Presidente promette riduzione di “almeno il 50% dei prezzi”

CARACAS. – Il presidente Nicolás Maduro disporrà di poteri speciali che gli permetteranno di governare per decreto per 12 mesi, e ha già annunciato che la sua prima priorità sarà quella di rispondere alla “guerra economica” della “borghesia parassita” con una ferrea regolamentazione dei profitti, accompagnata da severe sanzioni per i trasgressori, che dovrebbe portare a riduzioni di almeno il 50% nei prezzi di tutti i prodotti. L’Assemblea Nazionale ha approvato la cosiddetta “legge abilitante”, richiesta in agosto da Maduro, dopo che giorni fa la maggioranza governativa si è assicurata l’ultimo voto necessario per ottenere la maggioranza necessaria per conferire poteri speciali al capo di Stato. Martedì scorso, infatti, la deputata Maria Aranguren -eletta nelle liste del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv), ma passata poi all’opposizione- ha dovuto rinunciare al suo seggio dopo essere stata accusata di reati economici e associazione a delinquere. Ha lasciato il suo seggio al supplente Carlos Flores, il 99esimo voto necessario a Maduro per approvare la legge. Formalmente la “legge abilitante” prevede la necessità di prendere misure d’urgenza per affrontare la corruzione e la crisi economica, ma il suo testo è così vago – autorizza per esempio il presidente a “garantire il diritto del popolo a disporre di beni e servizi sicuri, di qualità e a prezzi giusti” con le misure che valuti necessarie – tanto da costituire una sorta di carta bianca a Maduro per fare tutto quello che vuole per 12 mesi, senza dover passare per il Parlamento. Il presidente ha già annunciato che ha pronta “la lista di costi, prezzi e garanzie” in base ai quali fisserà “limiti ragionevoli e obiettivi per i profitti delle aziende e i prezzi dei prodotti in Venezuela”, assicurando che “li abbasseremo di almeno il 50%”. Il vero colpevole dell’inflazione venezuelana, la più alta dell’America Latina, è la “borghesia parassitaria”, che si dedica all'”usura e la speculazione”, quando non “il sabotaggio economico”, come dimostra il fatto che “dei 1.400 stabilimenti commerciali che abbiamo controllato finora, non ne abbiamo trovato uno solo nel quale non si stesse rubando al popolo”, ha spiegato per ennesima volta il presidente. A poco più di tre settimane dalle elezioni municipali che costituiranno il suo primo test elettorale dopo la risicata vittoria contro Henrique Capriles nelle presidenziali di aprile, Maduro sembra deciso ad affrontare la situazione economica con la sua politica sociale, l’uso congiunto di Forze Armate e “milizie bolivariane” e denuncia dei complotti che alimentano la crisi: “Dietro questa guerra economica -ha ricordato – si nasconde il viso dell’imperialismo americano”.