Così ci raccontava Caracas: Oscar Yanes… tesimone di un tempo indimenticabile

 

CARACAS.- Oscar Yanez  se n’è andato per sempre…Così, come in “punta di pedi” portandosi via con lui un mondo “caraqueño”che non esiste più… Il mondo che avevamo appreso ad amare , appena giunti in Venezuela: quello di Hector Monteverde, Luis Herrera, Simon Alberto Consalvi, Gaetano Bafile, Giuseppe Domingo, giornalisti, artisti, scrittori impegnati a raccontarci la “venezuelanità” più schietta, incontaminata, sorridente e poetica. Era la Caracas dai “tetti rossi”, quieta, verde , fiorita con le sue adorabili costruzioni coloniali… i suoi parchi.

Oscar Yanez era amico del nostro Giornale, del fondatore della “Voce d’Italia” Gaetano Bafile. Nei loro incontri condividevano ricordi …aneddoti…affascinanti storie di quando Sabana Grande era la passerella di Caracas, quando il Gran Cafè radunava attorno ai suoi tavoli, il meglio dell’intellettualità venezuelana e gli allegri e tristi racconti di emigranti alla ricerca dell’Eldorado , rapiti dal fascino delle bellissime creole , dall’affabile accoglienza dei venezuelani.

Infatti, Oscar ci parlava di quando “Sabana Grande era una Fiesta”… e il sorriso proverbiale  dei venezuelani accompagnava gli incontri amichevoli dei nostri emigrati che proprio quì, in Venezuela, assicuravano non aver mai  conosciuto differenze di colore, razza , credo e politica. Quando “Sabana Grande era una Fiesta”, Bafile si ritrovava con questo circolo ristretto di amici fraterni per commentare i titoli che risaltavano sulla prima pagina della “Voce d’Italia” nell’attesa edizione del giorno dopo, mentre Gabriel Garcia Marquez raccontava di bellissimi giardini annaffiati con premura, vite di amici giornalisti e poi, storie che sembravano inventate ma in realtà appartenevano a tutti i venezuelani.

E gli anni sono passati…uno dopo l’altro…. accompagnati dai ricordi degli amici più cari, delle storie vere di vite vissute, nell’appassionante avventura del giornalismo per arrivare ( quasi senza accorgercene) al momento in cui: “Sabana grande non è più una festa”… perché  il giornalista e scrittore dal cuore grande e dal sorriso aperto e lusinghiero è andato via per sempre.

Giornalista, scrittore, anima profondamente venezuelana, ironica e nostalgica, amava la vita.

Colonnista di “El Universal” con “Asì son las cosas” una delle sue frasi celebri era nato a Caracas il 27 aprile del 1927. Ha vinto ben tre Premi Nazionali di Giornalismo e il Primo Premio dell’Associazione Scrittori del Venezuela nel Concorso di Biografie di venezuelani famosi con la sua Opera”Carlos J. Bello el sabio olvidado” e il Premio Silver Book 1992 concesso da “Editorial Planeta” al libro di maggiore circolazione nel corso di un intero anno.”

Ha concluso la sua vita ricca di forti emozioni… amori e dispiaceri… È stato un collega singolare, indimenticabile…

Non possiamo che salutarlo con un immenso “Grazie”, così, all’”italiana”… la lingua dell’amore che a Lui piaceva  tanto…

Anna Maria Tiziano

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