Pdl ferma i lavori dell’Aula. Grillini protestano: via giacca e cravatta

ROMA  – Dai ‘descamisados’ in Senato all”onorevole sit in’ davanti Montecitorio, passando per una baruffa nell’Aula della Camera con i deputati del Pd e uno scontro verbale con la presidente Boldrini: sono le tappe della giornata di protesta dei parlamentari del Movimento Cinque Stelle, che non hanno proprio mandato giù il sì allo stop per una giornata dei lavori parlamentari chiesto ed ottenuto dal Pdl dopo la decisione della Cassazione sul processo Mediaset.

Il primo dissenso dei parlamentari di Grillo in una forma più plateale del classico ostruzionismo arriva nell’Aula del Senato. Quando viene comunicato il ‘time out’ di 24 ore dei lavori deciso dalla capigruppo, i senatori M5S non ci pensano un attimo e si levano giacca e cravatta in Aula. Immediata la reazione della presidenza, che chiede ai senatori di ricomporsi, rispettando il regolamento di Palazzo Madama che obbliga tutti, senatori compresi, al rigido dress code. Ma la tensione sale al massimo a Montecitorio, dopo il voto dell’Aula sempre sulla pausa chiesta dal Pdl.

I grillini non accettano il sostegno agli alleati di governo offerto dal Pd e, appena finita la votazione, vanno sotto i banchi dei democratici, che apostrofano con parole forti.

– Bravi, servi, pecoroni, Buffoni – urlano in coro.

Ma i democratici non ci stanno; Piero Martino si trova muso a muso con un collega di M5S e nella foga gli tira addosso un fascicolo. Parte la bagarre, volano spintoni e i commessi faticano a separare le parti, mentre la presidente Laura Boldrini sospende la seduta.

– Usciamo da questo posto fetido – ordina ai colleghi la ex capogruppo Roberta Lombardi. E parte quello che forse è il primo ‘sit in’ di parlamentari nella storia davanti al ‘Palazzo’. Una sessantina di onorevoli grillini si siedono a terra, davanti all’ingresso principale, zona assolutamente off limits per la protesta.

La polizia in borghese ha potuto solo constatare che si trattava di deputati e senatori in carica e come tali avevano il “diritto” di restare dove erano per meno di un’ora, sotto un sole cocente che non ha perdonato nè gli onorevoli dimostranti nè giornalisti e teleoperatori.

Poco dopo, si torna in Aula per il primo question time di Enrico Letta in diretta tv. Quando il premier interviene, i deputati a Cinque Stelle si alzano platealmente in piedi. E dopo che il loro rappresentante finisce il proprio intervento danno vita ad un polemico applauso che blocca il question time per alcuni minuti. La presidente Boldrini chiede di fermare il battimani. Non riuscendoci, domanda aiuto al vicepresidente della Camera M5S Luigi Di Maio, che in base al regolamento di Montecitorio deve collaborare con il presidente. Ma Di Maio continua ad applaudire e non sente ragioni:

– Presidente, ora è lei a presiedere, non io…’ –  sbotta al microfono, anche se poco dopo lo si vede impegnato a fermare i battimani. E il question time può riprendere