Grillo a Genova: “Politici vigliacchi, vi daremo l’estrema unzione”

GENOVA – “I politici sono vigliacchi, daremo loro l’estrema unzione”. Lo ha detto il leader del M5S, Beppe Grillo, a margine del V-Day a Genova.

Grillo, poi, ha assicurato che di alleanze con altri partiti non se ne parla.

– Non faremo mai alleanze con altri schieramenti politici – ha detto -. I politici devono 2,7 miliardi di finanziamenti pubblici presi. Dobbiamo vincere e vinceremo – ha quindi aggiunto prima del suo intervento in piazza della Vittoria a Genova -. Siamo entrati nel Palazzo e abbiamo tolto la finta sacralità del parlamento, dando quello spazio ai cittadini.

E a chi accusa il Movimento di essere solo degli sfascisti ha risposto:

– Non cè più nulla da sfasciare, ci sono solo cadaveri che girano. Avete controllato se c’è sul marciapiede Casini che sta battendo? Non l’hanno visto. Sono mesi che parlano di Imu, Ici, Iuc e altro ma ormai si sono persi. Non sanno più neppure loro di cosa parlano. Sono degli zombi. Non non vogliamo più neppure inveire su di loro.

A fianco di Beppe Grillo, protagonista del V-day di Genova, c’è una interprete del Lis, linguaggio dei segni per non udenti che sta traducendo il comizio del leader del Movimento 5 Stelle.

Un programma in sette punti per le europee: ha annunciato Beppe Grillo al V-day.

– Un programma in sette punti per vincere, dobbiamo vincere e vinceremo – ha affermato -. Da qui deve partire una rivoluzione culturale e politica. Qui a Genova abbiamo inventato tutto. Non è più un sogno, siamo oltre. Dobbiamo andare a scoprire un mondo che c’è già,un mondo diverso fatto di solidarietà. Abbiamo 8 milioni di poveri. Dobbiamo fare pulizia, dobbiamo mandare a casa i politici.

E la piazza ha risposto: “Tutti a casa, tutti a casa”.

Grillo ha quindi informato che è pronto l’impeachment per Napolitano per poi segnalare:

– Voglio un referendum sull’euro, facciamolo questo referendum sull’euro. I paesi europei che sono fuori dall’euro vanno abbastanza bene e non sono a rischio default. Voglio che le imprese italiane non vadano in Romania a far crescere il pil di quel Paese, le voglio in Italia con le condizioni che hanno in Romania. Voglio un piano B per la sopravvivenza, non parole.

E ha aggiunto:

– Ci siamo persi tutto, anche la solidarietà dei nostri figli. Non voglio un Paese che fa emigrare i giovani, i nostri figli non devono emigrare. Voglio un Paese che fa restare i nostri figli in Italia.

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