Scuola: 400 mln a regime; Letta, dopo anni si reinveste

ROMA  – Un’operazione da 400 milioni di euro – a regime – prevalentemente coperta dall’accise sugli alcolici. Il consiglio dei ministri ha varato, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, un decreto legge che già nel titolo – “L’Istruzione riparte” – anticipa le intenzioni. Un provvedimento che – spiega la presidenza del consiglio – “punta a garantire un miglior avvio del nuovo anno scolastico e accademico” ma soprattutto “a gettare le basi per la scuola e l’università del futuro, restituendo ai settori della formazione centralità e risorse”.

C’era il premier e quattro ministri a presentarlo – oltre ala Carrozza, Beatrice Lorenzin, Cecile Kyenge, Graziano Delrio – confermando quell’azione collegiale che il ministro Carrozza più volte ha sottolineato, nei giorni che hanno preceduto l’atteso ‘parto’. Non a caso nel testo si parla anche di divieto di fumo a scuola, estensione del permesso di soggiorno degli studenti stranieri, edilizia scolastica e lotta alla dispersione.

Non tutte le spinose questioni sul tappeto sono state risolte – delle vicende “inidonei e ‘Quota96” non c’e’ traccia nel testo – ma alcuni importanti paletti sono stati messi. A cominciare dal pacchetto di 26.000 assunzioni di docenti di sostegno nella scuola (spalmati in un triennio) che consente di dare una risposta stabile a oltre 52.000 alunni attualmente assistiti da insegnanti che cambiavano da un anno all’altro. Il piano triennale di immissioni in ruolo di insegnanti (69 mila) e Ata (16 mila ausiliari, tecnici e amministrativi) é solo annunciato (senza indicare tempi), ma altre novità arriveranno dal 2014 come l’aumento (100 mln) del Fondo per le borse di studio degli universitari, risorse (15 mln) per coprire spese di trasporto e ristorazione di studenti meno abbienti, libri in comodato d’uso (sempre per gli alunni in situazioni economiche disagiate). E c’è qualcosa anche per accademie e conservatori, settore solitamente negletto. Messa a punto anche una norma per superare l’impasse dei concorsi per presidi annullati dal giudice amministrativo (come è accaduto in Lombardia dove 424 istituti erano a rischio di restare senza preside): per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico saranno assegnati incarichi temporanei di presidenza a reggenti, assistiti da docenti incaricati (esonerati dall’insegnamento).

Non solo. Per l’assunzione dei dirigenti scolastici si volta pagina: saranno selezionati annualmente attraverso un corso-concorso di formazione della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. E’ andato oltre le aspettative l’intervento sul bonus maturità: si sapeva da giorni che sarebbe stato abolito, vista la mole di contestazioni che l’ha accompagnato, ma poi si è deciso di cancellarlo da quest’anno e non dal prossimo come inizialmente annunciato. Sul fronte dell’università una novità di peso riguarda l’ ammissione alle scuole di specializzazione medica: da quest’anno avverrà sulla base di una graduatoria nazionale che sostituirà quelle attuali per singolo ateneo. Una novità che punta a favorire la trasparenza degli esami e ad arginare le baronie.

– Il governo – ha spiegato il premier Letta – ha voluto fare un intervento urgente importante per dare alcune risposte ai problemi della scuola italiana. Le attese sono moltissime da parte del mondo dell’istruzione e abbiamo voluto dare le prime risposte perché le risorse sono limitate e abbiamo dovuto fare i salti mortali.

Che le attese erano e restano alte e che sull’istruzione di questi tempi sono accesi i riflettori lo confermano anche i social network: su Twitter la scuola è diventata Trending Topic.

 

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