Tensione in Libia per blitz Usa: a Sigonella 200 marines

NEW YORK. – Il Pentagono invia rinforzi a Sigonella, la base aerea Usa, in Sicilia. Duecento marines e sei velivoli, per eventuali operazioni di emergenza in Libia: la cattura sabato scorso a Tripoli dell’alto esponente di al Qaida Abu Anas al-Libi è stata un successo per le forze speciali Usa, anche il presidente Obama ha detto che è responsabile della morte di molti americani e pertanto ”sarà portato davanti alla giustizia”, ma ora i militanti islamici libici sono sul piede di guerra e dai social network esortano a rapire cittadini americani, da usare come “merce di scambio”, e a colpire interessi Usa nel Paese “per ritorsione”. E anche le autorità ufficiali di Tripoli mostrano forte disappunto. L’ambasciatrice statunitense in Libia, Deborah Jones, è stata convocata dal ministro della Giustizia “per chiarimenti”. Mentre il Congresso Nazionale ha chiesto la riconsegna “immediata” di al-Libi, il cui arresto da parte delle forze Usa rappresenta, ha affermato, una “violazione flagrante della sovranità nazionale” della Libia. Allo stesso tempo il premier Ali Zeidan ha detto che i libici dovrebbero essere sottoposti a processo in Libia, e pertanto la questione sarà affrontata con le autorità americane, anche se più conciliante ha concesso che “le nostre relazioni con gli Usa sono importanti e non saranno influenzate da questo evento”. Ma la rapida reazione del Pentagono fa soprattutto seguito ai tanti appelli dei gruppi radicali islamici come ‘Bengasi è protetta dal suo popolo’ o ‘Rivoluzionari di Bengasi, al Baida e Derna’ apparsi su social forum islamisti e su Facebook in cui si esortano i militanti a compiere azioni contro gli Usa, ma anche contro oleodotti, navi e aerei per colpire anche i loro alleati. E così ieri il Dipartimento della Difesa ha prontamente spostato a Sigonella da una base in Spagna 200 marines della ‘Special purpose marine air/ground task force-crisis response’, quattro velivoli MV 22 ‘Osprey’ e due KC-130 per il rifornimento in volo. Si tratta di una misura di “rischieramento temporaneo”, concordata con il nostro Ministero della Difesa, secondo cui il compito della task force Usa è quello di sostegno in operazioni di evacuazione e salvataggio di ostaggi, ovvero missioni di “eventuale evacuazione dei loro connazionali”. Tuttavia è anche un chiaro segnale, anche politico, oltre che militare. Negli Usa non si sono ancora placate le polemiche sorte dopo l’assalto dell’11 settembre 2012 al consolato degli Stati Uniti a Bengasi, in cui furono uccisi quattro americani, tra cui l’ambasciatore Chris Stevens. In molti a Washington sostengono che il Dipartimento di Stato e il Pentagono hanno allora sottovalutato la minaccia islamica e non hanno preso adeguate misure preventive per proteggere il personale Usa sul campo. Ma anche se questa volta i segnali sono ancora più inquietanti e l’allerta Usa è molto elevata, Washington on intende indietreggiare di un centimetro. Al-Libi, ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, “è chiaramente un membro di al Qaida, ricercato e incriminato” per gli attacchi alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania del 1998 e pertanto deve essere processato. La sua cattura, ha sottolineato il segretario alla Difesa Chuck Hagel, mostra che Washington “non risparmia sforzi per portare i terroristi davanti alla giustizia”. Concetto poi ripetuto anche da Obama che a proposito di al-Libi per sottolineare che gli Usa continueranno a dare la caccia ai terroristi. Tuttavia, il presidente Usa ha anche voluto sottolineare che ”c’e’ una differenza tra inseguire i terroristi che complottano contro gli Usa e il lasciarci coinvolgere in una guerra”. Intanto il Times – citando fonti della Difesa Usa – sostiene che l’operazione al-Libi sia partita proprio dalla Sicilia: “Un commando delle forze speciali americane note come Delta Force e impiegate in particolare in operazioni di antiterrorismo – scrive il quotidiano britannico – è decollato da una base Usa in Sicilia per raggiungere Tripoli la scorsa settimana, dove è stato poi effettuato il blitz che ha portato alla cattura dell’alto esponente di al Qaida Abu Anas al-Libi”.

(Stefano de Paolis/ANSA)

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