Il New York Times attacca Putin, “vuole ritorno a cortina di ferro”

NEW YORK. – Vladimir Putin è un ‘prepotente’ che vuole tornare al passato, alla cortina di ferro, che minaccia le ex repubbliche sovietiche che vorrebbero essere libere di scegliere la loro strada. E’ durissimo e inusuale l’attacco che il New York Times sferra nei confronti del presidente russo. Mettendo così in evidenza le tensioni che da mesi caratterizzano i rapporti tra Washington e Mosca. Proprio al Times, lo scorso 12 settembre, il numero uno del Cremlino – capace di sbloccare la questione siriana a fronte delle difficoltà del presidente Barack Obama – aveva affidato una lettera indirizzata agli americani, invitandoli a non considerarsi eccezionali. Una missiva che aveva suscitato stizza in Usa e proteste sul web. ”E’ estremamente pericoloso incoraggiare le persone a vedersi eccezionali, qualunque sia il motivo”, scriveva Putin, bacchettando di fatto la Casa Bianca. Ora il quotidiano liberal sembra rendere pan per focaccia, con un editoriale in cui si descrive una Russia ‘putiniana’ con una certa nostalgia dei tempi dell’Urss. ”La Guerra Fredda dovrebbe essere finita per tutti, ha detto la cancelliera Merkel. Ma non è così per Putin”, sostiene il Nyt, accusando il presidente russo di ”fare di tutto per ostacolare le ex repubbliche sovietiche dallo sviluppare legami più stretti con l’Europa, minacciando anche di tagliare le forniture di gas necessarie a questi Paesi per affrontare l’inverno”. Si ricorda quindi come Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina abbiano in programma incontri con i leader dell’Unione europea per discutere il rafforzamento dei rapporti economici, politici e diplomatici. ”L’uso della leva commerciale fatto dall’Europa per incoraggiare la democrazia in questi Paesi – afferma il Times – è costruttivo e ragionevole. I tentativi della Russia di condizionare i suoi ‘ex vassalli’ con una prolungata dipendenza economica no”. Quindi, sul Times segue un elenco – Stato per Stato – delle ”minacce” e delle pressioni con cui una ”Mosca prepotente” cerca d’influenzare i Paesi vicini. L’editoriale si chiude ricordando Mikhail Gorbaciov, che si diceva ottimista su un’Europa del dopo guerra fredda unita dall’Atlantico agli Urali. ”Mister Putin – scrive il Nyt – sembra invece desiderare un ritorno ai giorni della cortina di ferro, quella che divideva il Continente, oscurando il desiderio delle nazioni dell’est di raccogliere maggiormente i frutti della loro indipendenza”.