Nuovo allarme Grecia: Berlino, servono nuovi aiuti

ROMA. – E’ di nuovo allarme Grecia nell’eurozona. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ammette palesemente per la prima volta che Atene avrà bisogno di un terzo programma di aiuti alla scadenza di quello in corso, previsto per la fine dell’anno prossimo.

– La Grecia è ancora in una situazione economica difficile e sarà necessario un altro piano di aiuti – finanziari, ha affermato Schaeuble durante un comizio elettorale in Germania, escludendo però un’altra svalutazione (haircut) del debito ellenico. Eventualità esclusa anche dalla Cancelliera Angela Merkel.

– Non vedo un taglio del debito per la Grecia – ha detto, sottolineando che ”in quel Paese molto deve ancora cambiare”, anche se sono stati fatti ”chiari progressi”. Schaeuble ha spiegato che ”i greci hanno bisogno di tempo fino al 2020 per riportare il debito a livelli sostenibili, secondo i nostri calcoli”. Ha quindi aggiunto:

– I greci vanno di nuovo aiutati per evitare che paghino interessi troppo alti fino a quella data.

Nei mesi scorsi il 70enne ministro tedesco aveva già ventilato la possibilità di nuovi aiuti per Atene, ma non aveva mai indicato che fosse qualcosa di inevitabile. A luglio la Grecia ha ricevuto una tranche di 5,8 miliardi di euro di aiuti internazionali e a ottobre riceverà un altro miliardo, ma solo se porterà avanti le ulteriori riforme concordate con la troika, ossia Ue, Bce ed Fmi.

I rappresentanti della troika si recheranno ad Atene in autunno per le consuete verifiche sul piano, ma già oggi il membro tedesco del board della Bce, Joerg Asmussen, sarà in visita nella capitale greca per incontri bilaterali con le autorità locali e rappresentanti della società e delle imprese elleniche, secondo quanto comunica l’Eurotower, spiegando che i colloqui verteranno sul programma di riforme e aggiustamenti intrapreso dal governo di Antonis Samaras. E intanto proprio il premier conservatore greco in queste ore sta mettendo a punto un’aggressiva campagna di pubbliche relazioni per convincere i greci della necessità di una drastica revisione degli organigrammi dell’amministrazione statale, ma i sindacati, soprattutto quelli degli insegnanti (i più colpiti dal programma di licenziamenti varato dal governo), non ci stanno e minacciano scioperi a partire dai primi di settembre, alla riapertura delle scuole. Secondo quanto riferiscono i media locali, la campagna che Samaras intende lanciare per sensibilizzare l’opinione pubblica del suo Paese verterà su due punti: primo, convincere i greci che il settore pubblico ha un disperato bisogno di una profonda revisione (indipendentemente dalle richieste avanzate dalla troika), e poi un attacco frontale contro Syriza (sinistra radicale), il principale partito di opposizione che è contrario ai programmi di austerità del governo.