Pari e spettacolo con Real. Juve ancora in bilico

TORINO. – Questa volta sulla ruota di Juventus-Real Madrid è uscito il pareggio. Che le due squadre abbiano dovuto accontentarsi di un punto, non era mai successo. Accade dopo un 2-2 bello. Il punto fa molta sostanza per i blancos di Ancelotti, praticamente già qualificati per gli ottavi, è una piccola iniezione di fiducia per la Juve, costretta ancora ad inseguire, questa volta anche il Copenaghen. E’ ultima, ma potrebbe finire seconda. Dietro Ronaldo & C. c’è il vuoto. Allo ‘Juventus Stadium’, come già con il Galatasaray, si fermano al 2-2, ma questa volta l’ultimo colpo è dei bianconeri, di uno spagnolo per la precisione, Llorente. La Juventus senza lo squalificato Chiellini, con la difesa a quattro ed Asamoah sulla sinistra, parte macinando gioco e tiene a distanza il Real. Lo spettacolo resta il grande assente, ma al pubblico juventino va bene lo stesso. Pirlo suggerisce in mezzo al campo, senza avere grandi antagonisti, Tevez cuce le trame da sinistra, dove Ronaldo è chiuso tra Pogba e Asamoah. A destra, dove agiscono Marcelo e Modric, i bianconeri sembrano meno appariscenti, ma c’è sempre Vidal in agguato. Ronaldo, subissato di fischi e di insulti ad ogni tocco di palla, sembra destinato a portare la croce, ma è proprio lui il primo a liberarsene, al 10’ con un diagonale velenoso sul palo più lontano, replicando al primo tiro della partita, scoccato alto da Pogba al 5’. Llorente non trova il guizzo vincente, Vidal preferisce l’appoggio allo spagnolo in mezzo all’area, oppure è Pirlo a non trovare le misure di assist e lanci con i compagni. La porta di Casillas rischia di venire abbattuta al 17’: Pogba mette in mezzo e Pepe, per anticipare Llorente, rischia l’autogol: rimedia il portierone delle ‘merengues’. Ancelotti cerca di creare confusione con lo svariare in attacco delle tre punte. La Juve passa con un rigore: Varane tocca una gamba di Pogba, quando il francese bianconero aveva già perso il pallone. Ma a scelta di Webb di dare il rigore pare corretta. Vidal piazza il pallone all’incrocio, alla sinistra di Casillas, che pure aveva intuito la direzione del tiro. Il Real non sembra in gran serata, ma al 45’ ecco il pareggio, su cross da sinistra, non arriva soltanto perché Benzema e Ronaldo finiscono uno sui piedi dell’altro quando c’è da battere verso la porta di Buffon. Ma CR7 non può fallire al 7’ st, quando Caceres passa sciaguratamente all’indietro: è lui stesso a sfiorare la palla con la punta di una scarpa e indirizzare la palla a Benzema: il francese sforna l’assist per Ronaldo, che batte Buffon in uscita e pareggia il conto. La Juventus incassa con fatica, il Real ribalta il risultato: lancio millimetrico sulla fascia sinistra per Ronaldo che smarca Bale: ‘mister 110 milioni’ si beve Asamoah e raddoppia. La Juve sbanda, ma non si abbatte e rimedia il pari 6’ dopo con un cross di Caceres che Llorente di testa trasforma in gol, anticipando Varane, tagliato fuori senza pietà dallo spagnolo. La partita si infiamma, con continui capovolgimenti di fronte: è Barzagli a disturbare il tiro di Benzema: il pallone passa vicino al palo sinistro. Poi Caceres contra Ronaldo e gli fa sentire i tacchetti a centrocampo, ma CR7 è ancora pericoloso su punizione, dopo che Ancelotti ha sostituito Xabi Alonso con Illaramendi. Il Real spinge e la Juve si salva pregando ad un quarto d’ora dalla fine, quando il Real aumenta la pressione. Ma è Casillas a doversi salvare con i pugni su una sventola di Tevez: per sfortuna di Conte, Llorente non è reattivo per un tap-in. L’azione più bella la costruisce Marchisio: due tiri a botta sicura: Casillas e Pepe respingono. Ancelotti, nel frattempo, toglie Bale. Entra Quagliarella per Tevez e scappa in contropiede, ma è fermato in fuorigioco. Finisce 2-2. La Juve resta ultima nel girone, ma la qualificazione non è un miraggio.

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