece, ricorda molto da vicino lo scandalo prostitute degli uomini del Secret Service a Cartagena, in Colombia, dove il presidente Barack Obama si trovava per il vertice delle Americhe. Stavolta nel mirino degli ispettori del Dipartimento finirono alcuni uomini della sicurezza dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton, finiti più volte in giri di squillo durante le missioni ufficiali all’estero del capo della diplomazia Usa. Un problema, quest’ultimo, che nel documento dell’ispettorato viene definito ‘’endemico’’. Il memo rivelerebbe anche dettagli su un ‘’giro di droga clandestino’’ nei pressi dell’ambasciata americana di Baghdad, in Iraq, attraverso il quale venivano regolarmente forniti stupefacenti a membri della sicurezza. Ma ad essere tirato in ballo dal documento stilato dall’ispettorato generale del Dipartimento è anche un ambasciatore a cui nel tempo – si spiega – sono stati affidati ‘’incarichi sensibili e molto delicati’’. Ebbene, pare che il diplomatico fosse ‘’cliente abituale di prostitute in un parco pubblico’’. Un’attività per dedicarsi alla quale – ed è questo l’aspetto più grave per chi indagava – ‘’violava quotidianamente le severe norme di protezione e sicurezza’’. In questo caso l’indagine interna fu subito letteralmente fermata e archiviata. Che le pressioni sull’ispettorato generale del Dipartimento di Stato fossero forti lo conferma una ex ispettrice intervistata dalla stessa Cbs: ‘’Eravamo molto turbati, perché è vero che ci aspettavamo delle pressioni, ma non così forti’’, afferma Aurelia Fedenisn. ‘’Il grado di queste pressioni – aggiunge – diventò davvero inquietante’’, ‘’e in molti casi fu impossibile indagare pienamente, correttamente e accuratamente’’.

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