Letta da Napolitano: “Impegno su immigrazione-carceri”

ROMA  – Emergenze immigrazione e carceri, ma legge di stabilità e dossier Alitalia. Giorgio Napolitano ed Enrico Letta affrontano tutti i nodi di stretta attualità in un lungo colloquio serale al Quirinale.

“Il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio hanno compiuto una ricognizione su questioni all’esame in queste settimane e nelle prossime, come accade di frequente”, si legge nella nota diffusa dal Colle.

Il primo dossier esaminato è stato quello dell’immigrazione. Ed in particolare, rimarca la nota, “di quanto il Presidente Letta ha avuto modo di valutare con il Presidente della Commissione Europea Barroso a Lampedusa sul tema dei profughi e sulle politiche relative all’immigrazione, anche in vista del Consiglio europeo di 24 e 25 ottobre prossimi”. Il premier, viene riferito, ha raccontato quanto visto e soprattutto vissuto a Lampedusa. Senza mancare di esprimere le sue sensazioni, anche sul piano personale, per un dramma che ha condannato senza mezzi termini, arrivando a scusarsi a nome del Paese. Ha poi confermato l’intenzione di porre con forza la questione sul tavolo del prossimo summit Ue.

– L’immigrazione deve diventare una priorità per l’Europa – riferiscono fonti vicine al capo del governo, che rimarcano quanto il governo sia deciso a “condizionare” su questo l’agenda europea. Le stesse fonti rimarcano come fu proprio Letta, nel discorso per la fiducia pronunciato il giorno prima della tragedia di Lampedusa, a sottolineare come le politiche Ue sul fronte dell’immigrazione dovessero cambiare. Dopo Lampedusa, quell’appello è diventato ancora più pressante. Il primo appuntamento sarà appunto il vertice Ue di fine ottobre, ma l’Italia è intenzionata a sfruttare anche la presidenza di turno dell’Ue, nella seconda metà del 2014, per evitare che l’Europa si fermi a mere enunciazioni di principio.

Sul fronte interno, ed in particolare sulla legge Bossi-Fini, l’atteggiamento del premier non cambia: in cuor suo ritiene che quelle norme siano datate rispetto al mutato quadro internazionale.

– Ora l’immigrazione non è dettata solo da ragioni economiche, ma spesso purtroppo da ragioni di sopravvivenza – spiega una fonte di palazzo Chigi. Da qui l’esigenza di modificare la legge sul diritto d’asilo. Ma non basta. Tanto che Letta ha definito una “vergogna” l’apertura di un fascicolo da parte della magistratura nei confronti delle vittime del naufragio. Atto dovuto, viste le attuali norme. Ma il premier intravede – anche nelle parole di esponenti del Pdl, come Maurizio Lupi – piccoli segnali di apertura alla possibilità se non altro di aggiornare la Bossi-Fini. Ma a suo avviso nessun risultato sarà possibile se non si abbandoneranno le posizioni ideologiche. Serve insomma un dibattito serene e senza pregiudizi.

L’altro tema affrontato da Napolitano e Letta è stato il nodo carceri ed in particolare, riferisce sempre la nota del Colle, sul “contributo che il governo potrà dare al dibattito aperto dal messaggio del Capo dello Stato alle Camere”. Amnistia e indulto sono di competenza del Parlamento. E in questo senso la speranza di Letta è che si eviti di guardare alla questione con il condizionamento del ‘caso Berlusconi’.

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