BRASILE 2014. Intramontabile Trap: “Lascio Irlanda ma non il calcio”

Pubblicato il 11 settembre 2013 da redazione

LONDRA – L’addio è stato consensuale ma la delusione resta cocente perché Giovanni Trapattoni, in Brasile, contava di esserci e sulla panchina dell’Irlanda. Le sconfitte contro Svezia e Austria non solo hanno frustrato le ambizioni irlandesi ma anche negato quella rivincita che il Trap sognava dalla beffa mondiale del 2002 in Giappone e Corea, quando guidava l’Italia. Una ferita aperta, e resa ancora piú dolorosa dalla partecipazione a Euro 2004, con gli Azzurri eliminati giá nella fase a gironi, ultimo capitolo della sua liason con il calcio italiano.

A 74 anni molti al suo posto si guarderebbero indietro piú che soddisfatti, passando la mano, ma il tecnico lombardo guarda avanti e non si arrende: “Lascio l’Irlanda ma non il calcio, voglio continuare ad allenare”. “Magnifico, è il più grande di tutti noi”, applaude un suo ex allievo, Cesare Prandelli, ora diventato commissario tecnico dell’Italia.

In quasi 30 stagioni da tecnico di club l’intramontabile Trap ha accumulato scudetti, campionati nazionali, coppe europee e anche la coppa Intercontinentale, e ha vinto a tutte le latitudini, dalla Juve al Bayern Monaco passando per Benfica e Salisburgo. Per il resto, tanta carriera da ct, prima con la nazionale italiana, dal 2000 al 2004, e poi con quella irlandese, dal 2008.

In cinque anni a Dublino il Trap sfiora la qualificazione ai mondiali sudafricani, beffato dalla mano di Thierry Henry nello spareggio con la Francia. E diventa l’idolo della tifoseria, acclamato come ‘irlandese adottivo’ anche quando a Bari la sua nazionale sfida quella azzurra. Dalla beffa di Henry, Trapattoni si rifá due anni dopo portando l’Eire a Euro 2012 dopo una lunga assenza dai palcoscenici più prestigiosi. Sognava la passerella brasiliana, sarà costretto a seguire i mondiali davanti alla tv. Ma alla pensione, nonostante le 74 candeline spente lo scorso 17 marzo, proprio non ci pensa.

“Lascio l’Irlanda ma non il calcio, voglio continuare ad allenare – le parole di Trapattoni, che ha transato con la federcalcio di Dublino sul restante ingaggio -. Semplicemente da oggi (ieri per chi legge) non sono più il ct dell’Eire. Ci siamo lasciati consensualmente con grande fair play. Ora guardo ad altre possibili panchine senza alcuna preclusione”.

Dopo quasi 40 anni in panchina non é ancora calato il sipario sull’avventura a bordo campo di Trapattoni. Perché la passione per il calcio é seconda solo alla sua proverbiale grinta, che anche in Irlanda hanno saputo apprezzare.

“Una leggenda di questo sport, ha portato l’Irlanda ad un altro livello. Grazie per tutto, Mr Trapattoni”, ha twittato il centravanti irlandese Shane Long. Chissá quanti altri ringraziamenti attendono il decano dei tecnici italiani, anche se non tutti lo rimpiangono. “Riprendetevi Trapattoni”, lo slogan lanciato da Michael O’Leary, mister Ryanair. “Ha lavorato bene – le parole pronunciate in Italia dal leader della compagnia di voli low cost – ma è tempo che se ne vada. Forse sarebbe meglio se l’Italia ci mandasse qualche giocatore, ce ne servono di nuovi”. Ma Trapattoni saluta senza abdicare.

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