Letta esulta, niente mannaie ora guardiamo al futuro

ROMA. – Dopo il ”rodeo” della crisi di governo, come il premier Enrico Letta liquida lo psicodramma del voto di fiducia, il governo dimostra, con l’approvazione di una legge di stabilità che riesce a sventare all’ultimo minuto i tagli alla sanità, di riuscire a marciare compatto. E la rappresentazione plastica è la scelta del presidente del consiglio di scendere in conferenza stampa al fianco del segretario e vicepremier del Pdl Angelino Alfano e del ministro Sc Mario Mauro. ”Sono soddisfatto, ora possiamo cominciare a guardare al futuro senza tagli a famiglie e imprese”, esulta Letta, deciso ad andare avanti nonostante le difficoltà politiche. Sia Letta sia Alfano, per motivi diversi, si giocano nella manovra la partita della vita: da un lato, il premier esposto alle tensioni crescenti del congresso del Pd e alla lente di ingrandimento di Matteo Renzi. Dall’altro il vicepremier, atteso al termine del consiglio dei ministri a Palazzo Grazioli, impegnato in una difficile Opa sul Pdl. E’ per questo che, nonostante l’intenzione del presidente del Consiglio di non presentare la legge di stabilità ”in modo roboante”, Letta e Alfano fanno fatica, in conferenza stampa, ad evitare toni trionfalistici. ”Abbiamo corso visto che le tensioni dell’ultimo mese che non hanno reso semplicissimo il nostro lavoro ma siamo riusciti a fare un buon lavoro”, è la prima battaglia, quella contro il tempo e l’instabilità politica, che Letta rivendica. Ma è il binomio conti in ordine-no aumento delle tasse, anzi, incalza Alfano, ”con la diminuzione di un punto della pressione fiscale”, il principale motivo di soddisfazione del governo. Per questo, si è lavorato per tutta la notte e la mattinata, con un vertice continuo al ministero dell’Economia, per evitare i tagli alla Sanità e dimostrare che, dopo anni, la scure non si è abbattuta sulla salute dei cittadini e ”lo dico perchè – chiarisce Letta – sia chiaro ai cittadini, voglio tranquillizzare rispetto alle voci allarmistiche: non ci sono tagli alla sanità e diminuisce la pressione fiscale su cittadini e imprese”. Se ad Alfano è necessario rivendicare l’abbassamento delle tasse, per il premier è cruciale dimostrare di aver tenuto fede all’impegno di abbassare le tasse sul lavoro con i 5 miliardi nel triennio per i lavoratori e quasi altrettanto per le imprese. E di mettere in campo misure per la ripresa dell’occupazione ”con una significativa direzione di marcia negli incentivi per il passaggio dai contratti a tempo determinato a tempo indeterminato”. In realtà, pur dimostrando affiatamento e determinazione, il governo sa che la battaglia è ancora all’inizio. ”La legge di stabilità è fatta per forza di cose di due tempi: oggi e il passaggio parlamentare che avrà un ruolo importante”, dice subito Letta, disponibile a non blindare una manovra che, vista la corsa contro il tempo, non è stata limata nel miglior modo possibile. E la speranza è che non venga dilaniata tra assalti alla diligenza e veti incrociati tra partiti.

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