Iran, verso l’incontro Obama-Rohani all’Onu

NEW YORK. – ‘’Presenteró il vero volto dell’Iran. Un Paese di cultura e pacifico’’: sono le parole con cui il neo leader di Teheran, Hassan Rohani, si prepara al gran debutto sul palcoscenico internazionale. Oggi, a New York, interverrá alla 68/ma Assemblea generale dell’Onu, poco dopo il presidente americano, Barack Obama. E proprio la Casa Bianca non ha escluso che i due leader si possano incontrare a margine dei lavori delle Nazioni Unite. Un segno, anche quest’ultimo, di come ci sia aria di svolta nei rapporti tra l’Iran e la comunitá internazionale, nonostante lo scetticismo di molti.

E i tempi in cui Mahmoud Ahmadinejad arrivava a infiammare il Palazzo di Vetro con le sue provocazioni sembrano in queste ore davvero appartenere ad un’altra epoca. ‘’Da parte della nuova leadership vedo arrivare segnali positivi, anche sul dossier nucleare’’, ha assicurato il ministro degli esteri italiano, Emma Bonino, dopo aver incontrato al Palazzo di Vetro il capo della diplomazia iraniana, Javad Zarif, mentre il premier Enrico Letta vedrá il presidente iraniano giovedí.

‘’Andiamo a vedere le carte’’, ha aggiunto Bonino, ‘’perché chiudere l’Iran fuori dalla porta non aiuta a risolvere i problemi’’. Rohani, dal palco dell’Assemblea dell’Onu, dovrá cercare di convincere il mondo che l’atteggiamento di Teheran sta davvero cambiando, e che le aperture che arrivano in particolare dagli Stati Uniti sono piú che giustificate. ‘’Siamo pronti a lavorare con l’Iran se l’amministrazione Rohani si impegnerá seriamente, soprattutto sul fronte del programma nucleare’’, ha affermato il Dipartimento di Stato. Sará una vera e propria offensiva diplomatica quella dell’Iran nei giorni dell’Assemblea delle Nazioni Unite, condotta non solo dal presidente Rohani in persona, ma anche da Zarif, la cui agenda é fitta di incontri: da quello col capo della diplomazia Usa John Kerry alla riunione – mercoledí o giovedí – con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Usa, Francia, Regno Unito, Russia e Cina), alla quale prenderá parte anche la Germania e alla quale sará presente Kerry.

Ma a mettere in guardia tutti dai facili entusiasmi ci penserá il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riporta il New York Times, ‘Bibi’ – che interverrá oggi all’Assemblea Onu – inviterá tutti a non farsi illusioni sul presunto nuovo corso di Teheran e a non abbassare la guardia. Invitando la comunitá internazionale a non ripetere gli errori commessi con la Corea del Nord otto anni fa: ‘’Meglio nessun accordo che un cattivo accordo’’, ha affermato una fonte dell’amministrazione israeliana, sintetizzando la linea che Netanyahu ha intenzione di portare avanti. Una linea in cui si chiede all’Iran di rispettare tutta una serie di paletti senza i quali nessun dialogo dovrá essere possibile.

Una grossa gatta da pelare per Obama, che punta moltissimo sul rilancio del dialogo nei prossimi giorni. Ma le aperture del nuovo regime iraniano vengono viste con diffidenza anche da una parte del Congresso americano. Alcuni senatori di entrambe le parti politiche – democratici e repubblicani – alla vigilia dell’intervento del presidente Usa all’Onu lo hanno invitato a non abbandonare la ‘’linea dura’’ nei confronti di Theran. Il sospetto é che in realtá Rohani voglia solo prendere tempo sul programma nucleare iraniano e ottenere un allentamento delle sanzioni della comunitá internazionale.

I colloqui con l’Iran serviranno comunque alle potenze occidentali anche a capire quale ruolo Teheran puó giocare sul fronte della guerra civile in Siria. Bonino ha intanto ribadito come per l’Italia l’attuazione del piano di disarmo chimico sia ‘’tutta in salita’’, soprattutto se non ci sará un accordo che imporrá alle parti in conflitto il cessate il fuoco. ‘’E un accordo – ha aggiunto Bonino – non potrá tener conto anche dell’aspetto dell’accesso agli aiuti umanitari’’, finora irrisolto.

(Ugo Caltagirone/ANSA)

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