Le motivazioni della Cassazione: “Berlusconi ideò il sistema”

Pubblicato il 29 agosto 2013 da redazione

ROMA  – Fu Silvio Berlusconi l’ “ideatore del meccanismo” che per anni ha continuato “a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende” del gruppo Mediaset. E questa responsabilità non venne meno quando il Cavaliere abbandonò le cariche sociali. Nella sentenza in cui spiega perché ha confermato le condanne per l’ex premier a 4 anni per frode fiscale, e per gli altri imputati – il mediatore Frank Agrama e i manager Mediaset Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano – la Cassazione non fa sconti. E innesca, immediato, il fuoco di fila del Pdl, dove si grida al “teorema”.

In serata ieri, in una nota congiunta i legali dell’ex premier, Ghedini, Longo e Coppi, puntano il dito contro una sentenza “fuorviante e sconnessa dai fatti”, “un collage delle sentenze precedenti” con “motivazione inesistente” e ribadiscono la totale estraneità ai fatti di Berlusconi, che “non ha mai avuto incarichi in Mediaset e non si è mai occupato dell’acquisto dei diritti tv”. Subito dopo in un’intervista a StudioAperto per lo più dedicata all’Imu, interviene lo stesso Berlusconi, lapidario, quando manca poco più di una settimana alla riunione della giunta per le immunità.

– E’ una sentenza allucinate  -afferma -, fondata sul nulla”.

E, rincara, si aprirebbe “una ferita per la democrazia” se “qualcuno pensasse di eliminare il leader del primo partito italiano, ovvero il sottoscritto, sulla base di una sentenza allucinante”. Scende in campo anche Mediaset, sostenendo di aver ”sempre operato in totale legalità e trasparenza”, ricordando la rinuncia dei suoi vertici a un condono fiscale ‘tombale’ e che la presunta evasione, oggetto della condanna di Berlusconi, sarebbe solo lo 0,1% dei circa 6,5 miliardi versati da Mediaset negli ultimi dieci anni allo Stato.

Le carte depositate dalla Cassazione a soli 28 giorni dalla camera di consiglio ripercorrono fatti e conclusioni dei giudici di primo e secondo grado attraverso 208 pagine di motivazioni che portano in calce le firme dell’intero collegio giudicante in qualità di estensore: una scelta non casuale, a significare che i giudici in toto si assumono la responsabilità di quel testo e di ciò che contiene. Se normalmente, infatti, firma il solo il relatore, qui compaiono i nomi di Amedeo Franco, Claudio D’Isa, Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo quali estensori materiali, prima della firma del presidente Antonio Esposito, finito nella bufera per aver rilasciato un’intervista al Mattino dove, in alcuni passaggi, parlava anche della vicenda Mediaset.

In più punti, analizzando i motivi di ricorso delle difese, la Cassazione sgombra il campo dal dubbio, sollevato dagli avvocati, che tribunale e corte d’appello di Milano abbiano travisato elementi di prova o siano incorsi in ricostruzioni incongruenti e illogiche. E fa proprie le conclusioni dei giudici di merito. Quelle conclusioni da cui emerge che attraverso un modus operandi che da Fininvest si è poi innestato in Mediaset, i diritti tv provenienti da major, produttori e distributori venivano prima acquistati e poi fatti oggetto di una serie di passaggi infragruppo o con società solo in apparenza terze, allo scopo di far lievitare i costi per evadere il fisco: 17,5 miliardi di lire nel 2000, 6,6 milioni di euro nel 2001, 4,9 nel 2002 e 2.9 nel 2003. La catena di compravendita fu accorciata e semplificata – scrivono i giudici – quando Mediaset fu quotata in Borsa, ma il meccanismo restò in piedi.

Questo meccanismo, Berlusconi lo conosceva “perfettamente”, si legge in sentenza, e “ha lasciato che tutto proseguisse inalterato mantenendo nelle posizione strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale”.

Parlare di semplice sovrafatturazione, in questo quadro, “appare quasi un sottodimensionamento del fenomeno descritto: è, anzi, inadeguato a definirlo”, affermano i supremi giudici. Una risposta anche ai legali di Berlusconi, che avevano chiesto, di fatto, la derubricazione del reato da frode fiscale a false fatturazioni. Gli avvocati, nelle loro arringhe, avevano insistito anche su un altro aspetto: utilizzare il concetto del “cui prodest” tra gli elementi a sostegno della colpevolezza è debole.

