Peggiora il Pil: deficit al 3,1%. Letta: “E’ colpa dell’instabilità”

Pubblicato il 20 settembre 2013 da redazione

ROMA – Il prodotto interno lordo frena più del previsto, quest’anno a -1,7% rispetto a -1,3% delle stime precedenti; il deficit supera la soglia del 3% e si attesta al 3,1%; il debito pubblico sfiora il 133% sul Pil, livello record dal 1924. La Nota di Aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza, esaminata dal consiglio dei Ministri, certifica per il 2013 una situazione dei conti pubblici italiana in peggioramento rispetto alle ultime stime ufficiali del Tesoro.

– Pesa l’instabilità politica –  dice il premier Enrico Letta.

In ogni caso il governo è impegnato ad ”assumere interventi tempestivi per mantenere il deficit entro la soglia del 3% del Pil nel 2013”, dice Palazzo Chigi rassicurando Bruxelles.

– Aspettiamo di vedere i dettagli delle misure che andranno prese chiaramente nelle prossime settimane in modo tempestivo, siamo già a fine settembre – ha replicato il portavoce del commissario Ue agli affari economici Olli Rehn.

– L’interruzione della discesa dei tassi e la ripresa dell’instabilità politica pesa sui conti e per questo non siamo stati in grado di scrivere oggi 3% nel Def – ha spiegato Letta.

Ma la situazione dovrebbe migliorare a breve. Come indica il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni già il quarto trimestre ”sarà positivo” e per il 2014 il Pil segnerà una crescita dell’1%.

Restano però da qui a fine anno una serie di nodi da sciogliere. Primo tra tutti quello dell’aumento dell’Iva che scatterà tra dieci giorni. Letta assicura che è ”tra le questioni aperte” che verranno affrontate nei prossimi giorni. Ma il Pdl incalza.

– Saccomanni ha il dovere di prospettare le coperture per gli impegni presi dal governo e sui quali il governo ha ottenuto la fiducia – commenta il capogruppo Pdl Renato Brunetta -. Quindi – ribadisce – se ad ottobre non si riesce ad evitare l’aumento dell’Iva come ci siamo impegnati, il governo cade.

Il segretario del Pd Guglielmo Epifani si appella al governo:

– Chiedo che non scatti l’aumento dell’Iva. Sarebbe sbagliato dopo aver tolto l’Imu.

Oltre alla questione dell’Iva (per fermare l’aumento serve circa 1 miliardo a trimestre) la prossima settimana arriverà anche il provvedimento per il rifinanziamento delle missioni internazionali; manca anche mezzo miliardo per la Cig. A tutto si aggiunge anche la somma di 1,5 mld per rientrare subito dallo sforamento del deficit.

A conti fatti il governo è impegnato a trovare 5-6 miliardi di euro nelle prossime settimane. Entro il 15 ottobre è attesa poi la legge di stabilità con misure, a partire dal taglio del cuneo fiscale, che dovrebbero accompagnare la ripresa.

– Se il governo vuole andare veramente nella direzione giusta non ha alternative che quella di fare un taglio forte sul cuneo fiscale – ha infatti ribadito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Tra gli indicatori aggiornati nella Nota al Def anche quello del debito pubblico: si attesterà quest’anno al livello record del 132,9% per poi calare al 132,8%. L’andamento tendenziale è anche più alto: al 133% nel 2013 e al 133,2% nel 2014.

Sullo spread invece il Tesoro ipotizza ”una graduale riduzione dello spread e dei tassi di interesse che ci dovrebbe portare a 100 punti base sopra i tassi tedeschi a fine periodo”, ha assicurato il ministro Saccomanni spiegando che il risultato sarà raggiunto nel 2017. Infine il capitolo infrastrutture: nel triennio 2014-2016 le esigenze finanziaria sono pari a oltre 11 miliardi di euro; sono cinque le priorità, tra cui rientrano interventi per le reti stradali e ferroviarie, Tav, Mose e completamento della Salerno-Reggio Calabria.

Le nuove stime su pil, deficit e debito
Un pil in decisa flessione nel 2013 (-1,7%), che segna un rimbalzo di un punto nel 2014; un deficit che viaggia al 3,1% nel 2013 (il dato a legislazione vigente) ma che il governo punta a piegare al 3% (il dato ‘programmatico’); un debito che si attesta attorno al 133%. Sono le previsioni a legislazione vigente (che fotografano l’andamento dei conti in assenza di futuri interventi) e a livello programmatico (con gli obiettivi che il governo punta a realizzare con politiche attive) contenuti nel Def, il Documento di Economia e Finanza. Ecco i dati principali relativi al Pil, al deficit e al debito pubblico.

2013      2014      2015      2016      2017

PIL                                                                         -1,7        +1,0       +1,7       +1,8       +1,9

DEFICIT A LEGISLAZIONE VIGENTE       3,1          2,3          1,8          1,2 0,     7

DEFICIT PROGRAMMATICO                        3,0          2,5          1,6          0,8          0,1

DEFICIT STRUTTURALE                                0,4          0,3          0,0          0,0          0,0

DEBITO PUBBLICO A LEGISLAZIONE

VIGENTE (in rapporto al Pil)                       133,0     133,2     130,5     127,1     123,2

DEBITO PUBBLICO PROGRAMMATICO

(in rapporto al Pil)                                          132,9     132,8     129,4     125,0     120,1

DEBITO PUBBLICO PROGRAMMATICO

(SENZA ESBORSI PER AIUTI UE

E DEBITI PA, in rapporto al Pil)                  127,6     125,8     122,7     118,5     113,8

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