Caso Ablyazov, No alla sfiducia ad Alfano. Il ministro: Soddisfatto

Pubblicato il 20 luglio 2013 da redazione

ROMA.- Il Senato boccia la mozione di sfiducia al ministro Alfano con 226 voti, 55 sì a mozione sfiducia, 13 gli astenuti. I voti contrari alla mozione sono stati 226; i favorevoli 55, 13 gli astenuti. I senatori presenti alla votazione sono stati 295, i votanti 294. La maggioranza richiesta era di 148 voti. Contro la mozione hanno votato tutti i gruppi della maggioranza (Pd, Pdl, Scelta Civica, Gal, autonomie); a favore Sel e M5S. Ad astenersi sono stati i senatori della Lega Nord. Alcuni senatori pd in dissenso dal loro gruppo, come Laura Puppato, non hanno partecipato al voto.

“C’era una mozione di sfiducia, è stata respinta, sono soddisfatto”. Risponde così il ministro, lasciando il Senato al termine delle votazioni

”Chiara l’estraneità del ministro Alfano, nessuna responsabilità oggettiva”, lo ha detto, nel suo intervento al Senato, il premier, Enrico, che ha chiesto una nuova fiducia al Governo: ”Vogliamo continuare e a costruire risposte per questo Paese. Questo ‘no’ consentirà al Governo di lavorare nelle prossime settimane” a provvedimenti sull’Imu e l’Iva, di “risolvere il problema degli esodati” e di “accelerare sul pagamento dei debiti della PA alle imprese”.

“L’espulsione della moglie di Ablyazov e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito”, ha aggiunto Letta, confermando che i vertici del governo, e quindi anche Angelino Alfano, non sapevano e non sono stati coinvolti nella vicenda Ablyazov; la linea è quella della “totale trasparenza”.

Il presidente del Consiglio ha definito, quindi, ”inaudito”, il comportamento ambasciatore Kazakistan.

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha poi nominato capo di gabinetto del ministero dell’Interno il prefetto Luciana Lamorgese. Sostituisce Giuseppe Procaccini che si era dimesso in seguito al caso Ablyazov. Nata a Potenza l’11 settembre 1953, Luciana Lamorgese è entrata nella carriera prefettizia nel marzo 1979. E’ stata nominata prefetto il 28 luglio 2003 e destinata a svolgere, presso il Dipartimento per le politiche del personale dell’Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, prima le funzioni di direttore centrale per le risorse umane e, poi, quelle di vicecapo Dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie. Le è stato, quindi, assegnato dal 10 dicembre 2008, l’incarico di vicecapo di Gabinetto vicario del ministero dell’Interno e, dal 12 gennaio 2010, ha assunto la responsabilità della prefettura di Venezia. In questo ruolo è stata nominata Commissario delegato per la realizzazione di tutti gli interventi necessari al definitivo superamento dello stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel Veneto e, a decorrere dal 20 maggio 2011, è stata nominata anche soggetto attuatore per l’espletamento di tutte le attività necessarie per l’individuazione, l’allestimento o la realizzazione e la gestione delle strutture di accoglienza in Veneto dei migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa. Dal 10 gennaio 2012, svolge le funzioni di capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie.

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