Ma dal Palazzaccio non hanno dubbi: i vantaggi erano per Berlusconi, “il soggetto che in ultima analisi continuava a godere della ricaduta economica del sistema praticato”. E questo anche quando, con la discesa in campo, si spogliò delle cariche sociali (che allora aveva in Fininvest), e assunse la “veste di azionista di maggioranza”. I giudici confutano anche l’obiezione che Berlusconi avrebbe potuto non sapere. Di più: avrebbe potuto egli stesso essere vittima di una truffa. E di fatto, confermano la solidità delle conclusioni dei giudici d’appello, ritenendole “immuni da vizi logico-giuridici e come tale, non sindacabili”: Berlusconi non poteva essere “un imprenditore così sprovveduto da non avvedersi” dei maggiori costi o al punto che i soggetti che a lui facevano riferimento potessero occultaglielo”. Soggetti che costituivano “una ristrettissima cerchia di persone che non erano affatto alla periferia del gruppo, ma che erano vicine al sostanziale proprietario, tanto da frequentarlo tutti (da Bernasconi ad Agrama, Da Cuomo a Lorenzano) personalmente”. Del tutto inverosimile, poi, “l’ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi” “da parte dei personaggi da lui scelti e mantenuti nel corso degli anni in posizioni strategiche”. L’ultima parte del provvedimento riguarda la pena accessoria, l’interdizione dai pubblici uffici, per cui la Cassazione ha rinviato alla Corte d’appello di Milano perché ridetermini, abbassandola, la durata dell’interdizione, in secondo grado fissata in 5 anni.

Cicchitto, tempi record per condizionare Giunta
”E’ evidente che oltre ai suoi inusitati contenuti c’é una significativa tempistica nella pubblicazione delle motivazioni che é cosi accelerata rispetto alla normalità dei ritmi con cui vengono elaborati e presentati gli atti giudiziari tranne che per quello che riguarda Silvio Berlusconi”, afferma Fabrizio Cicchitto del Pdl. ”

– Nel nostro caso – aggiunge – questa accelerazione dei tempi ha anche un obiettivo politico che è quello di intervenire prima del 9 settembre e quindi, se possibile, di influenzare e condizionare i lavori della giunta per le elezioni che ci auguriamo riesca a preservare l’autonomia del Parlamento italiano rispetto a tutti i tentativi di pressione e di subordinazione. .

Epifani: “Berlusconi? Non c’è qualcuno più uguale degli altri”
”Non è una sentenza fondata sul nulla, si tratta di un reato particolarmente pesante e particolarmente grave se commesso da un esponente politico”: così Guglielmo Epifani al tg3.

– Per noi – ha aggiunto il segretario del Pd – la giustizia deve essere uguale per tutti. Nessuno è sopra la legge e le sentenze si rispettano”, ha aggiunto il segretario del Pd.

Ci crede alle minacce di alcuni del Pdl sulla caduta del governo per la vicenda giudiziaria di Berlusconi?

–  Non mi interessa – ha risposto Guglielmo Epifani al Tg3 – non capisco le pressioni; sarebbe bene che nel centrodestra si riflettesse sulla separazione delle vicende giudiziarie di Berlusconi da quelle politiche. La politica non può andare con gli alti e i bassi legati alle sue vicende. E poi – ha concluso il leader Pd – non c’è qualcuno più uguale degli altri.

  • wavettore

    Comunismo e di recente anche il Capitalismo sono entrambi falliti per via della stessa malattia: la corruzione. In una nuova e duratura forma di governo, la Fiducia non potra’ piu’ essere una dei suoi componenti. Ogni sforzo dovrebbe essere intrapreso per formare un nuovo tipo di governo, con nuovi meccanismi, che non richiedera’ piu’ l’elemento della Fiducia o la promessa di un politico per garantire che la volonta’ della maggioranza sia sempre riflessa nelle leggi di quel governo. Questo sara’ un sistema che potra’ migliorare nel tempo la possibilita’ gia’ esistente di un tale governo strutturato oggi tramite l’uso dell’ Internet. Comutalismo e’ un nuovo concetto di Democrazia senza politici che e’ organizzato tramite Internet e che bilancia i bisogni dell’Individuo con il Rispetto per l’Uguaglianza.

    Nel Comutalismo, i cittadini voteranno direttamente le leggi della societa’ e non piu’ i politici. In altre parole, invece di votare il politico nella speranza che questo rispetti la fiducia del cittadino ed elegga le leggi da questo desiderate, nel Comutalismo sara’ il cittadino a votare direttamente le leggi semplicemente cliccando su di una tastiera. Un sistema di governo cosi’ regolato renderebbe responsabile e coscente il cittadino delle scelte della societa’ eliminando il costo pubblico dei politici ed anche soprattutto il costo della loro corruzione.

    Diversi gabinetti legislativi composti da privati cittadini (ciascun cittadino a turno) possono essere appuntati per le varie proposte di legge. Ciascuna proposta puo’ essere introdotta allo scrutinio pubblico via Internet prima di essere soggetta alla maggioranza dei cittadini che potranno votare per la loro approvazione oppure il loro rifiuto. Nessuna legge potra’ essere approvata in congiunzione ad altre leggi per evitare un possibile ricatto sociale. Ciascuna legge votata separatamente.

