Il 25 novembre prima udienza del Papa a Putin

CITTA’ DEL VATICANO. – Il 25 novembre il Papa riceverà in udienza in Vaticano il presidente della Russia, Vladimir Putin. La prima udienza tra il nuovo Pontefice e il leader russo ventilata nei giorni scorsi nell’ambito del viaggio di Putin in Italia, è stata confermata dal Vaticano. Ai primi di settembre il Papa aveva inviato una lettera a Putin, in quanto presidente del G20 che si teneva a Pietroburgo, e Bergoglio aveva approfittato di questa occasione protocollare per chiedere che si cercasse una “soluzione” per “impedire il massacro” causato dal conflitto in Siria, e che i grandi del mondo affrontassero la crisi economica globale “con rispetto della persona umana e dei più deboli”. Il messaggio papale ai grandi della terra veicolato dal leader russo aveva avuto un certo effetto nella sanguinosa crisi siriana. Vaticano e Russia post-sovietica hanno stretto piene relazioni diplomatiche nel 2009, dopo aver riallacciato i rapporti nel 1990. Nel 2011 il presidente russo Dimitri Medevev è stato ricevuto in udienza da Benedetto XVI, che nel 2007 aveva ricevuto anche Putin, allora presidente. L’incontro storico tra un papa e un leader russo rimane quello tra Giovanni Paolo II e Michail Gorbaciov, nel 1989, quando sull’onda delle speranze suscitate dalla nuova era del presidente della perestroika e della glasnost, si ipotizzò una visita del papa cattolico nella Russia ortodossa. Nell’incontro mai realizzato tra un papa e la Russia postsovietica conta il peso simbolico e politico del Patriarcato di Mosca. Ortodossi e cattolici sono divisi dalla vicenda dell’uniatismo, dalle accuse dei russi ai cattolici di far proselitismo, dalla prova di forza di Wojtyla nel formalizzare amministrativamente le diocesi cattoliche in Russia contro il parere degli ortodossi. Il clima è molto migliorato con il regno di Benedetto XVI, ben visto a livello teologico dal mondo ortodosso tanto quanto Giovanni Paolo II era malvisto a livello politico dai russi, che non hanno mai dimenticato la sua nascita polacca. La distensione si è rafforzata con la morte del patriarca Alessio II al quale nel 2009 è succeduto Kirill, conosciuto e apprezzato in Occidente. Con il latinoamericano Francesco la distensione dovrebbe proseguire e potrebbe dare frutti concreti. (giovanna.chirri@ansa.it)