Tensione Pd-Pdl sul governo. Letta ‘verifica’ maggioranza

ROMA  – Il premier Enrico Letta non armerà i suoi in vista del congresso Pd con una mozione filo-governativa. Il presidente del Consiglio ritiene sufficiente la doppia ‘verifica’ che farà questa settimana, domani alla riunione del gruppo alla Camera e venerdì in direzione, per capire quanto é profondo il malessere dem verso le larghe intese. E l’intenzione del premier è fare un incontro anche con il gruppo del Pdl per mettere in chiaro a tutti i soci di maggioranza che l’unico tagliando possibile è sul programma e non sulla squadra di governo che non si tocca, sia che si tratti di Alfano o di Saccomanni.

A Palazzo Chigi collocano il tour de force di incontri politici, che attendono il premier in settimana, nella fisiologia del rapporto tra governo e partiti.

– A maggior ragione – si spiega – visto che si avvicinano i 100 giorni dell’esecutivo e serve un check sulle cose da concludere e quelle da fare.

Ma in realtà lo stato dei rapporti dentro la maggioranza è più sfilacciata che mai: nel Pd, sotto febbre congressuale, la smarcatura rispetto al governo è all’ordine del giorno. E il Pdl non ha intenzione di rimanere in silenzio, rilanciando sul rimpasto di governo e chiedendo un riequilibrio a favore del centrodestra. In vista degli incontri di questa settimana, Letta ha avuto contatti, a quanto si apprende, con il segretario Pd Guglielmo Epifani.

– Sulla richiesta di ‘tagliando’ di governo, tra il premier ed il leader Pd – spiega una fonte di maggioranza – non c’è stato nessun equivoco, è chiaro al premier che Epifani, come quasi tutti nel Pd, chiedono al governo una collaborazione più stretta per poter spiegare agli elettori il valore di questo governo.

Quanto alle tensioni congressuali, e al ‘pungolo’ di Matteo Renzi sull’esecutivo, il premier inviterà tutti a cercare di tenere separate le ambizioni congressuali dalla vita del governo, concentrato sui provvedimenti per cercare di ridare un po’ fiato al paese.

– Non è accettabile un quotidiano tiro al piccione sui temi di governo –  spiega un dirigente molto vicino al ministro Dario Franceschini, descrivendo gli umori dell’area filogovernativa. Se, come spiega il renziano Paolo Gentiloni, l’esito della ‘verifica’ di Letta ”è scontata perchè nessuno si alzerà per dire che il governo deve andare a casa”, è vero che anche l’altro fronte, il Pdl, si agita parecchio.

Maurizio Gasparri torna alla carica chiedendo ”una guida salda” al vertice del ministero dell’Economia ed il capogruppo Renato Brunetta incalza su ”un programma di legislatura sul modello della Grosse Koalition” e su un riequilibrio nei ministeri.

– Rimpasto? Credo che oggi gli italiani siano molto più drammaticamente coinvolti dal problema dei pasti che non da quello dei rimpasti – taglia corto il ministro Mauro in linea con Palazzo Chigi.

Ma, se la mediazione è una delle virtù del premier, su certi temi Letta non ha intenzione di cedere. Allo stop al testo sull’omofobia, chiesto da una parte del Pdl in nome di una moratoria sui temi etici, Dario Franceschini, in accordo con il premier, si è opposto incentivando l’arrivo del ddl in aula entro luglio.