Chiusa la cittadina degli artisti sull´Isarco

Pubblicato il 14 novembre 2013 da redazione

Il nome
Chiusa deve il suo nome allo stretto passaggio naturale che si forma tra la rupe di Sabiona, il fiume Isarco e il torrente Tinne.
Denominata “Clusa”, dal termine medio alto tedesco “kluse” per “chiusa”, dal 1300 viene chiamata Klausen.

Da vedere
La lunga via che attraversa la città è la prima attrattiva di Chiusa. Percorrendo il nucleo antico da Città Alta verso Città Bassa, i primi edifici storici che s´incontrano sono la Casa Wegmacher e la Chiesa degli Apostoli, in stile gotico a navata singola, costruita dal mastro-architetto Jörg nella seconda metà del Quattrocento.

Risalgono al tardo Medioevo il Municipio, il complesso del vecchio Albergo Leone d´oro (oggi Scuola Elementare), e la casa della Dogana Vescovile, sulla cui bella facciata figurano dieci dipinti araldici di vescovi di Bressanone.

Il caratteristico frontone merlato dell´Albergo Walther von der Vogelweide si eleva sugli edifici circostanti: antica sede del dazio civico, dal 1867 é un posto di ristoro. Altro antico posto di ristoro è l´ex Albergo Agnello (Zum Lamm), menzionato per la prima volta nel 1460.

Attraverso il bel loggiato con gli archi a volta si accede al primo piano e alla “Sala Walther”, che nella seconda metá dell´Ottocento fu il ritrovo preferito di artisti di fama internazionale. Notevoli sono gli edifici che ospitavano la Canonica, il Tribunale e il Vecchio Municipio, chiamato anche Casa al Cervo. Quasi tutte le case di Città Alta hanno pianta molto stretta e si sviluppano in profondità per guadagnare spazio.

La vista della parte posteriore di queste case affacciate sul fiume, con i loro giardini e balconi fioriti, è suggestiva. Città Alta termina
in Piazza Parrocchia su cui si affaccia la Chiesa di S. Andrea, costruzione tardogotica (1482-98) che sorge sui resti del precedente edificio romanico, considerata una delle più belle chiese del gotico sudtirolese.

Di fronte alla Torre del Sagrestano si trova la Cappella della Cripta, risalente al 1439.

Dalla piazza ci si incammina verso la Città Bassa, dove si ammirano le belle insegne che contrassegnavano gli alberghi. I pittoreschi vicoli hanno i nomi delle attività artigianali.

Tra le emergenze più significative, l´ex Albergo Orso Grigio, il posto di ristoro più antico della città (menzionato nel 1335); l’attuale sede della Cassa di Risparmio, risalente al tardo Medioevo con i suoi caratteristici Erker; il Caffè Nussbaumer (ex Albergo Croce Bianca), al cui interno era allestita, all´epoca della colonia artistica di Chiusa, una Künstlerstübele (Stube degli artisti) con una singolare galleria di opere d’arte. Oltre l’ex Albergo Rosa, Città Bassa finisce in piazza Tinne, incorniciata pittorescamente dai vecchi alberghi, alcuni dei quali ancora in attività.

Superato il torrente Tinne, nel grande parco pubblico si trova l’ex Convento dei Cappuccini, ora sede del Museo Civico e della Biblioteca Civica.

Poco più avanti, la Chiesa dei Cappuccini e la Cappella di Loreto fanno anch´esse parte del complesso conventuale dei Cappuccini.
Sulla sponda est dell’Isarco sono da vedere dall’esterno la Residenza Seebegg, un tempo sede dell’amministrazione mineraria, la Canonica e la Residenza Griesbruck.

Si ammira infine Castel Branzoll sulla sponda ovest del fiume, lungo il sentiero che conduce a Sabiona. Del complesso originale non rimane che la torre (detta “del Capitano”), databile agli inizi del Duecento.

La visita prosegue seguendo un antico percorso con le stazioni della Via Crucis (mezz’oretta a piedi), verso il Convento di Sabiona, che occupa con la sua mole la parte superiore dello sperone di roccia che sovrasta il borgo.

Il monastero, ultimato nel 1686, sorge con la Chiesa del Convento e la Chiesa S.Croce sulle rovine di un precedente complesso distrutto da un incendio nel 1533. In direzione del castello si incontra, la Chiesa di Nostra Signora (1652-58).

Il prodotto
Basta una visita alla Cantina Produttori Valle Isarco per apprezzare i suoi eccellenti vini.

A Chiusa, speck e salumi tipici tirolesi portano l´ inconfondibile marchio Gasser.

Il piatto
Il tipico menu tirolese potrebbe cominciare con un antipasto di speck e salumi locali, poi un primo piatto a base di ravioli della valle Isarco, oppure Knödel (canederli), Gulasch o carré di maiale con crauti come secondo e infine una bella fetta di Strudel, o di torta di grano saraceno con mirtilli rossi.

Fonte:
http://www.borghitalia.it/pg.base.php?id=4&lang=it&cod_borgo=876

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