M5s: scoppia “caso Messora”

ROMA – Nuovo scontro nel gruppo del M5S al Senato, dove scoppia il “caso Messora”. Sul banco degli imputati ancora una volta finisce il responsabile comunicazione ‘cinque stelle’ di Palazzo Madama. Ma il fronte dei ‘contestatori’ si allarga, mentre si avvicina l’elezione del nuovo capogruppo in sostituzione dell’uscente Nicola Morra.

Il senatore Lorenzo Battista chiede “il licenziamento” di Claudio Messora per quel post in cui il blogger invitava i parlamentari a “non giocare ai piccoli onorevoli”. A Battista si aggiunge un altro parlamentare ‘dialogante’, Luis Alberto Orellana, che, invece, accusa l’uomo comunicazione di “superare la soglia dei 5.000 euro lordi stabilita dal codice di comportamento, visto che prende 6.000 euro, a cui si aggiungono casa e viaggi pagati”.

Insomma, l’uomo della comunicazione guadagnerebbe “più degli stessi senatori”.

– Il tutto – aggiunge Orellana – in pieno conflitto di interessi, in quanto Messora gestisce un blog con il quale guadagna anche dalla pubblicità.

L’attacco a Messora, in realtà, sembra colpire ben più in alto. A Genova o, più precisamente, a Milano. Il capo-ufficio stampa del M5S al Senato, infatti, è stato scelto direttamente da Gianroberto Casaleggio per gestire la comunicazione dei senatori. Il ‘caso Messora’ torna così a dividere i senatori in fazioni contrapposte, al di là del dibattito sulle alleanze politiche. Il blogger riceve l’appoggio del capogruppo Nicola Morra che esprime il “pieno dissenso con Lorenzo Battista”. Il quale, d’altronde, è netto nelle sue affermazioni.

– Messora – spiega – scrive dei post contro i parlamentari del Movimento. Non mi sembra una cosa normale. In qualsiasi altra azienda avrebbe ricevuto una lettera di richiamo o un licenziamento per giusta causa.

Parole che gli ‘ortodossi’ non gradiscono anche perché pronunciate in tv a Matrix, dove Battista è andato senza consultare previamente i responsabili del gruppo. E’ vero che la ‘fase 2’ della comunicazione, messa a punto nel corso di alcune riunioni a Milano con Casaleggio, ha aperto alla partecipazione dei parlamentari alle trasmissioni televisive; ma il nuovo corso prevede che la gestione delle presenze tv resti di competenza dei gruppi comunicazione di Camera e Senato.

Le divisioni potrebbero avere ripercussioni sulle prossime elezioni per il nuovo capogruppo al Senato in sostituzione dell’uscente Nicola Morra.

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