Egitto nel caos, 10 morti. Merrill Lynch: pericolo default

Pubblicato il 05 luglio 2013 da redazione

CAIRO – Altissima tensione al Cairo dove sostenitori e oppositori del deposto presidente egiziano, Mohamed Morsi, si scontrano nelle strade. Il ministero della Salute egiziano riferisce che il bilancio degli scontri tra oppositori e sostenitori dell’ex presidente è di almeno 10 morti e oltre 210 feriti.

Ieri in mattinata tre persone sono rimaste uccise in una sparatoriadavanti al quartier generale al Cairo della Guardia Repubblicana. Secondo quanto ha riferito il ministero della Salute, i tre hanno perso la vita mentre cercavano di assalire l’edificio.

Il sito dei Fratelli Musulmani ha riferito di aver contato almeno “quattro martiri”, colpiti alla testa da colpi di arma da fuoco. E in un video pubblicato su YouTube – e rilanciato dal sito dei Fratelli Musulmani – si vedrebbe il “primo martire” delle proteste. Nel filmato un giovane si sgancia da un gruppo di manifestanti e si dirige verso una barricata di filo spinato, dove viene raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Il video non permette, in realtà, di stabilire se il colpo sia stato sparato dai militari o da qualche manifestante alle sue spalle.

In questa giornata di tensione, la Guida Suprema dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie, è apparso tra i sostenitori di Morsi smentendo così le voci dei giorni scorsi in merito a un suo arresto.

– Questa folla rappresenta tutto l’Egitto e le sue componenti – ha detto Badie – non venderemo il sangue del martiri della rivoluzione.

Intanto, con la sua prima dichiarazione costituzionale, Mansour ha sciolto il Consiglio della Shura, la Camera alta del parlamento del Cairo. Lo riporta la tv di Stato egiziana, aggiungendo che Mansour ha anche nominato il nuovo capo del servizio di intelligence, Mohamed Farid al-Tuhami, che prenderà il posto di Mohamed Raafat Shehata, nominato consigliere del presidente per la sicurezza.

Il caos politico, che sta facendo le sue vittime, ha le sue profonde ripercussioni nell’ambito economico. Ed infatti, stando  Merrill Lynch l’Egitto potrebbe dichiarare fallimento entro i prossimi 6 mesi. La tragica previsione del colosso finanziario statunitense  non pare trovi grande credito in Egitto. Soprattutto in considerazione degli annunci fatti nelle ultime ore dai governi di Arabia Saudita (soddisfatto della rimozione dal potere di Mohamed Morsi e dei Fratelli Musulmani, che non ha mai visto di buon occhio), Kuwait e Emirati Arabi Uniti, tutti pronti – almeno a parole – a finanziare il più popoloso fratello arabo, ciascuno con tre miliardi di dollari.

I primi due a titolo di prestito, il terzo addirittura con una donazione. Ancora senza indicazioni chiare sulle trattative per un prestito di 4,8 miliardi di dollari da parte del Fondo Monetario internazionale (Fmi), che si trascinano da mesi e che è condizionato da un serie di drastici provvedimenti economici a scapito della popolazione. I fondi servirebbero a ripristinare le riserve di valuta straniera del Cairo, ridotte in modo drammatico dai 36 miliardi del 2010 agli attuali 16 miliardi circa, che sono sufficienti a pagare importazioni e interessi sui prestiti per qualche mese.

La spada di Damocle della riduzione delle riserve pesa sulla testa dei nuovi dirigenti egiziani, anche in relazione all’incerta fase politica, dopo la destituzione di Morsi e gli episodi di violenza sviluppatisi con la designazione da parte dei militari del presidente della repubblica ad interim, il giudice Adly Mansour, e di un possibile governo di coalizione guidato dal premio Nobel Mohamed el Baradei.

Questi nuovi responsabili, nel caso che i sostenitori di Morsi dovessero finire con accettare le decisioni dei militari – anche se le loro dichiarazioni non sembrano affatto concilianti – dovranno procedere a riforme economiche sostanziali, specie in materia di sussidi ai carburanti e al pane, che Morsi e la Fratellanza non sono stati capaci di decidere per evitare una più grave perdita di consensi, che invece si è manifestata in termini plateali e massicci con le proteste più importanti e affollate dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011, realizzate sula spinta della campagna Tamarrod (Ribellione), con la raccolta di 22 milioni di firme contro il presidente.

