Difendere il voto all’estero e la rappresentanza in Parlamento

Pubblicato il 02 dicembre 2013 da Mauro Bafile

Si può. Certo, non è facile ma si può. Ed è stato dimostrato  nei giorni scorsi, nel corso del dibattito sulla Legge di Stabilità. Grazie a una iniziativa dei senatori Micheloni, Turano, Giacobbe e Tomasello, del Partito Democratico, è stata approvata la riformulazione dell’emendamento 11.179. E così sono stati recuperati cinque milioni di euro per gli italiani all’estero. I senatori del Pd, a dir la verità, nel loro emendamento ne chiedevano 15. Ora c’è chi vedrà il bicchiere mezzo vuoto e chi, al contrario, mezzo pieno. Per noi, date le circostanze e visto il contesto di tensione politica e polemica accesa all’interno del quale è stato discusso ed approvato l’emendamento, rappresenta un importante traguardo.

Le risorse recuperate, come hanno spiegato i senatori in un comunicato, saranno destinate al rinnovo dei Comites e del Cgie, al sostegno degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana, agli aiuti per gli italiani all’estero in condizioni disagiate, al Museo dell’Emigrazione Italiana, alle agenzie specializzate per i servizi stampa dedicati agli italiani all’estero e ai contributi diretti in favore della nostra stampa.

La battaglia condotta con successo dai senatori del Partito Democratico sottolinea l’importanza della presenza dei nostri eletti in Parlamento. Non solo. A nostro avviso dimostra anche quanto sia necessaria la militanza nei partiti – di destra o di sinistra non ha importanza – che determinano le decisioni nella politica italiana. Il ruolo dei nostri parlamentari, infatti, non è solo quello di presentare disegni di Legge, provvedimenti ed emendamenti ma, soprattutto,  quello di sensibilizzare i colleghi parlamentari sui nostri problemi. Solo così, poi, potranno difendere i nostri diritti, spezzare lance a favore delle comunità italiane all’estero e riuscire a far passare disegni di Legge ed emendamenti col voto della maggioranza.  Non capirlo, insistere su altre strade, a nostro avviso, sarebbe riduttivo e opportunista.

Il prossimo anno, la battaglia, come già annunciato dal senatore Micheloni nell’intervista concessaci proprio durante una pausa del dibattito sulla polemica Legge di Stabilità in una grigia giornata romana, sarà il voto degli italiani all’estero. Come accennato dal senatore Micheloni esiste una matrice d’opinione che vorrebbe cancellare la presenza  dei nostri eletti in Parlamento. E, se proprio non depennarli, almeno ridurne la rappresentanza. Tutti noi sappiamo le implicazioni e i riflessi che un tale provvedimento avrà sugli italiani residenti all’estero.

Avere una rappresentanza in Parlamento capace di sensibilizzare la politica sui nostri problemi è assai importante; ci permette di avere voce nelle stanze del potere.

In Europa già ci si prepara a dar battaglia. In America Latina, purtroppo, un po’ meno. E in Venezuela? Spetterebbe al Comites e al Cgie fare il primo passo. Insomma, promuovere iniziative in difesa del voto e della presenza degli eletti all’estero. Ci auguriamo di cuore che così sia. Ma, sia in collaborazione con Comites e CGIE, sia in loro assenza, spetterà anche alle istituzioni create dalla nostra Collettività studiare e promuovere azioni ponderate e capaci di avere un’eco a Roma.

I diritti si esigono, quando si hanno si difendono; in nessun caso si elemosinano.

 

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