Argentina, trionfa Sergio Massa

BUENOS AIRES. – E’ la presidente in carica, Cristina Fernandez de Kirchner, la vera sconfitta delle elezioni politiche parziali di metà mandato in Argentina. Elezioni che in realtà sono diventate l’anticipo delle presidenziali del 2015, dopo che i risultati hanno di fatto precluso la possibilità di una seconda rielezione della “presidenta” alla Casa Rosada. Grande vincitore del voto – con il quale si è rinnovata metà della Camera dei Deputati e un terzo del Senato, senza intaccare la maggioranza governativa – è stato Sergio Massa, il quarantenne sindaco di Tigre che ha sconfitto il suo rivale Martin Insaurralde ma si è anche imposto come il candidato più votato in tutto il Paese. In quattro mesi è riuscito a creare un’alternativa politica che ha conquistato il feudo tradizionale del peronismo, la provincia di Buenos Aires, con quasi il 44% dei voti. Fedele alla sua retorica moderata e dialogante, Massa ha detto che “parlare del 2015 è mancare di rispetto alla gente”, ma ha chiarito che “questo trionfo ci obbliga ad attraversare le frontiere della provincia e percorrere il Paese”. Meno prudente, il sindaco di centrodestra di Buenos Aires, Mauricio Macri – che ha festeggiato nel quartiere generale del suo partito, Proposta Repubblicana (Pro) accompagnato da un gruppo di giovani che indossavano magliette con lo slogan “Massa 2015” – che ha definito la sua vittoria nella capitale come un trampolino di lancio a livello nazionale. E nelle fila dell’opposizione non manca nemmeno un terzo possibile sfidante. Si tratta di Hermes Binner, ex governatore socialista della provincia di Santa Fe, eletto deputato con il 42% dei voti, e che dispone così di una solida base per potersi ricandidare alle presidenziali del 2015 dopo essere arrivato secondo nel 2011 con il 16,81% dei voti contro il 54,11% ottenuto dalla “presidenta”. La vera incognita, a questo punto, riguarda lo stesso kirchnerismo: data l’impossibilità di una seconda rielezione di Fernandez de Kirchner – che dispone comunque e ancora di un importante capitale di popolarità – viene da chiedersi chi sarà il dirigente prescelto per rilanciare nel 2015 la sfida del cosiddetto “modello nazionale e popolare” inaugurato da Nestor Kirchner dieci anni fa. Non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi che le avrebbe consentito di modificare la costituzione, Kirchner non può presentarsi per un terzo mandato. In vista del 2015, un candidato autoproclamato esiste già, ed è Daniel Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires e fino a pochi mesi fa alleato scomodo del peronismo governativo, che ne criticava il centrismo e il tono moderato. Dopo le primarie di agosto, però, si è impegnato in prima persona nella campagna del rivale filogovernativo di Massa, Martin Insaurralde: la sua sconfitta per 12 punti è uno smacco importante, ma costituisce anche una sua prova innegabile di lealtà, fino al sacrificio, alla “presidenta”. Anche se dietro le quinte, la protagonista della prossima fase politica argentina sarà sempre Fernandez de Kirchner, assente dalle elezioni politiche a causa della sua convalescenza ma che al suo ritorno dovrà disegnare un piano elettorale per il futuro del suo progetti politici.

(Javier Fernandez/ANSA)

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