Un primo risultato di segno positivo seguito alla destituzione dei dirigenti dei Fratelli (non solo il capo dello Stato, ma anche il governo da lui nominato, guidato da Hesham Qandil) è stato l’improvviso balzo della Borsa del Cairo, da giugno scorso a livelli molto bassi, al 7,3%, oltre che la riduzione di attività del mercato nero di valuta, cresciuto a dismisura nei mesi sorsi. Il risvolto negativo della situazione è contrassegnato dai dati raccolti dall’Onu, secondo i quali il 17% della popolazione è costretto a lottare per garantirsi ogni giorno il cibo, rispetto al 14% rilevato nel 2009, il fatto che dal 2010 è stato perso un milione di posti di lavoro, che l’80% dei senza lavoro ha meno di 30 anni e che due egiziani su cinque continuano a vivere con meno di 2 dollari al giorno.

Meno pessimista sul futuro dell’Egitto è l’economista esperto della società di brokeraggio inglese Exotix, Gabriel Sterne:

– Penso che la crisi economica prenderà più probabilmente la strada di un più veloce deprezzamento del tasso di cambio e di un’inflazione molto alta.

Ma Sterne non condivide l’ipotesi di default entro sei mesi di Merrill Lynch. Altri pensano, con un certo ottimismo, che l’allontanamento dal potere dei Fratelli Musulmani e i loro tentativi di applicare regole restrittive sulla morale pubblica (bandire la vendita di alcool e l’uso di bikini sulle spiagge) e la denunciata poca sicurezza dovrebbe rassicurare i turisti occidentali che negli ultimi tempi hanno disertato le località egiziane e far risalire il tasso di presenze ai 12 milioni raggiunti nel 2010, ora miseramente ridotti a 4 milioni. Con una perdita notevole per l’economia egiziana, della quale il turismo ha costituito sempre una delle prime quattro voci di entrate di valuta straniera.

Ultima ora

17:19Si è ripetuto a Napoli il miracolo di San Gennaro

(ANSA) - NAPOLI, 16 DIC - Si è ripetuto alle 12.07, nella cappella del Tesoro di San Gennaro, il miracolo della liquefazione del sangue del patrono di Napoli e della Campania. Il 16 dicembre è la terza data dell'anno - dopo il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 19 settembre - in cui le ampolle vengono esposte; nella festività odierna si ricorda l'eruzione del Vesuvio del 1631, che il 16 dicembre risparmiò Napoli dopo ore di preghiere dei fedeli. E' stato l'abate della cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, a celebrare la messa. L'evento, annunciato dal tradizionale sventolio di un fazzoletto bianco, è stato salutato da un lungo e forte applauso da una folla di fedeli accompagnato dall'intonazione dell'antico canto delle 'parenti' di San Gennaro.

17:18Milan: Gattuso ‘con me si sgarra due volte, la terza…’

(ANSA) - CARNAGO (VARESE), 16 DIC - Con Rino Gattuso si può sgarrare due volte, la terza non conviene. "La prima ci può stare, la seconda pure, la terza non fatemela dire. Si capisce...", ha sorriso l'allenatore del Milan, che nelle sue prime due settimane sulla panchina rossonera sta lavorando anche per dare tranquillità alla squadra e spirito di sacrificio. "La chiave deve essere lo scatto di Cutrone al 90' contro il Verona, o i due recuperi di Suso. Io so cosa può dare a livello tecnico questa squadra ma non basta, serve fame, cattiveria, mettersi a disposizione dei compagni" ha spiegato Gattuso, sottolineando l'esempio di Bonucci: "E' un martello, ha la faccia d'angelo ma lavora in modo incredibile, è uno spettacolo vederlo. Se vuoi mollare, è importante vedere 6-7 giocatori che ti incitano, è lo spirito che ci sta facendo lavorare bene. Questa è una squadra forte, lo penso veramente, c'è qualità a livello tecnico e umano e dobbiamo battere su questo aspetto qua".

17:16Calcio: Ballardini, a Firenze voglio Genoa con furore

(ANSA) - GENOVA, 16 DIC - "A Firenze voglio un Genoa con più furore". L'allenatore Davide Ballardini detta subito le condizioni per la sfida con la Fiorentina a pochi giorni dalla sconfitta casalinga con l'Atalanta. "I dati dicono che contro l'Atalanta abbiamo fatto la partita più bella da quando ci sono io, con un baricentro più alto per almeno 70' - ha spiegato il tecnico rossoblù -. Ma preferisco avere un baricentro più basso perché è sempre meglio essere compatti e aggressivi". Nessun timore però di aver perso quella "fame" che aveva contraddistinto il Genoa dal suo arrivo. "Se non hai quella determinazione, quell'attenzione, quel furore che è necessario avere, significa che non hai capito nulla - ha ribadito -. Sono tutte caratteristiche fondamentali, le qualità in questo caso vengono dopo. Il nostro primo obbiettivo è essere sempre compatti con equilibrio. La squadra deve dare sempre la sensazione che sia facile per noi che abbiamo la palla giocare e difficile invece per l'avversario giocare".

