Malfatti del Trento : “L’importanza dell’America Latina per la nostra politica estera”

Pubblicato il 12 giugno 2013 da redazione

ROMA:- L’emozione è  forte, rileggo gli appunti poco prima che un uomo alto e cortese si avvicini. Il fascino e la sicurezza dell’ambasciatore Malfatti invadono la stanza. Dopo una breve chiacchierata durante la quale aggiorno l’ambasciatore sulle ultime notizie dal Venezuela, ne approfitto per conoscere il suo autorevole punto di vista.

– Come lei sa il Venezuela ricoprirà per la prima volta la presidenza del Mercosur, data finora a Brasile e Argentina. Come può beneficiarne? –

–  Solo recentemente il Venezuela fa parte del Mercosur, un organizzazione di carattere ‘ regionale’ che dalla sua nascita ha affrontato degli ostacoli, come è normale che sia. Anche il cammino dell’Unione Europea é stato difficile soprattutto agli inizi. Guardiamo al Mercosur come ad un esperimento interessante in termini produttivi e non solo. Il Venezuela, grazie alle sue enormi ricchezze naturali potrà dare un nuovo slancio all’organizzazione nel solco di un mercato unico, per tutta l’America latina.

Il paese sta attraversando un momento di tensione politica ed economica  che non accenna a diminuire, governo e opposizione non trovano punti di dialogo, l’inflazione è molto alta e mancano dagli scaffali dei supermercati i prodotti base. Che cosa ne pensa? Che cosa potrebbe fare il governo per uscire da questa impasse?

– Non sono un membro del governo e non voglio interpormi. Va detto che  la crisi economica è globale e come tale necessita di risposte globali. E’un grande paese che saprà presto risollevarsi e reagire in modo esemplare.

Per quanto riguarda le tensioni politiche, ci sono state delle elezioni che hanno visto la vittoria dell’attuale presidente Maduro, seppur risicata. Penso che dobbiamo abituarci alle vittorie di stretta misura di questo tipo, come è avvenuto in Italia del resto. Sono sicuro che il Venezuela saprà superare le grandi divisioni che la attraversano in questo momento.

Decido di continuare ancora un po’ sul filone politico.

–   Ricordo una delle ultime volte che sono venuta qui all’IILA, di un incontro tenutosi a gennaio tra il responsabile esteri del Pd Lapo Pistelli e gli ambasciatori latinoamericani a Roma. Mi è sembrato un incontro proficuo con il rappresentante di un partito che secondo le aspettative e i sondaggi avrebbe dovuto vincere facilmente le elezioni. Come giudicano questa congiuntura politica sui generis gli ambasciatori e come ci vede la comunità latinoamericana?

– Per quanto riguarda gli ambasciatori latino-americani sulla politica italiana ecco… abbiamo degli scambi informativi; gli ambasciatori  seguono la politica italiana con passione come la seguiamo un po’ noi. Certo, l’Italia ha vissuto dopo le elezioni di febbraio una impasse politica terminata con la nascita del governo Letta, un governo di grandi intese, ma non era la prima volta che capitava. L’Italia viene da un sistema che si voleva bipolare, ma che non ha più funzionato perché è nata una terza forza. Se poi si guarda all’Europa, anche il Belgio, l’Olanda e altri paesi  hanno vissuto delle crisi politiche a volte profonde, e ne sono usciti più forti. Nel nostro caso lo stallo politico non ha colpito la situazione economica perché lo spread non è salito. Per quanto riguarda la comunità latinoamericana, penso abbia visto questa crisi politica con una certa distanza perché è abbastanza ben integrata rispetto alle altre, quindi ha sì delle richieste ma non sono richieste pressanti perché non ha problemi impellenti da risolvere.

– Forse la crisi politica ed economica che ci portiamo dietro da anni, preoccupa molto più gli italiani. Secondo l’Istat negli ultimi due mesi sono aumentati del 30% coloro che hanno lasciato il nostro paese. Guardano  all’America latina come destinazione? Vengono a chiedere informazioni all’istituto?

– Io ho sempre pensato che, non dico un italiano, ma in generale un europeo occidentale, che dovesse guardare fuori dall’Europa avrebbe come principale destinazione l’America latina, perché è un continente a noi più vicino per affinità culturali,linguistiche ma soprattutto culturali e tradizionali. Che la crisi economica influisca sul quadro politico questo è indubbio, si è visto in diverse elezioni non solo in Italia, ma questa è una crisi economico finanziaria strana, che sta durando nel tempo e che colpisce tutti i paesi europei e non solo questi. Non bisogna dimenticare che ha avuto origine negli Stati Uniti, perché è da lì, dalla Lehman Brothers in poi che abbiamo vissuto questa situazione. Ma crisi politica e crisi economica non sempre sono l’una conseguenza dell’altra.

–          Immagino che dopo i tagli alla cultura e la cura dimagrante del governo Monti non sia facile portare avanti le vostre numerose attività. Ne ha sofferto l’istituto?

–          Sì è logico, l’istituto ne ha sofferto come il resto. La politica dei tagli è una politica che ha preso tutta l’Europa. Per contenere il debito hanno dovuto tagliare le risorse al welfare, alla cultura, ai servizi. Sono pochi i paesi  che non lo hanno fatto. È una conseguenza logica della crisi. Se si vuole contenere il debito uno Stato o ha delle entrate o deve fare dei tagli. Oggi come oggi le tasse in Italia sono giá elevatissime.