    Un corpo di Polizia composto da un piu’ grande numero di cittadini (anche questi a turno) puo’ essere formato per fare rispettare le leggi quando ne esiste una richiesta dagli individuali cittadini. Fondi monetari possono essere allocati per i vari programmi sociali e chiunque potrebbe vederne le solvenze ed i bilanci semplicemente osservando la finestrella assegnata sull’Internet.

    Tutte le leggi sarebbero soggette a revisione periodica poiche’ alcune di queste potrebbero essere state approvate da un limitato numero di persone che ha prestato maggiore attenzione quando la legge fu inizialmente introdotta oppure anche perche’ non in linea con le altre leggi gia’ approvate. Quando un qualsiasi cittadino ritiene che una certa legge stia danneggiando il proprio interesse, una nuova votazione permetterebbe la possibilita’ di cambiamento per quella legge. Quei processi che ora avvengono nei Tribunali potranno essere resi pubblici e sottostare al giudizio di quei cittadini che saranno di turno. Tutti i cittadini avrebbero il diritto a votare oppure a non votare ma i loro diritti al voto non potrebbero essere venduti ne’ ceduti ad altri.

    Questo sistema di leggi potra’ manifestare per la prima volta una Democrazia come intesa all’origine. Per raggiungere un tale risultato dovrebbe essere stabilito che tutti gli esseri umani hanno diritto a sufficente cibo ed acqua potabile. Potremmo facilmente irrigare piantagioni che potrebbero essere situate in alcune delle tante zone remote del Pianeta e non ancora utilizzate. Vegetali commestibili possono essere coltivati e prodotti con meccanismi automatizzati per essere preparati, confezionati e trasportati fino ad essere pronti per il loro consumo. Un programma come questo potrebbe essere finanziato da un comune sforzo proveniente dal benessere gia’ acquisito da tutte le popolazioni. Una volta stabilita la quantita’ e qualita’ di tutti i beni necessari, questi beni potrebbero essere trasportati e scambiati entro una rete di mercati per condividere le provviste ed i bisogni esistenti nelle diverse localita’ del Pianeta. Il meccanismo di sostegno per la sopravvivenza sociale dovrebbe essere in una continua evoluzione al fine di provvedere uno standard di vita adeguato al benessere contemporaneo dei suoi tempi. Tutti i beni rimasti in eccesso al soddisfacimento sociale (e non necessari) potranno invece essere scambiati entro una nuova forma di Capitalismo.

    Nuove e trasparenti regole saranno applicate al Mercato Libero per il commercio di ogni tipo di bene superfluo. Al riguardo del trasferimento di beni e servizi privati, ogni singola transazione dovra’ essere riportata sul Net per potere divenire visibile da chiunque (proprio come una fattura fiscale resa pubblica). Ciascuna transazione privata sarebbe tassata e simultaneamente pagata con una stessa fissa percentuale valida per tutti. In un tale sistema, tutti i beni privati ed i loro proprietari come anche le transazioni valutarie ed i passaggi di proprieta’ privata dovranno essere pubblicamente riportati sul Net. Questo servira’ ai fini di prevenire illecite transazioni e poter stroncare la corruzione tramite l’immediato confisco di quei beni non riportati.

    Inoltre, per ridurrere l’Avidita’ e risanare gli equilibri finanziari nel Mondo bastera’ eliminare il concetto di eredita’. La proprieta’ privata della gente tornera’ allo Stato alla morte di ciascuna persona per poi essere messa all’asta fra tutti i cittadini. La gente potra’ spendere quanto vorra’ per educare i propri figli ma eredita’ e donazioni non saranno permesse.

    Cosi’ alcuni beni saranno privati ma guadagnati con vera competizione e non tramite corruzione e favoritismi. Una volta che la sopravvivenza sara’ garantita per tutti non ci sara’ piu’ il bisogno di essere tolleranti con il crimine come e’ invece necessario esserlo oggi quando lo stesso crimine e’ una conseguenza del nostro sistema corrotto.

    Nel Comutalismo, il diritto alla proprieta’ dovra’ essere protetto e garantito anche per quelli che vorranno lavorare e barattare il proprio tempo per ottenere di piu’ delle basilari necessita’ provviste dal sistema. Quelle persone che avranno contribuito al funzionamento del meccanismo sociale e lavorato per avere oltre le necessita’ potranno ottenere anche i beni superflui. Questi beni saranno presentati in un’ asta di Stato (come fossero i Buoni del Tesoro di un Paese) per un aggiudica aperta fra quelli che potranno disporre di mezzi di scambio guadagnati col lavoro. Una volta che i beni saranno divenuti privati questi potranno essere scambiati fra i cittadini in un mercato che sara’ allora trasparente e competitivo.

    http://it.wikiversity.org/wiki/Commutalism

    http://www.wavevolution.org/it/index.html

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