Snowden la mina vagante. Venezuela pronta a dare l’asilo

Pubblicato il 02 luglio 2013 da redazione

CARACAS – Wikileaks sostiene con certezza che la “talpa” del Datagate, Edward Snowden, ha chiesto asilo al Venezuela. Ma il presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, ha smentito categoricamente.

– Il Venezuela non ha ricevuto nessuna richiesta di asilo politico – ha affermato il capo dello Stato -. Qualora dovessimo riceverla sarà analizzata attentamente.

Il presidente Maduro, che dopo aver visitato la Russia ora si trova in Biellorussia, ha sottolineato che l’unica colpa di Snowden è quella di aver denunciato una realtà.

– Quale delitto ha commesso? – si è chiesto -. Quale legge del mondo ha violato? Quanti missili ha lanciato e quante persone ha ucciso? L’umanità ha un debito con questo giovane che con dignità sta dicendo al mondo che una elite che governa gli Stati Uniti possiede la tecnologia e i meccanismi per controllare le informazioni e spiare il mondo.

D’altro canto, il ministro degli Esteri, Elias Jaua, si è riferito all’incidente che ha visti coinvolti Francia Portogallo e Bolivia: i paesi europei non hanno permesso all’aereo presidenziale boliviano di atterrare per il sospetto che in esso viaggiasse Edward Snowden.

– Siamo indignati – ha affermato il capo della diplomazia venezolana – di fronte a questo gesto inaudito, senza precedenti. Quanto è accaduto è la dimostrazione che una corrente fascista e totalitaria sta invadendo il mondo.

“Sono ventuno i Paesi ai quali Edward Snowden, la talpa del Datagate – bloccato nell’area transiti dell’aeroporto di Mosca – ha chiesto asilo politico”, stando a quanto si legge nel sito di Wikileaks. Tra questi c’e’ l’Italia che ha evocato un’anomalia procedurale in quanto la richiesta è stata presentata via fax da Mosca. La procedura prevede invece – fanno sapere fonti della Farnesina – che il richiedente di asilo si trovi sul territorio del Paese a cui si rivolge.

Oltre all’Italia, anche Austria, Finlandia, Norvegia, Spagna, Islanda e l’Ecuador hanno confermato di aver ricevuto la domanda di asilo, ma hanno sottolineato che presenta delle anomalie procedurali. Alcuni di questi Paesi hanno lasciato intendere che la richiesta sarà rifiutata.

Hanno invece respinto la richiesta d’asilo Brasile, India, Polonia e Olanda e Germania. Brasilia ha confermato di aver ricevuto una richiesta di asilo attraverso la propria ambasciata a Mosca ma ha annunciato che non le darà alcun seguito. Anche l’India e la Polonia hanno detto no.

– Dopo un esame, abbiamo concluso che non c’era nessuna ragione per accettare la domanda – ha affermato a New Delhi un portavoce del ministero degli Esteri, Syed Akbaruddin.

Cuba e Nicaragua non hanno ancora risposto.

Non hanno invece ancora ricevuto domanda di asilo politico Cina, Irlanda, Francia e Svizzera. I primi due Stati hanno rifiutato di confermare di avere ricevuto una domanda, mentre Parigi e Berna hanno affermato di non avere ancora ricevuto alcuna domanda ufficiale.

Sono invece pronti al sì – o come il caso del Venezuela almeno ad analizzare attentamente la richiesta – Bolivia e Venezuela. La Paz si è detta pronta ad ”aiutare” la talpa del Datagate.

– Se ci fosse una richiesta saremmo pronti a discuterne e a prendere in considerazione questa ipotesi – ha affermato il presidente boliviano Evo Morales alla tv Russia Today.

Come già detto, così anche Caracas. Infine un discorso a parte va fatto per Mosca. Snowden ha cambiato idea e ha rinunciato all’intenzione di chiedere asilo politico in Russia dopo aver saputo la posizione di Putin che ha posto delle condizioni al suo soggiorno permanente nel suo Paese. Lo ha riferito Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino.

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