– Lei è un ambasciatore conosciuto e stimato nonché  il segretario generale dell’IILA. Può raccontarmi in cosa consiste il lavoro dell’IILA, quali sono le vostre attività?

–  L’IILA è nato dall’idea di rafforzare i legami tra l’Italia e l’America latina. Quello che ci proponiamo di fare è di rinforzare e rilanciare questi legami dove è possibile. L’America latina è un continente  nel quale è forte la presenza di una collettività italiana, o di origine italiana, quindi dovrebbe essere un continente con il quale l’Italia ha un rapporto privilegiato. Sembrerebbe che ultimamente si sia affievolito, forse in senso apparente, perché la politica estera italiana si è dovuta rivolgere principalmente ai problemi europei e all’area del Mediterraneo, ciò non vuol dire però che l’Italia abbia abbandonato la politica verso l’America latina. Assolutamente no. Continua ad essere una parte importante della politica estera italiana, anche perché un pezzo d’Italia è in America latina.

–  Infatti ho visto che oltre agli incontri culturali come la promozione di artisti, le presentazioni di libri, ecc. ce ne sono altri di natura commerciale come i meeting tra aziende italiane e latinoamericane . Qual è il criterio con il quale scegliete e pianificate le iniziative?

– Per quanto riguarda quelle commerciali noi chiediamo a ogni ambasciata di effettuare delle cards presentations del proprio paese e noi ci occupiamo di invitare gli imprenditori interessati. Per esempio abbiamo avuto un incontro organizzato con l’ambasciata del Guatemala che è andato abbastanza bene e soprattutto illustrava la prossima conferenza sugli investimenti stranieri che avrà luogo in Guatemala in questo mese. È un settore che ormai cammina abbastanza da solo: gli imprenditori conoscono l’IILA, le ambasciate latinoamericane sanno dei servizi dell’IILA e utilizzano l’istituto come luogo dove dialogare con  le imprese italiane. Per quanto riguarda la cultura, parteciperemo con uno stand alla biennale di Venezia dove porteremo tutti gli artisti del continente latinoamericano, alcuni di questi avranno anche un padiglione. Il nostro sforzo è sempre quello di essere anche una vetrina per gli artisti latinoamericani in Italia. Quando allestiamo attività di questo tipo certamente possono avere maggiore o minore ripercussione a seconda dell’artista che viene.

– Il pubblico è composto più da italiani o da latinoamericani?

– Non so è difficile da capire. L’ultima manifestazione che abbiamo fatto con il Comune di Roma, “la primavera latinoamericana” prevedeva tutte iniziative gratuite o a costo minimo e c’è stato un grande afflusso di latinoamericani. La cultura dell’America Latina interessa molto gli italiani, in quanto alle collettività latinoamericane in Italia… sì, a loro interessa ma non dobbiamo dimenticare che hanno le proprie associazioni, dove circola un certo tipo di cultura che a volte a noi è estranea. Ci sono club, associazioni dove si organizzano eventi. Noi ci limitiamo a organizzare le manifestazioni ufficiali che vengono proposte dalle ambasciate o quelle che riusciamo a fare. Per esempio la cosiddetta “Primavera latinoamericana” di cui parlavo prima, è composta da una serie di eventi culturali, di spettacolo, di musica, di arte ecc..basato proprio su quello che siamo riusciti a ottenere.

–  E quest’anno verrà riproposta?

– Si. È stato un successo, una manifestazione fatta a un costo minimo!

– Tornando alle imprese italiane.  A quale paese del continente latinoamericano guardano con interesse per investire?

– Le imprese hanno guardato in questi ultimi anni al Brasile. Dobbiamo tenere presente che molte già conoscono l’America Latina, già attuano in questo subcontinente. Se io le parlo di Telecom e Enel, sono già in America Latina da anni. Certo, bisognerebbe cercare di portarvi più imprenditoria italiana, ma io penso sia più importante “esportare” certe nostre eccellenze, i nostri  modelli industriali. Può interessare maggiormente un certo nostro sviluppo dell’impresa . Bisogna uscire da questa logica di delocalizzazione per produrre, perché è logico che se una persona vuole ridurre i costi di produzione preferisce fare una delocalizzazione in estremo Oriente dove il prezzo della manodopera  è di gran lunga inferiore a quello dell’America Latina. Allora uno dovrebbe guardare più all’esportazione del know how come un rapporto di scambio di expertise. Sono tutte problematiche ben conosciute e che si possono affrontare. Il nostro flusso ci porta in Brasile come dicevo, ma ci sono interessi in Colombia, Cile, Argentina, e Venezuela. Il Messico ultimamente ha avuto grandi attenzioni.

– Avete e gestite anche progetti di cooperazione?

– Noi gestiamo progetti di cooperazione in via di sviluppo che è una altra cosa ma viene diretto in quei paesi dove la cooperazione è prioritaria. Sono state fissate delle priorità, secondo le quali sono pochi i paesi dell’America latina che possono essere oggetto di aiuto.

– Un’ultima battuta sui prossimi progetti dell’IILA e gli obiettivi che spera di raggiungere?

– Io spero di fare sempre più dell’IILA un centro dove si possano incontrare, soprattutto nel settore economico, imprenditori latinoamericani con quelli italiani. Poi si cercherà di fare la “VI conferenza Italia – America latina” che potrebbe essere fissata a ottobre. Quello che l’IILA dovrà tentare di fare è rappresentare sempre  questa unione tra l’Italia e i paesi latinoamericani che fanno parte dell’istituto”.

Laura Polverari

 

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