Frenkel non sarà a capo Banca Israele

TEL AVIV  – Per Benyamin Netanyahu era ”il migliore fra i migliori, l’eccellente fra gli eccellenti”. Eppure, contrariamente ai suoi progetti, l’economista Yaakov Frenkel, 70 anni, non sarà da settembre il nuovo governatore della Banca di Israele e dunque non succederà al celebre Stanley Fisher. In un’amara intervista televisiva Frenkel – che è già stato Governatore della Banca di Israele negli anni Novanta – ha gettato la spugna. Colpa, ha spiegato, di una ”campagna di denigrazione che ha gettato un’ombra sul mio buon nome” e anche sul suo prestigio professionale.

Il tutto per un equivoco legato a un flacone di profumo sette anni fa all’aeroporto di Hong Kong.  “Un vero peccato!”, ha esclamato pochi minuti dopo, su Facebook, il ministro delle finanze, Yair Lapid. ”Frenkel ha constatato a proprie spese che in questo Paese basta solo una tastiera per gettare fango anche sulle persone più brillanti”. Un’allusione al quotidiano Haaretz, che nelle ultime settimane ha rievocato con insistenza e puntigliosita’ ”l’equivoco” avvenuto nel 2006 al duty-free shop di Hong Kong. Quello che allora sembrò un episodio banale ha fatto deragliare i progetti di Netanyahu. Adesso alla guida della Banca di Israele restano due candidati: l’economista Leo Leideman, dalla Bank ha-Poalim, e Karnit Flugg, la vice di Fisher che in queste settimane è già di fatto la Governatrice.

Economista di fama mondiale, Frenkel è scivolato su una buccia di banana che, nelle prime fasi, sembrava avesse la forma di una confezione di profumo. Secondo una prima versione della stampa, nel 2006 Frenkel sarebbe stato sorpreso da un ispettore dell’aeroporto di Hong Kong oltre l’uscita del duty-free con una confezione non pagata. In seguito si sarebbe appreso che in realtà si trattava di una grande borsa.

– Un equivoco spiacevole – ha ribadito anche Frenkel.

Era arrivato a Hong Long con una collega, avevano esplorato assieme il duty-free e all’uscita, per una questione di code non chiare, si era trovato all’esterno con un oggetto non pagato. ‘

– Le autorità accettarono le mie spiegazioni e annullarono le accuse – ha rilevato Fisher, che fu autorizzato a ripartire il giorno seguente. A giugno, in seguito alla sua nomina, è iniziata però quella che Frenkel deinfisce ”una campagna denigratoria”.

– Mi hanno messo al rogo – ha lamentato – in maniera irragionevole e con una facilità insopportabile, senza un brandello di prova e sulla base di supposizioni.

Poi le verifiche di una apposita commissione governative si sono trascinate a lungo. Ieri, dunque, Frenkel ha deciso di rinunciare all’incarico.

– Desideravo molto aiutare a ridurre il divario sociale in Israele, aiutare le classi medie, combattere il costo della vita, misurarmi con il rallentamento della crescita del mercato. So per certo – ha affermato – che avrei saputo fare bene. Purtroppo mi sono visto invece costretto a cedere le redini.

Ora Netanyahu e Lapid dovranno cercargli un sostituto. Secondo il giornale economico Globes il primo preferisce Leideman, e il secondo la Flugg.