17:11Calcio:Gattuso,che fatica ma ho sostegno Fassone e Mirabelli

(ANSA) - CARNAGO (VARESE), 16 DIC - "Ringrazio Mirabelli e Fassone, che non mi fanno mancare sostegno. E' un'esperienza molto, molto faticosa, lo sto toccando con mano. Loro sono fondamentali, mi danno grande tranquillità, mi sento tranquillo perché ho un grande appoggio". Così Rino Gattuso non nasconde le difficoltà che vive da allenatore del Milan. "Tante problematiche in questo momento le deve mettere a posto Fassone che è l'ad, Mirabelli ha i suoi problemi, ma io mi sento tranquillo, perché sento grande appoggio da queste due persone", ha spiegato l'allenatore alla vigilia della trasferta con il Verona, raccontando che l'allenamento per lui "è il momento più divertente, in quell'ora e mezza mi diverto come un bambino dell'asilo. Dopo - ha spiegato - c'è il momento più duro: parlare con tutti quelli del club, preparare le partite contro colleghi molto più bravi di me. La fatica più grande è questa, e poi le interviste dopo le partite''.

17:10Migranti: partito corteo a Roma, “è giorno degli esclusi”

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Con in testa lo striscione "diritti senza confini" è partito da piazza della Repubblica il corteo pro migranti a Roma. "Siamo quelli che vengono confinati in centri di accoglienza e nelle periferie. Siamo disoccupati e senza casa -dicono gli organizzatori- Siamo uomini e donne colpiti in questi anni da leggi infami. E' la nostra giornata. E' la giornata degli esclusi, degli invisibili. Sfileremo per le strade di Roma. Ci riprenderemo la nostra dignità. Abbiamo sete di diritti e libertà". Tra gli striscioni alcuni con su scritto "Ius omnibus", "Uniamo le lotte" e "schiavi mai"; e poi pettorine rosse con la frase "Diritti senza confini", bandiere "Stop sfratti e sgomberi" e "No tav". "Siamo in attesa di altri pullman -spiegano dai movimenti- sono stati bloccati ai vari caselli di ingresso nella Capitale per i controlli. Ci sono state perquisizione e sono stati richiesti documenti a chi era a bordo". La manifestazione sfilerà fino a piazza del Popolo.

17:05Calcio:Allegri, a Bologna sempre faticato ma serve vittoria

(ANSA) - TORINO, 16 DIC - "A Bologna servirà una partita solida tecnicamente, tatticamente e agonisticamente. Altrimenti usciamo con le ossa rotte". Massimiliano Allegri mette in guardia la Juventus dai pericoli della trasferta di domani. "Sarà importante perché dobbiamo prendere i tre punti contro una squadra ben organizzata, che corre, ha buona tecnica e non ha pressione. Inoltre a Bologna la Juve ha sempre fatto fatica, tranne l'anno scorso". Il tecnico bianconero recupera Pjanic, che "potrebbe partire titolare", e annuncia l'intenzione di far giocare Alex Sandro titolare. "Sono convinto farà una grande partita. Arriva da due stagioni importanti, ha avuto alti e bassi si sta ritrovando". Un pensiero, infine, a Inter e Napoli, impegnate oggi: "Speriamo non facciano risultato, noi dobbiamo fare tre punti comunque domani. Poi non è che il campionato si decide domani...".

17:03Calcio: Gattuso e 118 anni Milan, auguro tranquillità a club

(ANSA) - CARNAGO (VARESE), 16 DIC - "Auguro al Milan di riuscire a lavorare con grandissima tranquillità, auguro che quando si parla del Milan non si parli dei problemi di Gigio Donnarumam e della Uefa ma di una squadra che lotta per qualcosa di importante". Questo il messaggio di Rino Gattuso in occasione del compleanno numero 118 del club in cui ha giocato e vinto per anni, e dove ora allena da poche settimane la prima squadra. "Vorrei fare gli auguri a questa gloriosa società - ha detto Gattuso iniziando la conferenza stampa alla vigilia della trasferta con il Verona - Sono orgoglioso di farne parte. Auguroni, 118 non sono pochi, ci metterei la firma a campare la metà...". E' anche il decennale del Mondiale per Club vinto nel 2007, con Gattuso in campo. "C'è grandissimo orgoglio, penso ai campioni che hanno vestito questa maglia e mi considero più che fortunato ad aver vinto tanto qua'' - ha notato l'allenatore - A Milanello ci vuole solo grande amore e professionalità".

Archivio Ultima ora