Le note del virtuosismo italiano al Festival di pianoforte

CARACAS.- La sala Simón Bolívar del “Centro de Acción Social por la Música” immersa nel buio. Il pubblico ansioso che aspetta. Nessuno avrebbe mai pensato che questo sarebbe stato il preambolo di due ore dense di melodie trascinanti. Poi, all’improvviso, due riflettori si accendono ed appare la figura sciatta del giovane ed irascibile Beethoven accompagnato da una sorta di agente immobiliare dell‘Ottocento. La scena mostra tutto il carattere appassionato e perfezionista del compositore di fronte alle piccole cose, come la presenza di una finestra, ad esempio. Quelle che, dopo tutto, fanno la differenza.

Questo è stato l’aperitivo che ci hanno regalato Juvel Vielma e Ismael Moreno, diretti dal celebre Luigi Sciamanna. Grazie alla fantastica performance degli attori, il pubblico si è preparato per la meraviglia che si avvicinava: agghindato all’occasione, Marcello De Vita è stato ricevuto nel palco tra applausi e grandi aspettative.

Il virtuoso del pianoforte ha interpretato, insieme all’Orchestra Sinfonica Giovanile di Carabobo, il Concerto per pianoforte e orchestra nº2 in si bemolle maggiore, op.19 (1795) di Ludwig van Beethoven. Dire che è stata un’interpretazione straordinaria è riduttivo. Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti sanno adesso perché tanti dicono che il giovane De Vita si profila come una delle più grandi promesse del pianoforte in Europa.

Marcello è nato a Firenze nel 1992 ed oggigiorno, con i suoi 21 anni, studia presso il Conservatorio di Musica “Lorenzo Perosi” di Campobasso sotto la guida del pianista Orazio Maione. Ha vinto il Concorso Pianistico Nazionale della città di Rocchetta ed il Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale della città di Riccione, a Volturno, per la sua interpretazione eccezionale della Sonata nº 1 di S. Rachmaninoff. È stato eletto per partecipare ai corsi di perfezionamento dei Conservatori di Nancy e di Nizza con i professori Henri Barda, Fernando Rossano, Michel Beroff ed alle lezioni magistrali dell’Accademia Filarmonica Romana con il pianista Ramin Bahrami.

Nonostante tutti questi successi, Marcello è un ragazzo umile e, a volte, un po’ timido. Il genio che vuole passare inosservato e che gradisce genuinamente i complimenti che riceve.

«Per me è stato un piacere perché è la prima volta che mi metto in gioco con un’orchestra e soprattutto in un Paese lontano dal mio.È stata una bellissima esperienza. Un modo per entrare in contatto con una realtà che non conoscevo», ha detto De Vita facendo riferimento al sistema nazionale venezuelano. «Per cominciare con un’orchestra penso che l’ideale sia suonare un concerto come il nº2 di Beethoven in quanto si tratta di un’opera piccola, ma concisa e grandiosa. È stata una gioia, veramente».

Dopo aver suonato accanto ai musicisti, ha deliziato il pubblico interpretando l’Etude-Tableau, Op. 39 nº5 di Rachmaninoff.
L’evento si è concluso con l’esecuzione della Sinfonia nº 1 di Gustav Mahler, “Il Titano”, da parte dell’Orchestra Sinfonica Giovanile di Carabobo, diretta dal maestro César Iván Lara.

Questo concerto, organizzato dalla Fundación Musical Simón Bolívar con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia, del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, fa parte del Festival di Piano ed i Periodi della Musica che si terrà fino al 10 novembre 2013 presso il “Centro de Acción por la Música di Caracas”, sede nazionale delle orchestre, dei cori giovanili ed infantili del Venezuela.

Arianna Pagano