Grillo contro Orellana: stop alle alleanze

ROMA  – “Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Il M5S non è il suo ambiente”. Beppe Grillo alza la voce contro i ‘dissidenti’ e, ancora una volta, stoppa sul nascere qualsiasi ipotesi di alleanze dei cinque stelle con il Pd. Il “capo politico” si rivolge, pur senza citarlo, al senatore Luis Orellana.

Il senatore di origine venezuelane, nel corso di una riunione-fiume a Palazzo Madama (trasmessa integralmente sul web) ha portato allo scoperto le divisioni interne al gruppo dei parlamentati cinque stelle. L’italo-venezuelano  aveva invitato a “non avere tabù” per discutere sulle alleanze, di far valere il “fortissimo peso contrattuale” dei cinque stelle in Parlamento, come “già avviene in Sicilia” e “a Ragusa”. Parole che lasciano intendere che motivo del contendere potrebbe essere l’appoggio ad un eventuale ‘Letta bis’ senza Pdl.

L’intervento di Orellana riceve il sostegno isolato di qualche collega. Ma, soprattutto, è oggetto della reprimenda del capogruppo Nicola Morra che gli risponde con durezza:

– Siamo in guerra. Siamo in guerra contro il palazzo e il potere.

Il blog di Grillo fa proprie le parole di Morra, pubblicando un post dal titolo “Siamo in guerra” con il quale annuncia che “presto ci sarà un terzo V-Day”. C’è il sospetto che dietro il post di Grillo ci sia la mano di Claudio Messora (spesso gli articoli sul sito web del leader cinque stelle sono scritti dai suoi collaboratori). Messora, uomo di fiducia di Gianroberto Casaleggio ed inviato a Palazzo Madama per curare la comunicazione del gruppo cinque stelle al Senato, è stato attaccato da Orellana per un articolo nel quale invitava i “cittadini” cinque stelle a “non giocare a fare i piccoli onorevoli”.

– Non deve succedere – aveva detto Orellana – che una persona da noi stipendiata si permetta di farlo. Messora non ha più la mia fiducia.

In ogni caso, nel post di Grillo, ancora una volta, si boccia l’ipotesi di alleanze con i partiti: “I pezzi bianchi non possono allearsi con quelli neri – si legge – Siamo in guerra, una guerra che deciderà il destino di questo Paese. Non è più tempo di parlarsi addosso ma di azioni, segnali e presenze”.

A rincarare la dose nei confronti di Orellana arriva l’ultimatum di Morra.

– Son sicuro che Luis riconsidererà le sue parole – afferma il capogruppo – perché altrimenti dovrà prendere atto che le strade divergono.

Dopo due giorni di riunione-fiume ai limiti dell’auto-analisi di gruppo (con tanto di divisione in ‘focus group’ per affrontare i problemi di “interrelazione interna”) nel Movimento Cinque Stelle riemerge il “fantasma” delle alleanze. La spaccatura va oltre la divisione tra falchi e colombe. Sembra di tornare ai momenti della elezione di Piero Grasso alla presidenza di Palazzo Madama o alla proposta di accordo di Pier Luigi Bersani per la formazione del governo. Ironia della sorte, stavolta l’ipotesi di un nuovo esecutivo è lontana dal realizzarsi. La spaccatura, invece, appare quasi insanabile se non attraverso una ‘retromarcia’ da parte di uno dei contendenti.

– E’ emerso un grande astio qui dentro, anche se nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Sembra già che siamo divisi in due gruppi, forse tre – sintetizza con rassegnazione il senatore Maurizio Romani