Draghi vede la ripresa anche per l’Eurozona

ROMA  – La ripresa comincia a intravedersi anche per l’Eurozona, ma ci sono ancora rischi e la Bce, dopo aver lasciato i tassi fermi allo 0,5%, promette di mantenerli ai livelli attuali ancora a lungo, o portarli persino al di sotto. E’ quanto è emerso dalla conferenza stampa di Mario Draghi, un incontro di meno di un’ora con i giornalisti a Francoforte nel quale il presidente della Bce ha ribadito la posizione unanime dell’Eurotower sulla ‘forward guidance’, la novità in stile Federal Reserve americana introdotta il mese scorso fornendo un’indicazione sulla politica monetaria futura.

– Il consiglio direttivo conferma di aspettarsi che il tasso-chiave rimanga ai livelli attuali, o inferiori, per un periodo prolungato – ha detto Draghi ribadendo la nuova formula verbale che manda in soffitta la tradizionale espressione ”la Bce non si impegna sul futuro” -. La liquidità rimarrà ”abbondante” – ha aggiunto – per tutto il tempo necessario.

Pressato dai giornalisti, Draghi non ha voluto indicare quanto lungo sia quest’orizzonte di tempo: ”non c’è una scadenza precisa”. Dipenderà se le prospettive inflazionistiche resteranno deboli nel medio termine.

Draghi esclude che vi sia deflazione, ma le ‘staff projections’ Bce di giugno danno inflazione all’1,3%, ben sotto il quasi-2% desiderabile della Bce, per il 2014. E del resto è lo stesso presidente della Bce a spiegare, parlando di prospettive dell’economia, che ”la nostra posizione di politica monetaria dà sostegno a una ripresa graduale dell’attività economica nella parte restante dell’anno e nel 2014”. Bene gli ultimi dati, come gli indici Pmi di ieri, che rafforzano nella Bce l’impressione di una stabilizzazione in corso e di una ripresa più in là nel corso del 2013.

– Ma continuano ad esserci rischi al ribasso – avverte Draghi -, come i recenti sviluppi nel mercato globali e nelle condizioni finanziarie, con relative incertezze, che potrebbero influenzare negativamente le condizioni economiche.

E così, come la Fed, che ha raffreddato ogni aspettativa di un rientro imminente dalle misure straordinarie del ‘quantitative easing’, e la Bank of England, che ieri ha confermato tassi fermi e lasciato invariato il programma di acquisto titoli, anche la Bce s’impegna ad accompagnare la ripresa ancora per mesi. Anche perché – ricorda Draghi difendendo le misure tese a favorire il credito alle piccole e medie imprese accettando gli ‘Abs’ impacchettati dalle banche – i prestiti alle imprese continuano a peggiorare.

Su domanda specifica, Draghi è stato secco quanto ai progressi dell’Italia rispetto alla famosa ‘lettera’ spedita a Roma nella drammatica estate del 2011 prima di intervenire a sostegno dei titoli di Stato italiani.

– Non commento sull’Italia.

Anche se il Paese, assieme a Spagna e Germania – ha poi spiegato – ha visto un miglioramento dell’export e di competitività, e come il resto dell’Eurozona prosegue – a opinione di Draghi – nel consolidamento del bilancio. Più dettagli sui singoli Paesi potrebbero aversi in futuro: Draghi, che punta alla pubblicazione dei verbali delle riunioni, ha auspicato una ”più ricca comunicazione”, avvertendo tuttavia che ”non siamo un Paese solo” a differenza di Usa, Giappone, Gran Bretagna. C’è l’esigenza di difendere i governatori dalla possibilità che il loro voto nel consiglio mini la loro indipendenza rispetto ai governi. Se ne parlerà in autunno, dopo la pausa estiva, quando il dossier sulle ‘minute’ della Bce verrà riaperto.

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