Maduro: “Una crociata contro la corruzione”

Pubblicato il 24 giugno 2013 da redazione

CARACAS – Combattere la corruzione ovunque essa sia. Questo l’esorto rivolto dal presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, alle Forze Armate e a tutti i venezolani, durante la celebrazione del 192esimo anniversario della “Batalla de Carabobo”.

– Solo combattendo la burocrazia e la corruzione – ha detto il capo dello Stato – riusciremo a trasformare la rivoluzione, a renderla più efficiente e più attenta verso i problemi della popolazione. Se non riusciremo a sconfiggere la corruzione questa ci distruggerà; distruggerà la Patria.

Il capo dello Stato, quindi, ha sottolineato che “nessuno può pensare che la corruzione possa essere socialista, rivoluzionaria, cristiana e ‘chavista’”

– Tutti i corrotti sono anti-chavistas – ha esclamato.

Il capo dello Stato ha quindi sottolineato che il primo “presidente della Repubblica ad inaugurare l’uso razionale e onesto dei denari pubblici fu il presidente Chávez”.

Sempre durante la celebrazione del 192esimo anniversario della “Batalla de Carabobo”, il presidente Maduro ha denunciato una “guerra psicologica dell’oligarchia orientata a banalizzare e a distruggere i valori che accompagnano l’idea della patria”.

Mentre il presidente della Repubblica, accompagnato dai rappresentanti di poteri pubblici assisteva alla tradizionale parata militare, Enrique Capriles Radonski visitava alcuni quartieri poveri dello Stato Miranda. A Barlovento, il Governatore dello Stato Miranda ed esponente dell’Opposizione, si riferiva una volta ancora alla denuncia dell’ex vice-presidente Josè Vicente Rangel: i “caccia” presuntamente acquistati da frange radicali dell’Opposizione.

– E’ una denuncia risibile – ha assicurato l’ex candidato alla presidenza della Repubblica -. La nostra lotta è e sarà sempre nel rispetto delle regole democratiche. Nessuno riuscirà a farci cambiare rotta.

Ha quindi informato che renderà nota la posizione della Mud in seguito alla decisione dei Tribunali sulle ultime elezioni e sottolineato che continuerà a visitare ogni angolo del paese per conoscere i problemi della popolazione.

Interesse, nelle ultime ore, infine, ha destato la possibilità che il Venezuela possa concedere l’asilo politico a Snowdem. Gli analisti  coincidono nel segnalare che si tratta di una possibilità remota, dopo l’incontro sostenuto dal Segretario di Stato Americano, John Kerry, e il Ministro degli Esteri, Elìas Jaua. Infatti, l’asilo politico alla “talpa” del “Datagate” avrebbe un effetto dirompente sulle relazioni diplomatiche tra il Venezuela e gli Stati Uniti; effetto che nessuno oggi desidera.

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