Gilardino avvicina l’Italia al Brasile

Pubblicato il 06 settembre 2013 da redazione

PALERMO – Un gol di Gilardino a Palermo, uno di Ghazaryan a Praga e la qualificazione al mondiale del 2014 per l’Italia diventa quasi una formalità. Mentre naufraga il sogno dei cechi, sconfitti in casa dall’Armenia, a 2000 km di distanza un attaccante nato il giorno in cui Paolo Rossi segnava tre gol al Brasile, realizza la rete che porta l’Italia davvero a un passo dal torneo iridato: grazie al suo colpo di testa gli azzurri battono la Bulgaria, ora staccata di sette punti al secondo posto del girone. Se la squadra di Penev non dovesse vincere a Malta la prossima partita, all’Italia potrebbe bastare addirittura un pareggio martedì a Torino contro la Repubblica Ceca per sbarcare al Mondiale con due gare di anticipo sulla conclusione del girone.

L’ufficio viaggi della Federalcio, insomma, puo’ preparare le prenotazioni, gli azzurri a meno di sorprese clamorose in Brasile ci saranno. Eppure ha sofferto, l’Italia di Prandelli: e l’altro grande protagonista della serata è stato Buffon, autore di almeno tre interventi prodigiosi. Ma evidentemente era scritto che la vittoria chiave per la qualificazione fosse sottoscritta da grandi firme. Contravvenendo alle indicazioni dei giorni che hanno preceduto la gara, Prandelli in avvio ha schierato una formazione dalla propensione spiccatamente offensiva. Insigne è stato infatti preferito al maratoneta Giaccherini ed ha formato con Candreva e Gilardino un vero e proprio tridente d’attacco. Per il resto, le anticipazioni della vigilia hanno trovato riscontro nella difesa a quattro davanti a Buffon e nel ripescaggio di Thiago Motta a comporre il trio di centrocampo con Pirlo e De Rossi. Cercava poi il caldo abbraccio di Palermo, il ct azzurro: e l’ha trovato.

In una serata climaticamente da piena estate sono stati 30 mila gli spettatori accorsi allo stadio Barbera a tifare per spingere l’Italia a un passo dal mondiale del Brasile. Per tutto il primo tempo hanno svolto in maniera eccellente il loro compito. Come pure Insigne, peraltro. Mentre il redivivo Thiago Motta inseguiva vanamente palloni, con Pirlo e De Rossi in difficoltà nel proporre gioco per l’abilità nelle chiusure degli spazi dei bulgari, dal destro fatato del napoletano sono arrivati a lungo gli unici lampi azzurri. I più significativi al 1’, quando con un lancio ha smarcato in area Gilardino (girata di sinistro deviata in angolo da Mihaylov) e al 26’ quando ha cercato da lontano la soluzione personale costringendo alla parata difficile il portiere. Per la verità un paio di volte nella prima mezz’ora anche i bulgari si erano fatti vivi dalle parti di Buffon (prima con un tiro di Manolev fuori di poco, poi con un destro di Tonev parato in due tempi con qualche brivido dal portiere azzurro). E le cose sembravano mettersi non benissimo per l’Italia. Sino a quando, al 38’, Motta si è svegliato dai suoi torpori ed ha aperto il gioco sulla sinistra per Candreva il cui cross ha trovato puntuale al colpo di testa vincente Gilardino.

Sul velluto del vantaggio, ed alla luce del successo armeno a Praga, per l’Italia è diventata un’altra gara. Al rientro Buffon toglieva subito alla testa degli avversari l’idea di avere di fronte un ex campione e volava letteralmente a ribattere la palla appoggiata in tap-in da due metri da Popov.

Un paio di tri di Insigne e Candreva servivano a tenere in allarme la Bulgaria. Che però tentava l’assalto. Buffon replicava al quarto d’ora con un salvataggio su colpo di testa di Bodurov, e nell’angolo susseguente i bulgari giocavano al tiro al bersaglio: ma la palla non entrava. E al 19’ Nedelev con un sinistro insidioso spediva di poco fuori. Prandelli correva ai ripari, fuori Insigne e dentro a pressare Giaccherini.

Al 18’ Gilardino non sfruttava un pasticcio della difesa avversaria e ripartiva l’infruttuoso assalto dei bulgari che in chiusura lanciavano addirittura il portiere a cercare di sfruttare i calci d’angolo. Brividi finali, ma tutto inutile. Era destino che nella cada notte siciliana facesse festa l’Italia. E a proposito di destino, la gara regala un’altra suggestione: con il gol di ieri sera, il predestinato Gilardino arriva a 19 in azzurro: a una rete da Pablito.

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