Marchionne: “Alfa mai fuori dall’Italia, a Mirafiori no agli esuberi

TORINO  – La Fiat si appresta a consegnare alla Sec i documenti per la quotazione di Chrysler a Wall Street, mentre l’amministratore delegato Sergio Marchionne assicura:

– Finchè ci sarò io l’Alfa Romeo non si produrrà mai fuori dall’Italia. Potrà essere il prossimo ceo a farlo, non io.

E quanto a Mirafiori:

– Tutte le persone che lavorano nello stabilimento saranno riassorbite.

Nell’intervista che il manager del Lingotto rilascia al Financial Times tornano le questioni calde degli ultimi giorni e i progetti nel settore del lusso, diventato centrale nella strategia del gruppo.

– Non ho dubbi che l’origine della produzione sia importante per Maserati così come per l’Alfa. Per questo non costruiremo mai fuori dall’Italia – spiega Marchionne che di recente aveva parlato di ‘alternative per realizzare le Alfa ovunque nel mondo’ di fronte alle difficoltà nel Paese per l’industria italiana. Poi aggiunge:

– C’è sempre un modo per abbassare il livello, ma la domanda è se questa sia la strada giusta per un marchio come Alfa. Se guardo alla sua storia e al suo Dna penso che le nostre ambizioni possano essere state sottostimate in passato.

– Buona notizia ma non sento nessuno applaudire – commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, mentre il numero uno della Fim, Giuseppe Farina, ricorda che “la Fiat è oggi l’unico gruppo che sta investendo miliardi di euro”. Marchionne dice anche che l’investimento a Mirafiori è già partito: nella fabbrica torinese è prevista “una catena di assemblaggio completa e un nuovo modello che andrà ad integrare la gamma Maserati”.  E spiega:

– Andrà sui mercati nel secondo trimestre del 2015. Abbiamo un disperato bisogno di Suv.

– Fiat fa sul serio, Mirafiori è strategica – sottolinea il sindaco di Torino, Piero Fassino. Quanto all’integrazione con Chrysler, l’ad della Fiat ha già detto nei giorni scorsi che la trattativa con Veba sul valore del 41,5% della casa di Detroit che il fondo detiene, è in fase di stallo e le posizioni non si affatto avvicinate. Per questo la via più facile sembra a questo punto quella della quotazione.

– Tutto il lavoro di preparazione è fatto – dice – saremo pronti a consegnare la documentazione entro la terza settimana di questo mese. Dobbiamo andare avanti per determinare il valore – Marchionne spiega che “Veba ha detto chiaramente di non voler essere azionista di lungo termine, vuole monetizzare”. E per questo bisogna “trovare un modo che gli consenta una via d’uscita senza determinare un valore eccezionalmente alto o aspettative abnormi”.