L’Italia sbatte contro l’Haiti

RIO DE JANEIRO – Italia-Haiti con sorpresa finale. Quella giocata in una Rio de Janeiro che regala un clima ancora estivo, colori e sensazioni uniche non era sembrata una partita vera, ma più un allenamento a ritmi bassi, che l’Italia stava conducendo per 2-0. Fin quando la velocità dell’haitiano Maurice, emulo di quel Sanon dei Mondiali del ‘74 e dei dispiaceri a Zoff, ha fatto la differenza avendo procurato autentici mal di testa ai difensori azzurri. Così prima è arrivato il rigore per Haiti, per fallo di Astori sullo scatenato n.11 avversario, con la trasformazione di Squrel, poi, a tempo scaduto, la rete di Joseph al termine di una rapidissima ripartenza che ha ‘fulminato’ l’incredulo Marchetti.

Le scene d’entusiasmo degli haitiani hanno fatto la gioia del pubblico, tutto dalla loro parte fin dall’inizio perché d’istinto ci si schiera sempre con i più deboli, e per l’Italia del turn-over é ancora tempo, come a Praga, di esami da rifare.

Domenica si comincia con la Confederations Cup, c’é il match al Maracanà contro il Messico, e i presupposti non sembrano incoraggianti: ma gli azzurri spesso ritrovano se stessi nei momenti che contano, e a questo deve affidarsi Prandelli. Risultato e minuti finali a parte, è stata a lungo una partita giocata ‘a strappi’ in uno stadio semivuoto, quello del Vasco con la statua di Romario dietro una porta e con la cappella religiosa al posto di una curva. Venne inaugurata nel 1955 e intitolata a Nostra Signora delle Vittorie ma, nonostante gli auspici, questo impianto non si è rivelato un ‘fortino’ inespugnabile.

L’Italia rivoluzionata dal turnover attuato da un Prandelli voglioso di fare esperimenti ha manovrato senza forzare, anche perché dopo appena 19 secondi, un record della storia azzurra (il precedente apparteneva a Salvatore Bagni, in golo dopo 20” nel 1984), ha trovato il primo gol con Giaccherini su assist dell’ottimo Candreva. Giustificata, quindi, l’esultanza del folletto juventino anche se sul tabellone dello stadio è comparso il nome di Diamanti, testimonianza di un’approssimazione molto carioca ma che organizzatori e Fifa stanno cercando di scongiurare per le competizioni che contano.

Dopo il gol iniziale si è quindi giocato a ritmi bassi, quasi senza forzare, Haiti per difficoltà oggettive nell’impostare la manovra, gli azzurri perché non hanno voluto rischiare nulla.

Nel primo tempo ci sono stati un bel tiro di Candreva da una parte e l’unica occasione haitiana con Louis dall’altra, e anche un gol di Gilardino annullato per un netto fuorigioco. Sirigu ha dovuto darsi da fare anche con un’uscita sui piedi di Saint-Preux, lanciato da un goffo tocco di Astori, mentre proprio al 45’ Diamanti ha dato l’illusione del raddoppio con un calcio di punizione dei suoi.

La ripresa è stata stravolta dal valzer dei cambi e dalla rapidità dell’inafferabile Maurice, che ha trovato modo di farsi notare per un tiro respinto da Sirigu, e per un’altra conclusione finita alta, prima di determinare l’esito finale della partita.

Nel frattempo c’era stata la seconda rete azzurra, segnata da un Marchisio entrato da pochi secondi: il merito era stato di Balotelli, con una bella azione con cui aveva servito El Shaarawy: sulla respinta del ‘molleggiato’ portiere haitiano su conclusione di El Shaarawy era intervenuto Marchisio per il tap-in vincente. Lampo azzurro in una notte carioca che non è di buon auspicio per Prandelli.