Azzurri fuori dal G8 c’è il rischio Brasile

Pubblicato il 16 ottobre 2013 da redazione

GINEVRA – Brasile, Italia, Ghana e Giappone. Oppure Brasile, Italia, Francia e Usa. O ancora Svizzera, Italia, Ecuador e Honduras. Tutto può succedere, al sorteggio mondiale del prossimo 6 dicembre in Brasile. Dove gli azzurri non saranno teste di serie, a meno di un clamoroso scivolone dell’Uruguay nello spareggio con la Giordania.

L’Italia rischia di trovare Brasile o Spagna da subito, ma il vero pericolo è la mina vagante Francia, se passerà agli spareggi. “Non siamo teste di serie, ma forse è addirittura meglio così”, ribadisce Prandelli quando le vittorie nella notte dell’Uruguay sull’Argentina (gol decisivo di Cavani) e della Colombia in Paraguay (doppietta dell’ ‘italiano’ Yepes) hanno fatto scivolare la nazionale azzurra all’ottavo posto, pari merito con l’Olanda.

Oggi sarà ufficializzato il ranking Fifa, criterio per stabilire solo le teste di serie, ma per capire meglio bisognerà aspettare di vedere se le tante stelle che stanno ancora a guardare, da Cavani a Ibrahimovic, da Cristiano Ronaldo a Benzema, saranno mine vaganti o grandi assenti.

L’ordine della classifiche mondiali dice prima Spagna, poi nell’ordine Germania, Argentina, Colombia, Belgio, Uruguay, Svizzera settima. Italia e Olanda sono ottave pari merito, ma i decimali dovrebbero dare ragione agli azzurri. Consolazione amara, visto che il Brasile è testa di serie d’ufficio e così la nazionale di Prandelli sarà la prima non testa di serie.

“Essere tra le prime otto è sopratutto questione di prestigio, e poi dà qualche vantaggio logístico”, ricorda il ct azzurro. In effetti, chi è in prima fascia ha di solito piccole facilitazioni negli spostamenti, ma la particolarità del Mondiale brasiliano sta anche in questo: ogni girone giocherà le sei partite in città diverse, nessun trattamento di favore per alcuno dunque.

“E poi – la conclusione di Prandelli – magari eravamo teste di serie e pescavamo l’Olanda”. E’ questo il vero punto cruciale del sorteggio: tra le prime otto ci sono Belgio, Svizzera, Colombia, non è detto vada malissimo, piuttosto bisogna guardare alla composizione delle altre fasce. Al momento si sa solo che saranno composte sulla base di “criteri geografici e sportivi”. I criteri saranno definiti il 3 dicembre, ma per evitare gironi tutti europei o tutti sudamericani, si prospetta un’urna con otto europee dall’Italia in giù, uno con sudamericane non teste di serie e africane, il terzo con asiatiche, centroamericane e oceaniche.

Basta dare un rapido sguardo a qualificate e spareggi per un primo quadro. Hanno già il passi per il Brasile ventuno nazionali: Italia, Olanda, Belgio, Svizzera, Germania, Russia, Bosnia, Inghilterra, Spagna, per l’Europa; Australia, Iran, Giappone Corea del Sud per l’Asia; col Brasile, Argentina, Colombia, Ecuador e Cile per il Sudamerica; Costarica, Usa e Honduras per il centroamerica.

Si giocano altri quattro posti in Europa Portogallo, Croazia, Romania, Islanda, Francia, Ucraina, Grecia e Svezia (sorteggio spareggi lunedì prossimo).

Per l’Africa in pole Ghana, Nigeria, Camerun, Costa d’Avorio e Burkina Faso. Uruguay-Giordania e Messico-Nuova Zelanda gli spareggi per gli ultimi due posti.

Decisivi saranno gli spareggi europei: il vecchio Continente ha quattro teste di serie, fatte le sottrazioni dei 13 posti disponibili una dovrà slittare dall’urna tutta europea alla seconda, incrociando così di certo un’altra europea. E se fosse l’Italia, un conto sarebbe pescare l’Islanda, un altro la Francia. Che in effetti stasera sarà 21esima del ranking, la più bassa delle possibili ripescate d’Europa. E forse la vera mina vagante, anche per l’Italia.

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