SIRIA, divampa la battaglia. Damasco, uccisi 62 ribelli

BEIRUT – Infuria la battaglia nei sobborghi e nei quartieri periferici di Damasco, con le forze lealiste alla controffensiva che hanno ucciso in un’imboscata 62 miliziani dell’opposizione. Mentre un’altra bomba è esplosa in una cittadina della provincia della capitale dilaniando sei persone, dopo le 18 morte in un attentato l’altra sera a Jaramana, quartiere druso-cristiano nel sud-est della città.

Intanto Amnesty International, sulla base di uno studio compiuto con immagini satellitari, ha affermato che Aleppo, la città più popolosa della Siria inserita dall’Unesco nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità per i suoi monumenti, è ormai “completamente devastata”: con metà della sua popolazione fuggita, dopo un anno di combattimenti e di bombardamenti governativi.

– Un enorme numero di abitanti continua a fuggire a causa dei bombardamenti e molti restano intrappolati in città sotto il fuoco e in stato d’assedio in condizioni umanitarie disperate – afferma Donatella Rovera, consigliere internazionale di Amnesty per la risposta alle crisi. L’imboscata contro gli insorti è avvenuta nei pressi della cittadina industriale di Adra, 35 chilometri a nord-est di Damasco, una delle principali entrate verso la Ghuta Orientale, una regione agricola dove è forte la presenza di ribelli. Il bilancio di 62 morti è stato fornito dall’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), secondo il quale già il 21 luglio, nella stessa Adra, altri 49 ribelli erano stati uccisi in scontri con l’esercito.

L’agenzia governativa Sana ha parlato genericamente di “decine” di miliziani uccisi, affermando che appartenevano al Fronte Al Nusra, organizzazione jihadista legata ad Al Qaida, e che alcuni di loro non erano siriani. I militari, ha aggiunto l’agenzia, hanno sequestrato armi automatiche e lanciarazzi che gli insorti avevano con loro. La Sana ha pubblicato fotografie di numerosi cadaveri stesi per terra, con accanto macchie di sangue. L’agenzia governativa ha riferito inoltre che sei persone sono morte e quattro sono state ferite da una bomba piazzata vicino a un liceo nella località di Qatana nella provincia di Damasco. Ma non ha precisato se tra le vittime vi siano studenti. E’ invece di 18 morti e 56 feriti il bilancio dell’attentato compiuto a Jaramana con un’autobomba. Combattimenti sono segnalati dall’Ondus anche in alcuni quartieri periferici di Damasco, come Barzeh, Qabun, Tadamon e Asali. E scontri sono avvenuti pure nei pressi del campo di Yarmuk, a sud della città, tra ribelli e una fazione palestinese schierata con il presidente Bashar al-Assad. Mentre infuria la violenza, il regime ha deciso di avviare una campagna contro la corruzione nel settore pubblico con una nuova legge approvata dal governo. Il primo ministro, Wael al Halqi, ha deciso il licenziamento di 50 dipendenti di vari ministeri e istituzioni statali dopo avere preso un analogo provvedimento il mese scorso nei confronti di altri 140.

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